GP Malesia F1 2014: il Processo al Gran Premio di Sepang [FOTO]

Formula 1 2014: da Sepang arriva il Processo al Gran Premio di Malesia

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti al Processo al Gran Premio di Malesia 2014. Molti episodi sono avvenuti sull’asfalto di Sepang. Cerchiamo di scatenare un po’ di dibattito su quelli che riteniamo più caldi. In ordine, andremo a parlare della paga subita da Nico Rosberg nei confronti di Lewis Hamilton; dei pasticcio del box Red Bull con Ricciardo; degli ordini di scuderia subiti da Felipe Massa; della penalizzazione non data a Sebastian Vettel per la manovra killer fatta ai danni di Rosberg in partenza e dell’eccessiva durezza dei giudici di gara con altri piloti.

    Caso 1: Hamilton tanto meglio di Rosberg

    ACCUSA. I giudizi si dividono tra chi crede che Nico Rosberg sia un perenne sopravvalutato e chi crede che non abbia vinto tanto quanto Vettel solo perché non ha mai avuto una macchina decente. Quest’anno la Mercedes è la nuova Red Bull ma lui vince in Australia sfruttando il ritiro di Hamilton ed arriva nettamente dietro al compagno qui in Malesia. In qualifica, poi, fa due flop di fila. Tutto ciò significa che i valori nel team sono già decisi. Se l’equazione Mercedes 2014 = Red Bull 2013, allora Rosberg come Webber. Hamilton come Vettel.

    DIFESA. Non vendiamo la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Il titolo mondiale sarà una lotta a due tra i piloti della Mercedes. Certo. Ma non sottovalutiamo le carte in mano a Nico Rosberg. E’ tedesco. Conosce meglio di Hamilton il team. Ha una grandissima fame. Vale. Vale ed è capace di tener testa al compagno di team meglio di quanto non si pensi. Si veda la scorsa annata. Diciamo che ancora non ha trovato le sue piste preferite. Ma intanto, in vetta della classifica, c’è lui.

    Caso 2: Ricciardo ha chiesto troppo?

    ACCUSA. Daniel Ricciardo dimostra di avere gli attributi per infastidire Sebastian Vettel e subito gli capita qualche grana. A voler mal pensare, ce n’è di materiale! L’errore al box con tanto di ruota montata male non è degno di un top team come la Red Bull. Oltretutto, l’unsafe release costerà 10 posizioni in meno sulla griglia di partenza del Bahrain. Frittata completa.

    DIFESA. Supporre, come qualcuno ha fatto, che la Red Bull voglia boicottare Ricciardo come sarebbe accaduto con Webber è ridicolo. C’è di più: Ricciardo è un uomo dello young team e gode degli stessi appoggi di Vettel. Inoltre, per un team, casomai, non c’è libidine maggiore che vincere con piloti diversi per dimostrare che i meriti sono della macchina più che di chi li guida. Che se ne dica, fino ad ora Vettel ha dimostrato il contrario. Prima di condannare la Red Bull per incapacità nei pit stop, infine, dobbiamo aspettare. Il pasticcio del GP di Malesia potrebbe restare un caso isolato.

    Caso 3: ordini di scuderia in Williams

    ACCUSA. C’è qualcosa di profondamente perverso in quello che è accaduto a Felipe Massa a Sepang. Dopo sole due gare si vede già un ordine di scuderia. E’ un ordine quasi inutile. E va a colpire chi? L’ex pilota Ferrari che aveva lasciato il team dicendo “Yahoooooo!! Ora non sono più servo di Alonso!!”. Qui gatta ci cova. Non so se dobbiamo scomodare qualche sedicente operatore dell’occulto. Ma ci deve essere per forza un disegno cosmico dietro.

    DIFESA. Nessuna trama oscura. Bottas aveva gomme più fresche ed un passo migliore. La Williams aveva 3-4 giri per provare ad attaccare Jenson Button che ha chiuso con soli 1,4 secondi di vantaggio su Massa. Un Bottas scatenato avrebbe potuto mettere in crisi l’inglese portando la scuderia di Grove al sesto posto. Inoltre, il team così facendo ha mandato un segnale a Massa: d’accordo l’anzianità e l’esperienza, ma qui si gioca tutti con le stesse carte. Mica avrà pensato di diventare lui la prima guida del team?

    Caso 4: Vettel salvo nonostante il tentato omicidio

    ACCUSA. La manovra di Sebastian Vettel al via del GP di Malesia 2014 è da galera. Stringe Rosberg verso il muretto. E’ una specialità della casa per il tedesco. Ma non si può più fare. Non si fa. Chi si difende dal sorpasso deve lasciare lo spazio sufficiente tanto quanto la larghezza di una ulteriore ipotetica monoposto. L’aggravante è che, una manovra del genere in partenza, può innescare una carambola dalle conseguenze inimmaginabili visto il numero di macchina che arrivano a rimorchio. I giudici di gara, invece, fanno finta di niente. Un modo per rimediare, però, ce l’hanno: potrebbero sempre infliggere qualche punto di penalità nella patente o arretrarlo nella griglia di partenza del prossimo GP. Ma non lo faranno. Meglio prendersela con i pesci piccoli e fare i pignoli, ad esempio, con un incolpevole Magnussen…

    DIFESA. I giudici di gara hanno applicato il regolamento. Lo hanno fatto con rigore, ordine e disciplina. Le penalità inflitte ai piloti sono arrivate anche con una buona puntualità. Nel caso di Sebastian Vettel è stata fatta una valutazione diversa ma che va rispettata. A patto che il metro di giudizio resti lo stesso per tutto il prosieguo della stagione.