GP Malesia F1 2016, Red Bull: svelato mistero su ordini di scuderia negati

GP Malesia F1 2016, Red Bull: svelato mistero su ordini di scuderia negati
da in Formula 1 2017, GP Malesia F1, Red Bull F1
Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Malesia F1 2016, Red Bull: è mistero sugli ordini di scuderia

    Il Gran Premio di Malesia 2016 di Formula 1 che ha visto la doppietta della Red Bull con Daniel Ricciardo davanti a Max Verstappen pare avere una lettura piuttosto facile degli eventi. Le due lattine volanti si stavano sfidando con gomme e tattiche diverse per il secondo gradino del podio fino a quando il motore della Mercedes di Hamilton non è andato in fumo. Si sospetta, oltretutto, che sia stata proprio la pressione messa dai bibitari a costringere l’inglese a spingere troppo oltre il limite la sua macchina. Una volta trovato il successo su un vassoio d’argento, il team ha chiamato entrambi i piloti in pit lane per l’ultimo cambio gomme ed ha chiesto loro di congelare le posizioni per non buttare via una doppietta eccezionale. Tutto normale, no? No, in verità. Dato che Chris Horner ha negato ordini di scuderia. Lo ha fatto nonostante siano stati trasmessi messaggi via radio assolutamente criptati ma dal contenuto inequivocabile. Perché? Crediamo di saperlo.

    “Devo ammettere che ci siamo trovati in una situazione non semplice ma abbiamo deciso di lasciare i nostri piloti liberi di lottare – ha dichiarato Christia Horner ad Autosport – a noi interessavano i 43 punti (della doppietta, ndr) ma non abbiamo voluti influire su quello che sarebbe accaduto in pista. Non è vero che abbiamo lanciato dei messaggi in codice durante la gara. Tutti e due avevamo lo stesso motore nello stesso settaggio e nelle stesse condizioni per cui è stata una battaglia pulita. Daniel ha vinto con merito e siamo molto felici per lui. Se la meritava”.

    Perché mentire? Gli ordini di scuderia sono ormai legali. Perché la Red Bull nega di aver dato indicazioni ai propri piloti nonostante sia chiaro che questo è accaduto. Non solo. Il messaggio è stato talmente inequivocabile da tenere a bada persino i bollenti spiriti di Max Verstappen. Prima scatenato. Poi sotto effetto del Valium ed in versione bravo scuderio. Una roba che neppure Sebastian Vettel contro Mark Webber quando eravamo qui in Malesia e saltò fuori lo scandalo Multi21, vale a dire un ordine di congelare le posizioni “criptato” che non fu capito, pardon rispettato, dal pilota tedesco e creò molto imbarazzo nella squadra. Una spiegazione, a volerla cercare, c’è. Basta rileggere le parole di Chris Horner ricordando che quest’anno la Red Bull gli ha (involontariamente) fatto perdere il Gran Premio di Spagna a favore di Verstappen sbagliando la sua strategia. Sempre la Red Bull, gli ha tolto il successo a Monaco per un errore al box. Stavolta il team ha voluto risarcirlo dimostrando che i meriti di questo trionfo sono tutti suoi e non di qualche scelta fatta al muretto.

    Ruota tutto attorno al “bere” lo stratagemma usato in Malesia dalla Red Bull per dire ai propri piloti, usando la massima discrezione, di non darsi più battaglia. Verstappen e Ricciardo se le sono date di santa ragione al giro 38. Via radio l’australiano non ha nascosto la delusione per trovarsi ancora una volta con la strategia “perdente”. Il ritiro di Hamilton, però, ha cambiato tutto. Entrambi sono stati chiamati al box pareggiando la situazione tattica ed annullando la rimonta dell’olandese. Dopodiché Ricciardo ha detto “ho bisogno di bere” e dal muretto è arrivata prontamente la risposta, diretta ad entrambi:”Ricordatevi che potete bere…”. Vista la circostanza. E vista la stupidità del messaggio se preso letteralmente, è chiaro che si è trattato di un ordine di scuderia. Anche perché, da quel momento in poi, Verstappen non è mai stato pericoloso. Dimostrando un’inedita maturità, si è accontentato del secondo posto.

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