GP Monaco F1 2015, anteprima Montecarlo: le anomalie-unicità del Principato

Qualifiche cruciali nel Principato, la pole vale più di mezza vittoria

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    L’unica ragione per la quale ha ancora senso correre a Montecarlo, disputare il Gran Premio di Monaco, è per il clima totalmente fuori dai tempi, il circuito non-circuito, capace di mettere in evidenza ancora chi sa interpretare al meglio una situazione unica. Gare il più delle volte noiose, processioni interminabili, lunghe 78 giri e interrotte quasi unicamente da safety car a rimuovere chi, Montecarlo, non aveva saputo domarla. Andrebbe quasi proposta la sostituzione della gara con più sessioni di qualifica, molto più interessanti. Tant’è…

    L’anteprima

    Il Circus si appresa a rinnovare il consueto appuntamento, fatto di dettagli unici a cominciare dal programma del week end. Si inizia al giovedì con le prove libere, elemento non solo fonte di curiosità se confrontato con gli altri eventi, ma con precisi risvolti tecnici, perché la gommatura della pista - già nulla e da sommare alle sconnessioni dell’asfalto – ne risente in maniera drammatica. Sarà al sabato mattina che avremo risposte realistiche in prossimità delle qualifiche, perché l’evoluzione del grip è tale che chi dovesse trovarsi in difficoltà al giovedì potrebbe risolvere i suoi guai al sabato, con più gomma depositata.

    Ragionare di long run durante le libere 2 lascia il tempo che trova, semplicemente perché non puoi permetterti di sacrificare la prestazione in qualifica sperando di recuperare alla domenica. Manca spazio, mancano strategie alternative da inventare, il traffico blocca ogni velleità di rimonta, fosse anche una Mercedes contro una McLaren. Tutti punteranno a un assetto perfetto per la qualifica, augurandosi di riuscire a tirare fuori il massimo dalla monoposto.

    Chi può farlo? Rosberg è maestro, lo ha dimostrato nelle ultime stagioni, nonostante la furbata del 2014, che non ha dimenticato Hamilton uno invece che a Montecarlo non ha brillato così spesso. In Ferrari dovranno fare i conti con un circuito esigente sul grip meccanico e la trazione, area critica a Barcellona che troverà un supporto in più nel Principato: le gomme più morbide della gamma Pirelli. Le supersoft faranno il debutto stagionale, con la nuova carcassa e una mescola anch’essa modificata, puntando a ridurre graining e blistering.

    Le sorprese non sono da escludere, come dimostrato un anno fa dal povero Jules Bianchi, sontuoso protagonista in gara con una Marussia che certo non era un fulmine. Sperano di poter pescare il jolly in McLaren e sono speranze riposte tutte sul talento dei piloti. Basterà?

    Il giro di pista

    E’ il giro più corto del mondiale, con appena 3300 metri, quello di Montecarlo. Rettilineo di partenza, si va verso Sainte Devote in pieno e la frenata è decisa, per inserire la macchina nella destra che porta in salita verso Massenet. Accelerazione e via diverse marce per la piega a sinistra, difficile da interpretare perché i sobbalzi non mancano e va letta in funzione della curva del Casinò, che immette nella discesa verso il Mirabeau. Lì Rosberg “andò lungo” nel 2014 in qualifica. E’ il tratto più tortuoso del circuito, con l’ex curva del Loews – oggi Fairmont – da affrontare a 60 orari, incrocio di braccia e trenino che si proietta verso il Portier.

    Doppia curva a destra, la seconda essenziale visto l’allungo sotto al tunnel: sbagliare accelerazione presta il fianco a un attacco nella staccata della chicane. Si frena sullo scollinamento e gli incidenti negli anni scorsi non sono mai mancati, come le manovre spettacolari. Saltare la variante è un attimo, occhio.

    In uscita di affronta un altro breve allungo che porta alla veloce sinistra del Tabaccaio, seguita dalla chicane velocissima Louis Chiron. La frenata qui è critica perché i metri che separano dalla lenta esse delle Piscine sono pochissimi e gli interpreti migliori fanno la differenza in qualifica.

    Settore finale con un’altra breve piega a sinistra, dall’uscita delle Piscine alla Rascasse, tornante a destra “semplificato” nel corso degli anni. La trazione torna sotto la lente d’ingrandimento, in uscita così come dopo la Antony Noghes, ultima destra in contropendenza che riporta sul rettilineo di partenza, unico punto nel quale attivare il Drs.