GP Messico F1 2015, anteprima: liberi tutti, senza niente da perdere

Il Gran Premio del Messico torna dopo 23 anni e la Formula 1 può offrire un grande spettacolo, senza più titoli da decidere. Rosberg contro Hamilton, Vettel e la Ferrari con un motore fresco e Force India mina vagante.

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    Adesso che si è deciso tutto quello che di importante restava da assegnare (semmai qualcuno avesse mai avuto dubbi sul nome dell’iridato 2015), la Formula 1 arriva al Gran premio del Messico 2015 con una chance rara: bissare lo spettacolo di Austin e regalare una gara nella quale non si ragiona più di tanto pensando a questa o quella classifica, piuttosto una gara da “regolamento dei conti”. Può sembrare una visione dura e negativa, raccontata così, ma Città del Messico appare il teatro ideale per una sfida all’O.K. Corral. Rosberg deve reagire a muso duro dopo le manovre di Suzuka e Austin alla prima curva, deve guadagnare una cattiveria agonistica che non ha e gli costa spesso il risultato importante. Due “pistoleri” – Hamilton e Nico – pronti a sfidarsi senza risparmiare colpi, questo sarebbe il miglior biglietto da visita della Formula 1 che ritorna dopo 23 anni in Messico. Segui insieme a noi LIVE in diretta la gara del Gran Premio del Messico di F1 2015.

    Ferrari e Force India osservati speciali

    Tra i due proverà a inserirsi anche una Ferrari che da Austin è uscita in gran forma, vuoi perché la sostituzione del motore e la conseguente penalizzazione è stata indolore, vuoi perché il risultato finale, il podio di Vettel, ha garantito di poter continuare la lotta diretta a stretto contatto con Rosberg per la seconda piazza nel mondiale. Per quel poco che conta, finire ad Abu Dhabi da vice-campione del mondo sarebbe comunque un risultato, viste le premesse di inizio anno.

    Non meno importante sarà avere una power unit fresca, correndosi a Città del Messico in quota e con ripercussioni sul rendimento dei motori turbo, costretti comunque a dover compensare la minore densità dell’aria lavorando sull’MGU-H.

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    Ferrari e Mercedes protagonisti attesi, ma c’è poi la consistente Force India sotto i riflettori. Il team di Mallya ha fortissimi legami con il Messico e la presenza di Sergio Perez ne farà una delle scuderie più seguite. Possono fare molto bene, perché tecnicamente la monoposto ha quel che serve per mettersi in mostra: motore da sfruttare sul rettilineo da 1300 metri e un equilibrio buono per non temere il settore centrale e finale, quelli più guidati. A Austin hanno corso una gara di sostanza, chiusa al quinto posto, a Città del Messico non è irrealistico pronosticarli ancora nella top five.

    Il giro di pista

    E’ una pista decisamente diversa quella che accoglierà la Formula 1 da venerdì prossimo. Il circuito Hermanos Rodriguez è stato rivisto nel suo elemento distintivo, la Peraltada, curvone finale che, per ragioni di sicurezza e vie di fuga esterne, è stato “tagliato” a metà. Le monoposto affronteranno solo la parte conclusiva, dopo aver girato intorno allo stadio del baseball, che si annuncia come uno dei palcoscenici più spettacolari tra tutte le piste del mondiale, un Motodrom di Hockenheim ancor più vicino alla pista.

    Il giro inizia con un lunghissimo rettilineo, da 1300 metri, sul quale si attendono velocità prossime ai 330 km/h. In fondo i piloti troveranno una staccata decisa, ideale per tentare il sorpasso. Curva 1 è una secca 90 gradi a destra, dalla quale uscire sfruttando la trazione e affrontando il cambio di direzione sinistra-destra che ricorda molto da vicino la sequenza iniziale del Bahrain. Altro allungo deciso fuori da curva 3, sul quale scaricare cavalli e marce proiettandosi verso la seconda forte frenata del giro: un’altra 90 gradi a sinistra offrirà l’occasione per un attacco, prima di entrare in un segmento lento, composto da un richiamo a destra molto chiuso e il tornante di curva 6.

    Il settore che si presenta davanti offre una serie di cambi di direzione sui quali sfruttare il carico aerodinamico e la precisione dell’anteriore. Le “esse” erano già presenti nel vecchio layout, ma sono state modificate nel raggio di curvatura. Si arriva dopo un breve rettilineo, uscendo dal tornante e la traiettoria sarà unica e obbligata. Attenzione alla staccata di curva 13: immette nel lento finale e in teoria potrebbe essere un punto di attacco, se non sarà troppo penalizzante restare in scia nelle veloci curve che precedono.

    Le quattro curve prima di uscire a metà Peraltada gireranno intorno alle tribune dello stadio del baseball e sarà il momento più spettacolare e scenografico del giro. Impossibile immaginare di trovare lo spazio per sorpassare, piuttosto, sarà cruciale preparare bene l’uscita, in trazione, perché l’ultima curva si farà in pieno e davanti ci saranno 1300 metri buoni per prendere la scia.