GP Malesia F1 2015, Ferrari: “Piedi per terra e testa bassa”. Vettel: “Non ho parole”

In Ferrari si festeggia, pur mantenendo i piedi per terra dopo la vittoria nel Gran premio di Malesia 2015. Le parole di Vettel, Raikkonen, Arrivabene e Allison.

da , il

    Un episodio, d’accordo. Ma è il modo in cui matura la vittoria di Sebastian Vettel nel Gran premio di Malesia 2015 a destare impressione. Non è stata la pioggia a sconvolgere il risultato, né alcun guasto a estromettere gli altri. Si è vinto per manifesta superiorità, quella nella gestione delle gomme. Nessuno come Vettel – e Raikkonen potenzialmente, se solo non avesse avuto il contatto con Nasr in avvio – ha saputo fare due soste tra i primissimi. Carlos Sainz è stato l’unico a risparmiare un pit, finendo nella top ten. La gara si è vinta su questo piano. Il resto lo hanno fatto i piloti, conservando le Pirelli per garantirsi la durata e martellando su tempi velocissimi quando serviva.

    Le parole dei protagonisti

    «Siamo contenti, avevamo detto due podi per quest’anno, uno è fatto. Grande gara di tutti e due i piloti, grande squadra e gran lavoro della gente di Maranello. Non ci sono vincitori individuali, c’è una squadra che si muove, questa macchina non ha un papà, ne ha 1300», analizza la gara Maurizio Arrivabene. Si mostra pacato e tranquillo ai microfoni, per poi lasciarsi andare in performance canore quando la base è l’inno italiano sul podio. «E’ andata bene, io dico piedi a terra e testa bassa», ammonisce.

    Avrà 1300 papà, la SF15-T, perché il contributo è vero arriva da tutti. L’idea originaria, quella l’ha messa James Allison, che vede nuovamente una sua monoposto vincente dai tempi della Lotus: «E’ emozionante per tutti noi, nessuno sa quanto duramente abbiamo lavorato per questo. Mi mancano le parole, è una giornata così straordinaria che non ho le parole per esprimere come mi sento».

    | LEGGI ANCHE: CRONACA GRAN PREMIO MALESIA 2015 |

    A finalizzare è arrivato Vettel, con la certezza che Raikkonen non sarebbe stato da meno senza le qualifiche balorde di ieri e la toccata di Nasr alla penultima curva nei primi giri. «E’ un po’ che non ero sul gradino più alto, la prima volta con la Ferrari. Non ho parole», dice Sebastian, alla 40ma vittoria, assente dal gran premio del Brasile 2013.

    Sul podio aggiunge: «Ci sono stati grandi cambiamenti durante l’inverno, l’accoglienza della squadra e dei fan è stata incredibile. E’ una giornata speciale che porterò sempre con me, grazie a tutta la squadra e ai tifosi». Quel grazie ripetuto più volte via radio dopo il traguardo, in italiano.

    Accanto al trionfo arriva anche una Red Bull doppiata, nella quale si era eclissato lo scorso anno: «Sono senza parole, l’anno scorso non è stato buono, la macchina c’era ma non riuscivamo a tirare fuori la prestazione. Questa la sento cucita addosso, l’equilibrio della macchina mi aiuta. Sono molto soddisfatto e la strategia è stata eccezionale. Avevamo visto venerdì che con le medie non eravamo soddisfatti, ho dovuto cercare di spingere ma anche conservare le gomme. Alla fine siamo riusciti a mantenere un distacco costante».

    Per ora c’è una vittoria di tappa, la conquista del Giro sarà difficile, perché Hamilton è pronto a riprendersi la scena già in Cina. «Io ho firmato il contratto per vincere il titolo, questa è la nostra missione, per oggi ci godiamo la giornata e sappiamo che questi ragazzi sono fortissimi e difficili da battere. Per ora mi godo la giornata e la serata», chiosa Vettel.

    Amaro in bocca per la sfortuna che oggi si è accanita su Raikkonen. Il podio sarebbe stato alla sua portata, ma le cose sono andate diversamente: «E’ stata difficile, ho dovuto lottare costantemente, quel contatto da dietro non ci potevo fare niente: all’ultima curva, ho dovuto fare un giro intero. Dietro alla safety car, poi, una Sauber credo non ha raggiunto il gruppo e abbiamo perso del tempo», dirà Kimi a fine gara.

    La consapevolezza, però, che anche lui sarà lì davanti a breve: «Abbiamo una macchina buona, naturalmente possiamo ancora migliorare e su questo circuito è andato tutto a nostro vantaggio, c’è da lavorare».

    Fabiano Polimeni