GP Messico F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

GP Messico F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!
da in Circuito Città del Messico F1, Formula 1 2017, GP Messico F1, Pagelle F1
Ultimo aggiornamento: Lunedì 02/11/2015 10:13

    GP Messico F1 2015, Austin: le Pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Messico 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez troviamo al primo posto il pubblico di Città del Messico capace di fare festa per tre giorni, tifare per Perez ma incitare anche gli altri campioni di questo fantastico sport. Tra i bocciati citiamo ovviamente Sebastian Vettel ma anche Lewis Hamilton.

    Tifo, cuore e passione si fondono assieme. Mai un pubblico così in tutta la storia della Formula 1. E di storia si può ben parlare quando si torna in Messico dopo 23 anni di assenza. La speranza è che questo appuntamento resti a lungo per diventare a breve un nuovo-vecchio classico tra gli eventi del calendario. Ce n’è bisogno.

    Bene. Altre 10 volte così in una stagione ed il mondiale è suo. Il suo successo è impreziosito dall’ostilità di Hamilton che promette di non volergli regalare nulla. Le batoste accumulate lo hanno incarognito come non mai. Riuscirà Rosberg a tenere alto il filo della tensione anche in Brasile ed Abu Dhabi? Il risultato sarà un buon test anche per scoprire cosa aspettarsi da lui in vista del 2016. L’incidente con Raikkonen viene catalogato come normale episodio di gara. Lì Bottas si mostra troppo aggressivo. Poteva sverniciare Kimi nel successivo allungo ma si ostina a passarlo, forse umiliarlo, nello stretto. E gli va bene che la sua sospensione anteriore non si accartocci. Gli va di lusso. Viste le poche occasioni che ha la Williams di andare a podio, non doveva giocare così d’azzardo. Detto ciò, è uno dei più in palla tra i piloti in pista. Ha voglia di lottare e riesce ad avere le meglio su Kvyat con un guizzo che vale il terzo posto mentre Massa dimostra che passare la Red Bull non è poi così scontato.

    Si conferma un pilota veloce ma con qualche falla qua e là all’interno dei 300 km di gara. Il podio doveva e poteva essere suo ma ci pensa la safety car a rendergli la vita molto difficile nel difendersi da un Bottas iper-aggressivo alle sue spalle. Se non altro, fa meglio di Ricciardo. E tanto basta per tenere giù il morale del compagno di box.

    Raikkonen è un po’ troppo ottimista nel chiudere la porta in quel modo a Bottas. Frustrato per tante ragioni nel confronto con il connazionale, dà l’impressione di cercare il contatto credendo di avere la ragione di chi si trova con mezza macchina davanti. Non poteva immaginare che solo la sua Ferrari avrebbe riportato danni. Peccato, perché fino a quel momento era stato capace di tornare in gara. Non che potesse andare a vincere o conquistare un altro podio. Non c’erano proprio le condizioni. Ma almeno arrivare davanti ad Hulkenberg? Con tutto il tifo che c’era. Per carità, i suoi numeri li ha fatti, sfoderando la solita sensibilità nel gestire la gomma. Però però però, qualche mezzo miracolo in più ci se lo aspettava. D’altro canto, è stato super nel tenere i nervi saldi evitando di combinare qualche pasticcio pur di strafare. Ecco: forse il suo vero obiettivo era quello di arrivare al traguardo a tutti i costi. C’è da capirlo. Anche a costo di essere esageratamente poco aggressivo e meno efficace… Ha onorato la vittoria di Nico Rosberg ammettendo sin dall’inizio di non essere disposto a fargli regali. Quindi, la sconfitta di Lewis Hamilton è piena e senza attenuanti. Maturata in una qualifica difficile per tutti nella quale non riesce più a trovare la zampata vincente e confermata in una gara dove si è trasformato nel Nico di turno. Sempre lì a dare l’impressione di provarle tutte ma incapace di mordere seriamente le caviglie.

    Prende paga dal compagno di squadra Kvyat. E per Ricciardo ciò corrisponde sempre ad un’offesa personale, famiglia vivente e avi tutti compresi. Non ci piace neppure troppo l’azione della prima curva con Vettel. Per quanto il contatto sia stato millimetrico, è chi sta davanti che si fa la traiettoria. E lui doveva sapere che Vettel sarebbe passato esattamente da lì. Per puro caso non ha rimediato un danno ancor più grave anche alla sua ala.

    Forse un 2 è troppo basso, ok! Ma da questa pista ci si aspettava ben di più quanto a spettacolo. Il pubblico e gli spalti gremiti sono una cosa. Il layout è un’altra. Le occasioni di sorpasso sono state meno del previsto e non si è effettivamente capito se, ad esempio, Hamilton non ne avesse di più per attaccare Rosberg o se fosse costretto a stargli dietro causa impossibilità di fare sorpassi. Lo stesso dicasi per Massa intruppato dietro alle due Red Bull e per tante altre battaglie mancate. Siamo alle solite. Button non prende parte alle qualifiche. Alonso si ritira dopo il primo giro ammettendo di essere andato in pista “solo per fare un po’ di scena” a fronte di un problema tecnico emerso già durante lo schieramento in griglia di partenza. C’è modo e modo di lavorare in ottica 2016. L’ingeneroso ZERO di questo Gran Premio del Messico 2015 di Formula 1 va stavolta a Vettel. A qualcuno doveva. E crediamo che raramente ricapiterà di scrivere qui il nome del pilota Ferrari. Il tedesco avrebbe delle attenuanti per stare un po’ più in su. Ed andrebbe comunque premiato per come si fa carico dei suoi errori e chiede scusa al team. Ma se è proprio lui a definire la sua gara una m***a, allora allora… Sbaglia la partenza e si complica la vita in vista della prima curva dove, guarda caso, rimedia una foratura. Poi commette altri errori di guida degni di un debuttante. Non è stato bene venerdì, siamo sicuri che sotto al casco non ci fosse qualcun altro?

    1206

    PIÙ POPOLARI