GP Monaco F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Monaco 2012

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    Ecco le pagelle del Gran Premio di Monaco di Formula 1 2012. Impossibile non tributare un riconoscimento al vincitore Mark Webber. Farcela sul circuito di Montecarlo è sempre un’impresa. Indipendentemente da come arrivi il successo. Anche nel caso in cui non si dia mai l’impressione di dominare. C’è, però, un altro personaggio che merita ancor di più del pilota Red Bull: trattasi di Michael Schumacher. E chi altrimenti? Il sette volte iridato ha avuto tante fortune in carriera. Nessuna quest’anno in cui il destino si diverte a confezionargli scherzi che definire crudeli pare un eufemismo.

    Mark Webber: minimo sforzo

    Fa una gran cosa in qualifica. Vedi Vettel e pensa. Una cosa, però, non strepitosa. La vera pole position è stata firmata da quel Michael Schumacher che, di conseguenza, avrebbe avuto una storica vittoria in pugno. Così è la vita. Webber guida la macchina fino al traguardo. Per Rosberg era impossibile sorpassarlo. Ci prova anticipando il pit stop ma l’australiano lo marca a uomo e si salva. Gli viene il “braccino” nel finale sotto la pioggia. Gira 4 secondi più lento di chi sta più giù della settima posizione. Eppure non si passa. A Monaco non si passa. Voto 8. Perché Monaco è pur sempre Monaco. E perché con la politica dei piccoli sforzi si va lontano.

    Nico Rosberg: l’illuso

    Se oggi lo incontri passeggiare per Montecarlo oggi, lo senti ancora recitare il solito mantra:”Eravamo noi i più forti. Eravamo noi i più forti. Eravamo noi…”. La prossima volta non soffra di ansia da prestazione in qualifica, emuli Schumacher e vedrà che dalla pole position tutto sarà più facile. Shanghai docet. Voto 6. Con un giro non perfetto in qualifica ha perso un’occasione unica.

    Fernando Alonso: l’equilibrista

    Quest’anno gli vanno tutte giuste. Avete notato che in partenza si salva, come si dice in termini tecnici, alla “nemmeno-lui-sa-come”? C’era Grosjean molto vicino. Troppo. Non sono del tutto convinto che il pilota spagnolo sia incolpevole. Ma tant’è. Il popolo Ferrari gode del primo posto in classifica e guarda avanti con grande ottimismo ben consapevole che i meriti sono tutti suoi. Che dire, ad esempio, del modo in cui scavalca Hamilton in occasione del pit stop? Voto 7,5.

    Sebastian Vettel: rubick style

    Il due volte iridato non ci sta ancora capendo nulla. Lui e tutta la Red Bull sono in questa situazione. Nelle libere è soddisfatto della macchina. In qualifica è talmente sfiduciato da pensare ad una strategia alternativa che dà l’idea di poter andare bene solo a certe condizioni. Condizioni che si verificano solo in parte. Senza la fortunata partenza con l’autoscontro tra Schumacher e Grosjean ce lo saremmo beatamente dimenticato. Voto 6 meno.

    Lewis Hamilton: la differenza

    E’ l’unico tra i big che perde posizioni al pit stop. Per il resto, la sua prestazione vale né più, né meno di quella dei colleghi. Va notato solo un elemento: è Hamilton colui che mette più divario in assoluto tra sé ed il team mate. Voto 7+. Per questa ragione.

    Felipe Massa: mi ritorni in mente

    Mentre provavo a tessere una lode del tutto disinteressata nei confronti di Felipe Massa, mi è stato fatto notare quanto segue: il suo obiettivo era togliere punti agli avversari di Alonso e della Ferrari. Doveva e poteva finire davanti ad Hamilton e Vettel. Invece, nisba. Secondo l’eminenza grigia, la colpa sarebbe soprattutto degli strateghi del box che con il brasiliano avevano il diritto di osare. Io credo che, una volta tanto che era in forma decente, sia stato giusto fargli disputare una gara normale. Non accadeva da mesi e mesi. Voto 7. Poche colpe. Suvvia.

    Kimi Raikkonen: Monaco non vale

    Non è mai della partita. La Lotus non ama il Principato. Raikkonen non fa nulla per farle cambiare idea. Voto 5. Con attenuanti.

    Michael Schumacher: ma che destino è?

    Era la sua gara. Chi può ragionevolmente sostenere che Schumacher non avrebbe vinto a Montecarlo partendo dalla sua meritatissima pole position? Alzi la voce. E lo faccia forte. Perché ci vuole coraggio per negare l’evidenza. Che destino è quello che gli confeziona una apparente innocua penalizzazione in Spagna che poi si trasforma in una vera polpetta avvelenata? Voto 10. Con cuore e pochi convenevoli. Ma evitiamo di dare degli infami ai commissari di gara di Barcellona. Anni fa non sarebbe stato penalizzato. E sarebbe stato giusto. Ora è cambiato il metro di giudizio. Ed i cinque posti in meno in griglia ci stavano.

    Jenson Button: spari a zero

    Si spari pure a zero verso Jenson Button. La macchina non va. come a Barcellona. Due circuiti agli opposti. Due risultati identici. La sfortuna lo trova. Ma lui se la cerca con una qualifica da no-comment. Se parti nel mucchio, un colpetto ci sta che ti arrivi. L’emblema dell’imbarazzo è il tempo passato dietro alla Caterham del mai domo Kovalainen. Voto 4.

    Romain Grosjean: provaci ancora

    Mi raccomando Romain, non mollare. Resta così. Con un Hamilton maturato o messo sotto Valium (fate voi) è Grosjean, assieme a Maldonado, tanto di cappello ai casini del venezuelano, a movimentare il Circus. Come già detto, credo che Alonso abbia qualche colpa in più di quanto non sia stato taciuto dai mass media della italica penisola. Lo zero nel tabellino dei punti, però, è impietoso. Voto 5.