GP Messico F1 2017, il Processo alla gara

Verstappen, Vettel e Red Bull sono i protagonisti del Processo alla gara del Messico

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    GP Messico F1 2017, il Processo alla gara

    Il GP del Messico F1 2017 incorona Lewis Hamilton campione del mondo, Red Bull campione di prestazioni in altura, Max Verstappen campione di azzardo al via. Stagione agli sgoccioli, che emette anche gli ultimi verdetti, scontati. Non è la domenica che cercava Hamilton, perché vincere il mondiale con un nono posto lascia altre sensazioni rispetto al trionfo in gara.

    Città del Messico ha offerto interessanti spunti di discussione e analisi, temi buoni per il Processo alla gara del terz’ultimo atto del mondiale di Formula 1. Al centro dell’attenzione finiscono Vettel, Verstappen e Red Bull. Avrebbe potuto fare qualcosa di diverso Sebastian in partenza? Max è un kamikaze che ci prova sempre e talvolta gli riesce, come a Città del Messico? Red Bull, con l’insospettabile rapidità vista in qualifica e gara, nasconde qualcosa di irregolare?

    Vettel

    ACCUSA – La partenza è impeccabile, sbaglia nel difendersi verso curva 1, lasciando spazio a Verstappen a centro pista e preoccupandosi solo di chiudere l’interno. Avesse occupato la parte centrale in staccata avrebbe costretto Max largo a tal punto da superare le righe bianche e si sarebbe difeso meglio dall’attacco. Perché non usa un po’ di malizia e non si è spostato in frenata per coprire la traiettoria esterna? Una manovra in stile Verstappen che, probabilmente, sarebbe valsa la leadership

    DIFESA – Tutti bravi e tutti piloti, a macchine ferme. Sebastian è partito bene e ha fatto quel che era naturale fare e che fece Hamilton un anno fa: difendere l’interno. Si fosse spostato al centro, Verstappen non avrebbe esitato un attimo a tuffarsi all’interno, anche con 2 ruote sull’erba, pur di mettere la Red Bull con il muso davanti in curva 1. E l’esito sarebbe stato anche peggiore, perché Seb sarebbe stato costretto nella via di fuga. Spostarsi in frenata, dopo che la macchina che sta dietro ha preso la scia e ti ha già appaiato e sopravanzato di pochi centimetri è impossibile. Vettel ha fatto tutto quel che era in suo potere, nei 900 metri tra il via e la prima curva, per difendere la pole ottenuta

    Verstappen

    ACCUSA – Dice bene Toto Wolff: la grandezza e completezza di Verstappen le capiremo quando sarà in lotta per un mondiale e dovrà gestirsi nell’arco di una stagione. Azioni come il Messico, o Austin prima, sono attacchi di chi non ha nulla da perdere e può assumere rischi nettamente superiori agli avversari. A Città del Messico la manovra è riuscita alla perfezione, agevolata dalla possibilità di prendere la scia. Per un sorpasso chiaramente regolare e deciso, però, Max è protagonista di episodi spesso oggetto di discussione.

    DIFESA – E’ un vincente ed esalta perché si può permette di non fare calcoli. E’ vero che dovrà adottare una condotta diversa quando lotterà per il titolo, nelle gare meno favorevoli. Critiche simili si muovevano a Villeneuve padre, un funambolo spettacolare ma con dubbi sulla consistenza della sua guida semmai fosse stato in lotta per un mondiale. E Gilles rispondeva di saper correre anche per un quarto posto, se fosse servito. Max Verstappen ha il merito di provarci sempre, libero da calcoli, perché finora ha trovato una Red Bull troppo spesso fragile e competitiva solo per metà stagione.

    Red Bull

    ACCUSA – Non può esserci solo il motore Renault evoluto dietro ai progressi enormi di Red Bull. La RB13 in Messico ha espresso prestazioni allineate a Ferrari e superiori a Mercedes. Le indiscrezioni dicono del ritorno alla soluzione di sospensione anteriore bocciata in inverno, ora che la FIA non ha il controllo di Budkowski. Di certo non è realistico che un team recuperi 1″ tra la qualifica di Suzuka e quella di Città del Messico senza evidenti novità alla monoposto.

    DIFESA – I sospetti sorgono quando le prestazioni sono di assoluto rilievo. Non dimentichiamo come nel 2016 Verstappen si sia confermato competitivo in Messico. Pista che in realtà al motore, in termini di cavalli, richiede non tantissimo, vista la rarefazione dell’aria. E se anche avessero trovato una soluzione per sfruttare al meglio il controllo dell’altezza da terra dinamico sulla sospensione anteriore, con le verifiche attuate dalla FIA non c’è motivo di ritenere illegale la soluzione. Storicamente Red Bull è la squadra che compie maggiori progressi durante l’anno, non deve sorprendere che siano arrivati sullo stesso piano di Ferrari e Mercedes in gara, su una pista specifica