GP Messico F1 2015: Vettel chiede scusa, Raikkonen critico con Bottas

Doppio ritiro per la Ferrari nel Gran Premio del Messico 2015. Vettel e Raikkonen analizzano una gara difficile, ma la macchina è stata molto competitiva.

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    E’ un Gran Premio del Messico 2015 molto negativo, quello che va in archivio per la Ferrari. Due macchine ritirate, seppur per cause diverse, non sono il risultato che ci si attendeva. Gara condizionata da due contatti. Al via Vettel non parte al meglio, cede la posizione a Kvyat e si ritrova in bagarre con Ricciardo, all’interno e a tagliare la posteriore destra con l’ala anteriore. Gara alle ortiche per Seb, costretto a fare tutto il giro con la gomma forata, cambiare, andare sulle medie e, qui sta la nota positiva, conservando i 50″ da Rosberg che aveva dopo il primo giro. Tradotto: ha recuperato fino ai margini della top ten con tempi uguali alle Mercedes. Fosse stato davanti, si sarebbe giocato la vittoria, pochi dubbi.

    Le cose non sono andate meglio a Raikkonen, trovatosi in bagarre con Bottas dopo una buona rimonta, ritardando rispetto a chi gli stava davanti la sosta al box. Poi, Valtteri usa le stesse maniere forti di Kimi a Sochi e si prende la posizione, mandando la Ferrari numero 7 fuori, con la sospensione danneggiata.

    Le parole dei protagonisti

    Una battuta d’arresto che può starci, quella Ferrari e Maurizio Arrivabene commenta così: «Una lezione di umiltà, per diventare grandi bisogna toccare il cielo con un dito ma tenere i piedi per terra, oggi siamo finiti per terra e da qui dobbiamo imparare. La squadre è motivata, la squadra c’è, siamo in F1 e certe cose possono capitare. La squadra ha dimostrato di essere in giornata, con il fantastico cambio di motore ieri, lavorando anche stanotte finché permesso. I piloti hanno avuto più problemi di quelli che dovevano, oggi abbiamo imparato quello che non dobbiamo fare».

    Anche lui, però, sa che tecnicamente la SF15-T era molto competitiva in Messico: «La macchina era veramente molto forte, abbiamo visto nei tempi sul giro, Seb non deve chiedere scusa, come noi non dobbiamo farlo: siamo insieme, si parte da qui per capire cosa non fare». Eppure Seb è ipercritico, si scusa con i meccanici nel box a fine gara e non si perdona i due errori in gara. «Dal punto di vista del risultato non è una buona giornata, l’aspetto positivo è che la macchina era ottima. Con quella brutta partenza, dobbiamo capire perché, c’è stato il contatto con Daniel, non so dove volesse andare. Poi mi sono impegnato al massimo, il passo era simile alle Mercedes, abbiamo cercato di recuperare e non è stato un problema, però ho commesso dei brutti errori, non stavo simpatico alla curva 7. Mi spiace per il team, avremmo potuto fare una gara molto buona».

    Tanto di cappello perché ha provato la rimonta quasi impossibile, recuperando posizioni, e sa anche ammettere le imperfezioni di una gara complicata, spingendo al massimo e che fanno parte del gioco: «Non ho problemi, se faccio un errore alzo la mano e l’ammetto, non ne vado fiero ma oggi non ho fatto un lavoro buono come avrei potuto. E’ un giorno positivo per le prestazioni della macchina e le prossime due gare daremo il massimo».

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    Raikkonen, invece, analizza con un sorriso sotto i baffi (che non ha), l’episodio che l’ha visto protagonista con Bottas. «Ho perso la ruota, come detto ci sono due modi diversi di guardare le cose, sono le gare, un po’ mi aspettavo potesse succedere qualcosa del genere della Russia, alcuni non dimenticano certe cose, ma è la vita. Decidi tu se l’ha fatto apposta, non cambia nulla ora né per il futuro da parte mia», dice Kimi.

    Non sono state giornate semplici per il finlandese, a cominciare dal sabato con i problemi al cambio e l’arretramento in griglia: «E’ stato un week end molto negativo, tutto è andato storto ma la velocità c’era, sono state situazioni sfortunate, a volte va così e come team non abbiamo perso nulla, solo un week end difficile; credo potremo riprenderci già dalla prossima gara, cercheremo di chiudere al meglio la stagione anche se non è il massimo quando si rompono due macchine».