GP Malesia F1 2014: le pagelle da 10 a zero! [FOTO]

Formula 1 2014: pagelle da Sepang al termine del GP di Malesia diamo i voti da dieci a zero ai protagonisti del weekend!

da , il

    GP Malesia F1 2014: le pagelle da 10 a zero!

    Ecco le pagelle da Sepang! Al termine del Gran Premio di Malesia 2014 di Formula 1 siamo qui a dare i numeri. Da dieci a zero, senza sconti! Inutile dire che la parte del leone la fanno quelli della Mercedes. Tutti tranne uno: Nico Rosberg prende paga da Lewis Hamilton e si può consolare solo con i tanti punti raccolti in classifica. Dal punto di vista del morale, invece, bravi quasi quanto il vincitore di oggi sono Sebastian Vettel e Nico Hulkenberg. Sostanzialmente da rivedere gli affari del box Ferrari mentre tra i bocciati troviamo i meccanici della Red Bull, la McLaren, il bastonato Felipe Massa e la direzione gara.

    Voto 10: Mercedes

    Che quelli della Mercedes erano già docenti dell’università della power unit mentre gli altri si iscrivevano al CEPU per diplomarsi faticosamente, già lo sapevamo. Che non solo motore, ma anche telaio da Oscar… idem. Ora questi spiattellano in faccia alla concorrenza anche una superba affidabilità in una delle gare più faticose dell’anno. E una tranquillità interna che racconta alla perfezione quanto sappiano di essere superiori. Ciao ciao.

    Voto 9: Lewis Hamilton

    Due settimane fa non abbiamo premiato alla grande Rosberg per la sua vittoria in quanto se l’è giocata contro nessuno visto il ritiro di Hamilton. In fondo al GP di Malesia il molleggiato c’è. E dimostra cosa voglia dire correre da fenomeni!

    Voto 8: Sebastian Vettel

    A proposito di fenomeni. Sebastian Vettel deve essere grato al destino di avergli fornito una macchina piena di problemi. Non scherzo: ha adesso l’occasione vera per dimostrare quanto sia bello non vincere facile. Il podio oggi vale tanto più dei 15 punti in classifica perché ha fatto vedere un 4 volte iridato capace di perdere ma al tempo stesso tenere botta con un mezzo clamorosamente inferiore alla concorrenza.

    Voto 7: Nico Hulkenberg

    C’ha messo un po’ più del previsto a sbocciare. Ora non sfiorisce più. Hulk è un martello che risponde sempre presente sfruttando al 101% il potenziale a disposizione. Oggi si tuffa nell’impresa di fare un pit stop in meno. E ci riesce.

    Voto 6: Ferrari

    Fernando Alonso e Kimi Raikkonen sono per diverse ragioni non giudicabili oggettivamente. Il finlandese viene messo Ko dalla sfiga. Lo spagnolo fa una grande qualifica ed in gara dà l’impressione di portare a casa il massimo possibile. Chi può, però, veramente capire il potenziale della Rossa? Neppure Domenicali. Neppure Allison. Neppure Fry. Ed è qui che cade l’asino. Mi sa. La sufficienza ci sta, come incoraggiamento, perché la progressione c’è. Rispetto all’Australia ora sono solo 2 i team davanti alla Ferrari.

    Voto 5: Magnussen

    Non sembra che abbia grosse colpe nel contatto con Raikkonen. Episodio di gara. Penalità forse eccessiva. Da uno come lui ci si deve attendere già tantissimo. Crediamo che si possa tenere molto alta l’asticella delle pretese con questo ragazzo. Per una leggerezza al primo giro perde l’occasione di mettere ancora in crisi Jenson Button e bruciare altre tappe…

    Voto 4: Nico Rosberg

    Premessa: massimo rispetto per Nico. Se la giocherà fino all’ultimo con Hamilton. A Sepang, però, l’unica roba buona che porta a casa sono i punti pesanti in classifica. La sua Mercedes è più simile ad una Red Bull che alla freccia d’argento affidata al compagno di squadra. Un’informazione che sembra importante c’è: il distacco subito da Rosberg nei confronti del team mate smentisce alcune indiscrezioni secondo le quali le W05 avrebbero tenuto molto potenziale nel taschino. Per la logica: almeno uno dei due ha spinto a tutta. Lewis per vincere. Nico per provarci.

    Voto 3: McLaren

    A Melbourne in McLaren erano, evidentemente, andati oltre i loro limiti. Questo 2014 sarà un anno di transizione e già si cominciano a vedere i veri risultati del team. Nessun main sponsor a colorare la carrozzeria e altri adesivi piantati lì che sembrano messi a casaccio danno la misura. Sono imperfetti in qualifica e praticamente inesistenti in gara se non fosse per Magnussen. Suo malgrado.

    Voto 2: Felipe Massa

    Tutto a chiedersi se la Williams ha fatto bene o meno ad umiliare Felipe Massa nello sparargli in cuffia un ordine di scuderia persino sostanzialmente inutile. La domanda è sbagliata. La risposta è sempre giusta: il brasiliano si è fatto trovare nelle condizioni di subire un ordine già alla sua seconda gara dell’anno. Ed era alle prese con Bottas. Massimo rispetto. Ma Alonso era un’altra cosa. Quando un po’ tutti sono faster than you… significherà mica che sei bollito?

    Voto 1: Red Bull

    I problemi al flussometro di Ricciardo e tutti gli altri pasticci compiuti ai danni dell’australiano non sono degni neppure di una fu HRT. Per capire la gravità: immaginate se una cosa del genere fosse successa a Vettel mentre si giocava il titolo all’ultima gara. Dalla pessima figura della Malesia si salvano solo Newey ed gli altri tecnici dedicati allo sviluppo che hanno dato continuità al miracolo di Melbourne.

    Voto 0: direzione gara

    Severità per tutti tranne che per uno. Non so se è giusto o meno dare delle penalità come quella inflitta a Magnussen per il contatto tra la sua ala anteriore e la gomma posteriore di Kimi Raikkonen. So, però, che la manovra fatta al via da Vettel è potenzialmente stramaledettamente pericolosa oltre che irregolare. Tra la Red Bull numero 1, la Mercedes di Rosberg ed il limite della pista, non c’era uno spazio sufficiente a far passare un’altra macchina. Questo chiede il regolamento. Questione di centimetri: se le due macchine si fossero toccate, sarebbe venuto fuori un grandissimo casino. Un immenso casino. Per usare un eufemismo.