GP Messico F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

Pagelle F1: i migliori ed i peggiori del GP del Messico di F1 2017 sul circuito che ha visto Hamilton laurearsi campione del mondo per la 4a volta

da , il

    GP Messico F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

    Pagelle di F1 del Gran Premio del Messico 2017, ecco i voti ai migliori ed ai peggiori sul circuito di Città del Messico dedicato ai fratelli Rodriguez. Il 10 tocca a Max Verstappen che vince mettendo in mostra tutta l’argenteria: nervi saldi, opportunismo e passo martellante. Lewis Hamilton si limita a fare il compitino per arrivare al 4° titolo mondiale in carriera. La Ferrari è ancora alle prese con una gara monca di Vettel che è strepitoso in qualifica ma fuori dai giochi dopo la prima curva e costretto ad una rimonta sfiancante. Finita la premessa, andiamo avanti con le Pagelle del GP del Messico di F1 2017!

    Voto 10: Verstappen

    Il bello di Max Verstappen è che è brutto e cattivo. Cinico e testardo. Opportunista e coraggioso. Gli va quasi sempre bene quando azzarda. Anche stavolta, dei 3 litiganti, è quello che gode nonostante non sia stato affatto fuori dalla mischia. Ha alzato il livello e ora tutti si devono adeguare al suo stile per non mangiare la polvere ma è semplice a dirsi. Non a farsi. Si prende la vittoria in partenza, indipendentemente dai problemi di Hamilton e Vettel, sarebbe stato imprendibile per chiunque. Dal box devono urlargli via radio di andare piano. Detto tutto.

    Voto 9: Vettel

    Il pasticcio in partenza c’è ma a differenza di Singapore si fatica a dare torto a Vettel. Per certi versi, con un po’ di malizia, potremmo persino definire “geniale” il gesto di andare a speronare la ruota di Hamilton per metterlo KO quando si accorge che Verstappen gli rovina l’ala anteriore alla prima curva. Cerca in tutti i modi, andando al limite del regolamento, di tenere dietro l’olandese. Vettel, in effetti, doveva sperare in qualche casino alla prima curva per tenere aperte le speranze mondiali. La missione riesce a metà dato che finisce anche lui con la gara rovinata. Ne approfitta per compiere una gara in rimonta, condita di spettacolari sorpassi e il giro più veloce, giusto per chiudere il capitolo mondiale 2017 da sconfitto ma a testa alta.

    Voto 8: Ocon

    Fischiato e beccato dal pubblico, Ocon entra nella tana del leone Perez e porta a casa una delle gare più solide della sua carriera. Sempre nettamente davanti al collega messicano con il suo solito atteggiamento pacato e sornione che, in verità, nasconde un piede pesante come un macigno. E’ lui la vera pantera rosa della Formula 1.

    Voto 7: Red Bull

    Ma che macchina hanno messo in pista questi della Red Bull? Verstappen guida un missile terra-aria! Si sospetta che abbiano trovato qualche soluzione geniale in zona sospensione anteriore. I rivali li stanno controllando bene. Peccato che, al momento, solo una macchina su due riesca a mostrare questo enorme potenziale. Ricciardo è alle prese con una lista di problemi lunga come la spesa del sabato mattina.

    Voto 6: Hamilton

    Ne ha troppe di cicatrici addosso Hamilton. Troppe volte si è fatto male ed ha visto titoli mondiali sfumare o quasi. Non ha voglia di rischiare e decide di correre per il terzo posto che, a suo modo di vedere, è un obiettivo più che comodo. Non ha fatto i conti con l’incredibile prima curva del circuito di Città del Messico che ti obbliga a finire nei guai. Si ritrova ai box con gomma forata in ultimissima posizione al termine del primo giro. Da lì in poi, complice anche il contemporaneo analogo problema di Vettel, continua a navigare a vista senza prendersi altri inutili rischi.

    Voto 5: Vandoorne

    Continua la stagione a corrente alternata di Vandoorne. Dovrebbe essere una grande promessa dell’automobilismo sportivo. Dovrebbe ma non lo è ancora dato che Alonso continua a dargli lezioni a ripetizione. Quella di Città del Messico è lampante e mostra come si difende in staccata un vero campione da un aspirante buon pilota.

    Voto 4: Perez

    Nella sua gara dell’anno, nella corsa che valeva l’intera stagione, lascia le inquadrature migliori all’Ocon di cui sopra. Ce lo ricordavamo più pimpante e più aggressivo. Quello che più colpisce, scorrendo l’ordine di arrivo, è che è finito dietro alla Williams di Stroll. Addirittura. Per non parlare dei ritiri delle due Renault che, altrimenti, lo avrebbero tenuto ancor più ai limiti della zona punti.

    Voto 3: Bottas

    Sale sul podio solo per demeriti altrui. Bottas è la brutta copia di sé stesso. Le sue difficoltà si vedono in qualifica, innanzitutto. Forse non era il GP del Messico il luogo ideale per esaltare la Mercedes ma, senza il caposquadra davanti a sé, doveva tirare fuori muscoli e grinta.

    Voto 2: Raikkonen

    Dov’era Kimi Raikkonen mentre Vettel portava la Ferrari in pole position? E mentre Vettel guardava negli specchietti, tante volte avesse trovato qualcuno in grado di coprirgli le spalle? E dov’era Raikkonen mentre due outsiders come Bottas e Verstappen si trovavano primo e secondo? Era dietro. Terribilmente dietro. Inspiegabilmente dietro.

    Voto 1: Renault

    Va bene fare esperimenti sulla power unit in ottica 2018 ma distruggere così le gare di tanti piloti è troppo. Sembra quasi una mancanza di rispetto per il pubblico. Certo, la colpa è dei test vietati e la posta in gioco è altissima: raccogliere qualche brutta figura ora per sfornare un motore degno di Ferrari e Mercedes domani vale qualunque mossa impopolare. Speriamo per loro, quindi, che riescano perlomeno ad ottenere quel risultato.

    Voto 0: Massa

    Genio del nulla Felipe Massa in Messico, nel goffo tentativo di conservarsi il sedile Williams si mette a battagliare “alla morte” con Vettel come se stesse lottando lui per il titolo mondiale. Gesto inutile e ridicolo: Vettel lo svernicia comunque e comunque lo avrebbe sverniciato. Se avesse opposto meno resistenza, forse avrebbe anche perso meno tempo lui e avrebbe potuto chiudere un po’ più avanti in classifica portando almeno un punto alla squadra. Chissà.