GP Malesia F1 2015, storia e albo d’oro di Sepang: 1999 – 2014 [FOTO e VIDEO]

Storia ricca di episodi e aneddoti, quella del Gran premio di Malesia. A Sepang si corre dal 1999, 16 edizioni tra cui quella del Multi-21 in casa Red Bull. Ripercorriamole tutte

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    Primo vero banco di prova per le monoposto, il Gran premio di Malesia 2015. Abbandonata Melbourne e le sue anomalie, si va su un tracciato esigente, che mette alla frusta piloti e monoposto.

    A Sepang, come è ormai tradizione, l’intero week end potrebbe esser tormentato dalla pioggia, quella tipica malese: scrosci torrenziali in grado di allagare il circuito. Fu proprio la pioggia a rimettere in gioco nel 2012 Alonso e la Ferrari, alla prima vittoria stagionale nonostante una monoposto lenta e distante dai primi.

    La storia del GP di Malesia affonda le radici nel 1999, edizione storica perché segnò il rientro alle corse di Michael Schumacher, dopo l’incidente di Silverstone. Gara memorabile del tedesco, sacrificatosi per Eddie Irvine e le sue chance di titolo. Schumacher che allora ottenne la pole position. Per seguire il LIVE della gara del GP Malesia F1 2015, BASTA CLICCARE QUI!

    1999

    Tanti altri episodi da raccontare nelle quindici edizioni finora corse. Ripercorriamole.

    Il GP di Malesia venne introdotto nel 1999 ed è sempre stato disputato a Sepang, nel primo dei circuiti di concezione “moderna” creati da Herman Tilke.

    Nel 1999 è il penultimo GP stagionale, e la Ferrari punta tutto sull’irlandese Eddie Irvine, dato che Schumacher è incappato in un brutto incidente a Silverstone. La doppietta Ferrari ha fatto capire che forse, se Schumi non avesse avuto quell’incidente adesso di mondiali ne avrebbe forse 8. Comunque il titolo costruttori tornò a Maranello, mentre quello piloti andò a Mika Hakkinen dopo la gara di Suzuka. In questa gara si fa notare anche Barrichello, che porta la sua Stewart in quinta posizione.

    Inizio 2000

    Il 2000 vede la Malesia come ultima gara dell’anno, ma con le stesse squadre a contendersi il mondiale. Barrichello sbarca sulla Rossa, che inizia un lunghissimo ciclo di vittorie. Schumacher vince il suo terzo mondiale, il primo nell’era Ferrari, seguito in classifica da Hakkinen a 19 punti, poi Coulthard e Barrichello. Anche quell’anno il mondiale costruttori va a Maranello.

    Indimenticabile per i tifosi della Ferrari la spettacolare rimonta nel 2001 di Michael Schumacher e Barrichello, che dall’11° posto costruirono una delle doppiette più belle della F1 moderna.

    Nello stesso GP la Williams inizia a farsi strada tra le “grandi”, complice anche la competitività delle gomme Michelin, e l’anno successivo centra una strepitosa doppietta sul circuito malese, mentre Michael Schumacher giunge terzo dopo un’altra strepitosa rimonta a causa di un contatto con Montoya. Intanto la McLaren termina la gara con un drammatico doppio ritiro, iniziando una lunga serie interrotta solo anni dopo

    2003

    L’edizione del 2003, ha visto solo 10 team al via, a causa del ritiro della Arrows. Da segnalare sono le prestazioni di Alonso, che diventa il più giovane pilota ad ottenere una pole position, e di Raikkonen, che all’età di 23 anni vince il suo primo GP di Formula1. Barrichello giunge secondo e rimedia all’errore di Michael Schumacher che tampona Trulli e giunge sesto.

    2004

    Per il 2004 c’è poco da dire. Sepang è riportata sui tabellini solo come la seconda di ben 13 vittorie della Ferrari di Schumacher, e il Kaiser di Kerpen vince per la terza volta su questa pista, rimanendo ancora oggi il più vincente in Malesia. La Williams, sempre competitiva raggiunge la seconda piazza a inizio gara, quando Montoya supera Barrichello, e la mantiene fino alla fine. Un grande Alonso, partito ultimo, termina settimo, e Raikkonen vede riapparire i problemi di affidabilità sulla sua monoposto, essendo ancora una volta costretto al ritiro dopo il primo pit-stop.

    2005

    La Ferrari non sarà altrettanto fortunata l’anno seguente, infatti col caldo torrido di Sepang sono ancora più evidenti le difficoltà che il team di Maranello ha con le gomme a causa dei nuovi regolamenti. Così è Fernando Alonso a salire sul gradino più alto del podio di Sepang, iniziando la sua scalata al titolo. Da segnalare la grande prestazione di Trulli che porta la Toyota al secondo posto.

    2006

    Il 2006 inizia nel segno della Renault che in Malesia costruisce una doppietta “facile” con Fisichella vincitore, mentre Ferrari e McLaren si ritrovano a inseguire. 5° e 6° posto per gli uomini di Maranello, Coulthard finisce quarto e Raikkonen si ritira (di nuovo).

