GP Messico F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2016: pagelle dal Gran Premio del Messico. Scopri i migliori ed i peggiori della gara che visto il giallo finale tra Verstappen, Vettel e Ricciardo!

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio del Messico 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sul circuito di Città del Messico intitolato ai fratelli Rodriguez, mettiamo al primo posto proprio… Sebastian Vettel! Proviamo così a risarcirlo dell’assurda beffa di cui si è trovato protagonista. Il pilota della Ferrari ha qualche demerito, ma la situazione nella quale si è trovato è assolutamente fuori dagli schemi. Assolutamente da punizione corporale, invece, l’operato della solita ottusa Federazione che non riesce in nessun modo a tenere a bada un ragazzino spavaldo come Max Verstappen.

    Voto 10: Vettel

    Penalizzato con ragionamento che supera il ridicolo. Vettel, in verità, arriva sul podio con profondo merito. Nell’episodio incriminato supera Verstappen in staccata pulito ma l’olandese (vedi un po’ più sotto) resta davanti perché continua a credere di essere in un videogame e taglia la pista salvandosi così. Dopodiché, il pilota della Ferrari – rallentato vistosamente dalla Red Bull dell’olandese – ben sapendo che Verstappen sarà penalizzato, non ci sta a farsi passare da Ricciardo e prova ad allargare i gomiti. Cos’altro poteva fare? Regalare il podio all’altra Red Bull di Ricciardo? Il team austriaco andava sanzionato nel suo complesso per comportamento antisportivo. Ecco la verità.

    Voto 9: Ricciardo

    Neanche troppo zitto zitto, alla fine è lui a salire sul podio. Ricciardo si inventa una strategie diversa, sfrutta la safety car all’inizio e punta su una sosta in più. Lotta nel traffico e compie sorpassi su sorpassi senza mai accumulare un distacco eccessivo. Poi è nel posto giusto al momento giusto.

    Voto 8: Red Bull

    Questi sono dei geni. Riescono ad ottenere il podio con Ricciardo convincendo la direzione gara a coprirsi di ridicolo! Detto ciò, sono stati anche molto bravi a capire che andavano portate a Città del Messico un po’ di gomme Soft in più per la gara. Cosa che la Ferrari non ha fatto, ad esempio. Ed ha costretto Raikkonen a montare delle Medium per l’ultimo stint, tenendolo dietro e lontano.

    Voto 7: Hamilton

    Non può far altro che vincerle tutte e sperare in un piccolo scivolone da parte di Rosberg. In Messico ci riesce. Hamilton fa la pole, parte bene e controlla la gara. Rischia, però, tantissimo sbagliando la staccata alla prima curva.

    Voto 6: Rosberg

    Mai 6 in pagelle è stato più ovvio e scontato. Nico Rosberg sembra che tenti la strada della matematica per arrivare al suo primo titolo mondiale. In Messico fa il compitino. Ora restano altre due gare nelle quali gli basta arrivare una volta secondo ed una terzo. Con questa Mercedes la missione appare alla portata. Eppure anche in Messico si è trovato in situazioni difficili come la sportellata subita da Verstappen alla prima curva.

    Voto 5: Raikkonen

    Si lamenta della macchina, delle gomme e della tenuta. Alla fine obbliga il team a fare un pit stop in più che lo spedisce nello sprofondo a lottare con la Force India per un sesto posto. Doveva prendere esempio da Vettel. Ci fosse riuscito, il tedesco avrebbe avuto perlomeno qualcuno buono per coprirgli le spalle.

    Voto 4: Perez

    Aspettative altissime e scenario ideale per esaltarsi dato che c’era un lungo rettilineo sul quale far galoppare i cavalli della power unit Mercedes e qualche rebus gomme per esaltare le sue doti da passista. Purtroppo Perez non ne azzecca molte, a cominciare dalle qualifiche! Battuto sonoramente dal suo compagno di box, torna a casa con le ossa rotte e tanta delusione.

    Voto 3: Ferrari

    Arrivabene tronfio, loda la tattica della squadra che ha portato Vettel sul podio (provvisoriamente). In Ferrari esultano come se avessero vinto un titolo mondiale. E’ appena un terzo posto. Segnale evidente che di tensione ce n’è tanta dentro a quel box. Ma a chi si fa bello con la tattica, va fatto notare che Raikkonen non è andato da nessuna parte anche perché, tra le altre cose, gli mancava un set di gomme Soft rispetto a Ricciardo.

    Voto 2: McLaren

    Di nuovo alti e bassi inspiegabili nel giro di 7 giorni. Sembravano arrivati ad un buon punto ad Austin, con Alonso lottatore scatenato ben dentro la zona punti. Sono tornati nell’anonimato più totale in Messico. Fuori dalla zona punti. A fare numero e basta.

    Voto 1: direzione gara

    Psicodramma? Non è possibile che un ragazzino insubordinato riesca a tenere in scacco l’intera Formula 1. Addirittura, dopo il Gran Premio del Giappone è stato deciso di cambiare la regola su come ci si difende dai sorpassi perché per tutta la stagione Verstappen aveva fatto manovre irregolare dalle quali era uscito impunito. Adesso taglia la pista e non restituisce la posizione ma sul podio ci finisce il suo compagno di squadra. Come già detto, alla Red Bull sono dei geni. Alla direzione gara non ci stanno capendo niente, persi tra l’interpretazione dei regolamenti codice 29 appendice C e codice 887 appendice Z. Per non parlare della norma C18 barrato 7 Bis. E ho detto tutto, per cui eviterei in questa sede di fare la moviola alle manovre punite ed a rimuginare su 0 o 5 o 10 secondi di penalità toccati a quello o a quell’altro. Tanto è tutto assurdo.

    Voto 0: Verstappen

    Stavolta l’ha fatta gigante. Il ragazzotto non può pensare che lo spazio-tempo si pieghi al suo volere ogni volta. In certe circostanze deve semplicemente alzare il piede e fare la cosa giusta. E’ una questione di rispetto delle regole, dello sport e degli avversari. L’impressione è che non sia la piccola età a portarlo di fronte a scelte così estreme. E’ il suo DNA. Quello del vincente. Verstappen, però, deve imparare che non andrà da nessuna parte continuando a costruirsi l’immagine del cattivo a prescindere. Viste le premesse, purtroppo, sembra difficile ci riesca. E’ semplicemente – si fa per dire – una macchina da guerra creata per vincere. A qualunque costo. Vorrei dire al giovane Max che alla gente, invece, non piacciono gli arroganti. Gli arroganti non saranno mai eroi. Lui lo sta diventando. E certe etichette si fatica a togliercele di dosso.