GP Monaco F1 2013, Prost sulle gomme: “Bisogna sapersi adattare, è la Formula 1″

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    Gran Premio di Formula 1 a Monaco, venerdì pre gara

    Parla il Professore a Montecarlo e risponde alle critiche mosse da più parti alla Formula 1, “colpevole” di non essere più una sfida a chi va più forte ma a chi gestisce meglio le gomme.

    Alain Prost parla nel venerdì del Gran Premio di Monaco e riporta un po’ alla realtà dei fatti, ammettendo che sì, la situazione gomme è diventata estrema, ma ricordando anche quel che era diventata la massima formula prima delle ultime stagioni targate Pirelli. «Nel passato e anche recentemente, la Formula 1 è stata molto criticata per non offrire spettacolo. Dobbiamo sentirci fortunati per avere questo tipo di gare. Negli ultimi anni, il campionato si è deciso solo all’ultima gara», ha commentato il quattro volte campione del mondo.

    Proiettandosi in avanti, delinea la nuova sfida che si prospetta all’orizzonte e che andrà a interessare i motori: «Il prossimo anno avremo l’arrivo di nuovi motori, forse parleremo un po’ di più di questi, della tecnologia, dell’essere più vicini al prodotto di serie dell’industria automobilistica. Ma dobbiamo pur sempre tenere vivo lo spettacolo, l’incertezza delle gare. Al momento non criticherei quel che abbiamo oggi».

    Epoche diverse da mettere a confronto, la Formula 1 odierna è lontana parente di quella degli anni Ottanta e primi Novanta, quando il Professore era tra i protagonisti. Eppure, anche allora le gomme avevano un peso importante, anche se in proporzione incidevano meno sulla prestazione complessiva delle monoposto.

    Si doveva badare ad altro, per restare in tema di piloti-manager, costretti a gestire e non perennemente all’attacco: «E’ difficile da confrontare, perché le monoposto odierne sono così sviluppate e normalmente i piloti possono spingere al 100% in condizioni normali. Le gomme quest’anno sono molto morbide, il che rende tutto un po’ diverso. Ai nostri tempi, se vuoi fare un paragone, dovevamo curarci dei freni, del cambio e del consumo di benzina e, ovviamente, anche le gomme. A volte dovevamo stare attenti. Ma i regolamenti erano anche molto diversi e, a un certo punto, avevamo tre tipi di mescole e potevamo fare cambiamenti. Molto spesso ho corso con gomme dure dietro e morbide davanti, nel 1981 a Las Vegas ho corso perfino con gomme da qualifica all’anteriore… Questo significa che bisogna sapersi adattare, come pilota, come ingegnere, alla situazione: fa parte della Formula 1».

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