    2007

    Nel 2007 finalmente la McLaren torna ai livelli che le competono, e Fernando Alonso centra il suo primo successo con la nuova macchina, nonostante la pole di Massa, che dopo un sorpasso azzardato si ritrova fuori pista. Le McLaren sono imprendibili ed aprono a tutti gli effetti una delle stagioni più combattute della F1 moderna. Raikkonen termina terzo, mentre si nota un ottimo rendimento delle BMW, che si ritrovano ad essere la terza forza del campionato, anche se Kubica si piazza ultimo per problemi tecnici.

    2008 e 2009

    Nel 2008 Kimi Raikkonen ottiene il suo secondo successo su questo circuito, ed l’ultimo per la Ferrari su questa pista. Secondo si piazza Robert Kubica sulla BMW, terzo l’altro finlandese Kovalainen. Giro più veloce per Nick Heidfeld. L’anno successivo è l’anno della superiorità evidente della Brawn Gp. La gara si conclude in anticipo per il diluvio, Jenson Button vince e va sul podio insieme a Timo Glock (Toyota) e Nick Heidfeld (BMW). Il pilota della Brawn GP era in testa, quando a 24 giri dal termine, è stata esposta la bandiera rossa per pioggia: l’inglese guadagna la metà dei punti perché la gara è stata interrotta prima del limite del 75%. Male le Ferrari: Felipe Massa chiude 9° e Kimi Raikkonen 14° per guai al kers.

    2010

    Nel 2010 la gara termina con la doppietta RedBull, mentre il terzo posto lo ottenne un ottimo Nico Rosberg sulla Mercedes Gp che centra il primo podio della sua breve storia. Da segnalare l’esplosione del motore della Ferrari di Alonso a due giri dall’arrivo.

    2011

    Nel 2011, vittoria di Vettel davanti alla McLaren del diligente Button, che riesce a non bruciare le gomme come il suo compagno di squadra Hamilton e terzo il bravo Nick the Quick con una Renault degna di stare in mezzo ai big.

    2012: Alonso beffa tutti, Perez si mette in mostra

    L’edizione del 2012 verrà ricordata per la vittoria a sorpresa della Ferrari. Alonso galleggia sul bagnato, approfitta dell’errore ai box della McLaren e riesce a resistere alla rimonta veemente di Perez su Sauber. Si parte con Hamilton in pole position e gomme intermedie. Già al sesto giro entra la Safety Car per la pioggia sempre più insistente e al nono viene esposta la bandiera rossa. Cinquanta minuti di interruzione prima di ripartire: Perez è terzo, Alonso quinto. Le condizioni dell’asfalto consentono il passaggio alle gomme intermedie ed è Hamilton a rimetterci: un errore al box gli fa perdere la prima posizione, lasciando strada ad Alonso.

    Ma è Perez il più veloce e la rimonta sul ferrarista sembra potersi concretizzare anche con gomme da asciutto. Un errore nelle ultime battute lo costringerà a tirare i remi in barca e “accontentarsi” del secondo posto. Terzo conclude Hamilton, mentre Vettel finisce 11mo anche a causa del tamponamento a Karthikeyan.

    2013: il Multi-21 della discordia

    La gara del 2013 verrà ricordata per quell’ordine, Multi-21, non rispettato da Sebastian Vettel mentre era alle spalle di Mark Webber, al comando della gara. Dovevano mantenere le posizioni fino al traguardo, ma il tedesco si prese di forza un sorpasso rischioso, a pochi centimetri dal muro. Le polemiche non mancarono e furono palesi, già prima del podio e proseguite nelle settimane a venire.

    Si parte con pista umida e Alonso, terzo in griglia, tampona Vettel rompendo l’ala. Resta fuori anziché rientrare ai box per cambiare gomme, ma l’azzardo non paga perché la gara dello spagnolo finisce al secondo giro con l’ala che collassa e la Ferrari dritta alla prima curva: ritiro.

    Con una strategia a quattro pit-stop per i primi, il podio vedrà Hamilton terzo dietro alle Red Bull.

    2014: il dominio assoluto di Hamilton

    L’unico spunto di interesse in un week end monotematico per il dominio Mercedes, è rappresentato dalle qualifiche. Iniziano con 50 minuti di ritardo, causa pioggia torrenziale, ma a strappare la pole è comunque Hamilton, per 5 centesimi appena davanti a Vettel.

    La gara è invece sull’asciutto e i 56 giri riservano poche emozioni. Raikkonen fora subito la gomma in un contatto con Magnussen ed è costretto al pit; fortuna avversa anche per Ricciardo, che nella sua sosta programmata si vede l’anteriore sinistra fissata male, deve fermarsi in pitlane, aspettare di essere riportato in piazzola e completare l’operazione. La corsa non subisce scossoni in testa, dove Hamilton detta il ritmo e non molla la leadership nemmeno durante i tre cambi gomme che rappresenteranno la strategia “standard” per i primi, fatta eccezione per Hulkenberg, su due soste e quinto all’arrivo. Sul podio c’è Rosberg in seconda posizione, per la prima doppietta Mercedes dal lontano 1955. Hamilton, invece, agguanta il primo Grand Chelem in carriera: pole, vittoria, giro più veloce e gran premio sempre in testa. Vettel termina terzo e Alonso strappa un quarto posto che col senno di poi resta uno dei migliori piazzamenti della stagione Ferrari.