GP Messico F1 2017: Lewis Hamilton campione del mondo se…

Ad Hamilton basterà un 5° posto per diventare campione del mondo di F1 2017 ma Vettel ha 82 punti di rimpianti!

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    GP Messico F1 2017: Lewis Hamilton campione del mondo se…

    Lewis Hamilton campione del mondo se… ecco le combinazioni che porteranno il pilota Mercedes al titolo piloti 2017 di Formula 1 dopo il Gran Premio del Messico. In breve, basti dire che Hamilton si fregerà del quarto alloro iridato raggiungendo la quinta posizione al termine della gara sul circuito dedicato ai fratelli Rodriguez indipendentemente dal risultato segnato da Sebastian Vettel. La Ferrari è chiamata ad una impresa più che impossibile. Sempre per essere basici e poco inclini alle combinazioni della matematica, possiamo affermare che l’unica speranza che ha la scuderia italiana di tenere vivo il mondiale di Formula 1 è quella di sperare in un ritiro di Hamilton ed una parallela vittoria di Vettel. In quel caso, nel successivo GP del Brasile, Hamilton dovrebbe di nuovo arrivare almeno quinto. CLICCA QUI per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Messico F1 2017 con risultati e classifica

    Hamilton: obiettivo 9 punti in Messico

    Hamilton deve chiudere il GP del Messico portando a casa almeno 9 punti per essere matematicamente certo del titolo mondiale. Ciò significa arrivare quinto. Oppure non qualora Vettel arrivi secondo. Se Vettel arriva terzo o peggio, il campionato è vinto dal pilota Mercedes anche in caso di ritiro.

    Vettel:”Non dipende più da noi”

    con Sebastian Vettel ha detto di non voler guardare né indietro, né tantomeno troppo avanti. Vuole vivere le cose alla giornata senza pensare al titolo mondiale. Ma la matematica bussa alla sua porta ogni volta che ha di fronte un giornalista:“Non è ancora finita ma sappiamo che non dipende più da noi – ha ricordato in conferenza stampa – abbiamo ancora una possibilità e proveremo a vincere tutte le gare che ci restano. Poi vedremo cosa accadrà”.

    Ferrari: i rimpianti di Vettel

    Stuzzicato dai giornalisti, Vettel fatica a mantener la promessa di non guardarsi indietro:“E’ stato un peccato non aver praticamente preso parte ad alcune gare. E’ brutto perdere punti senza avere la possibilità di lottare. Sicuramente quegli episodi hanno fatto una grande differenza. Ma dobbiamo anche essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. In inverno sembrava che fossimo la terza forza in campo dopo anche la Red Bull ma non è stato così. Quanto ai problemi ed alle rotture, fanno parte delle gare. Fortunatamente conosciamo i nostri punti deboli e possiamo lavorarci per diventare ancora più forti”.

    Ferrari: come sarebbe andata senza i ritiri di Vettel?

    Solo per gioco. Senza prenderci sul serio. Proviamo a fare due calcoli su come sarebbe stata ad oggi la differenza di punti in classifica piloti tra Vettel e Hamilton se alcuni GP chiave della stagione fossero andati tutti a favore della Ferrari. In particolare, andiamo a cambiare la storia di Baku, Singapore, Malesia e Giappone.

    A Baku Vettel ha perso la vittoria a causa della folle ruotata data ad Hamilton che li ha causato uno stop&go di penalità. Ha chiuso quarto buttando via 13 punti.

    A Singapore Vettel non solo ha perso 25 punti praticamente scontati ma ha tolto di mezzo anche Raikkonen e Verstappen i quali sarebbero stati davanti alle Mercedes numero 44. Quindi, tra punti non raccolti e punti regalati all’avversario, il bilancio è di circa 35!

    In Malesia ha chiuso 4° anziché vincere. Per cui i punti che mancano all’appello sono almeno 16, senza considerare quelli che la Ferrari di Raikkonen avrebbe potuto sottrarre ad Hamilton finendogli davanti.

    In Giappone si è ritirato. Sarebbe arrivato al traguardo almeno 2°, quindi ha lasciato altri 18 punti.

    Il totalone di questo folle conteggio dice che Vettel poteva avere 82 punti in più e, quindi, presentarsi alla vigilia dei GP del Messico con 16 punti da amministrare su Hamilton!