GP Malesia F1 2013, Red Bull accusa Vettel di slealtà! Quali conseguenze ora?

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    GP Malesia F1 2013 webber vs vettel - red bull

    Queste non sono facce da podio! Quelle di Mark Webber e Sebastian Vettel dopo il GP di Malesia 2013 di Formula 1 sono espressioni da “gran problema”. Il tre volte campione del mondo l’ha fatta grossa. Persino la Red Bull, per bocca di Chris Horner, si è indignata. Apro parentesi: se non altro il tedeschino, ha dimostrato coi fatti – dopo averlo detto a parole – di non essere ancora affatto sazio di vittorie. Il team principal della scuderia, parlando a nome dell’intera squadra, ha messo Vettel sotto accusa:“Ha deliberatamente ignorato l’ordine di scuderia ed ha messo il suo interesse prima di quello della squadra”. Quello che vogliamo capire adesso è quali conseguenze potrà avere questo evento!

    Red Bull, Horner punta il dito contro Vettel!

    “Lui [Vettel] aveva ben chiaro l’ordine. Ha scelto volutamente di fare quella mossa. Sapeva della comunicazione. ma ha scelto di ignorarla”, dopo un iniziale melina, la Red Bull decide di schierarsi e, a differenza di quanto chiesto dal pilota che sperava in un confronto privato, lo fa pubblicamente. “Ha messo il suo interesse davanti a quello del team perché voleva raccogliere quei sette punti in più che vanno al vincitore”. La decisione è arrivata al giro 43. La scuderia austriaca temeva di andare in crisi di pneumatici se avesse dato via libera alla lotta tra i suoi piloti pertanto ha chiesto di non spingere più. Webber ha accettato, ovviamente, di buon grado dato che si trovava in testa. Pensiamo avrebbe fatto lo stesso anche fosse stato secondo. Vettel non ha saputo trattenersi. Il suo gesto diventa ancor più infame se si pensa che il compagno di box non sospettava di dover ingaggiare un duello. Quella del tedesco è stata una vera pugnalata alle spalle. Ed è qui che cade l’asino. Oltre al mancato rispetto di ordini di scuderia che incrina il suo rapporto con la Red Bull, il tre volte iridato deve render conto a tutti gli appassionati di questo sport per un comportamento moralmente deplorevole. L’uomo batte il campione. E le domanda che dobbiamo porci adesso sono due: primo, una macchia del genere, quanto minerà il suo equilibrio psicologico? Secondo, quanto peserà tale fattaccio – a livello di immagine – nella sua storia di pilota? Se Hamilton passa come genio e sregolatezza, Alonso come mastino immortale, Raikkonen come un uomo di ghiaccio, Button come sublime opportunista? Vettel potrà accettare di essere bollato come scorretto e vigliacco? No. Pensiamo di no. E allora?

    Vettel chiede scusa: in gioco c’è molto!

    E allora, dicevamo, Vettel comincia chiedendo scusa:“Ho fatto un grosso errore - ha ammesso provando a chiudere il cancello quando i buoi erano già usciti – Dovevamo rimanere nelle nostre posizioni ma io ho ignorato l’ordine… ho fatto un bel casino. Capisco la rabbia di Mark [Webber] e mi scuso con lui. Capisco che le mie parole non servono perché il risultato della gara è questo ma… non l’ho fatto deliberatamente.” Basteranno queste parole per ricucire i rapporti con la squadra? Basterà regalare una vittoria a Webber nella prossima occasione che si presenterà? E’ difficile da dirsi perché in questo momento non siamo ancora in grado di rispondere ad una domanda fondamentale. L’indignazione della Red Bull è un qualcosa di sola facciata oppure l’inizio di un processo di disaffezione nei confronti del loro campione? I lattinari sono di fronte ad un bivio: dimenticare o ricordare. La strada che sceglieranno di prendere avrà grandi ripercussioni su tutto. Un Vettel sfiduciato, infatti, potrebbe non essere più il campione di prima. In molti hanno messo in dubbio il suo talento perché non lo hanno mai visto doversi confrontare con delle vere difficoltà. Eccoli accontentati.