GP Monaco F1 2015: Ferrari festeggia con Vettel, Raikkonen beffato

Arrivabene caustico sulle scelte Mercedes:

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    Raccoglie più del previsto, la Ferrari a Montecarlo. Il Gran Premio di Monaco 2015 vede un Raikkonen beffato dalla rabbia e cattiveria di Ricciardo, mentre Vettel se la ride in seconda posizione, regalata dall’errore madornale del box Mercedes. In gara si è visto un divario molto basso tra W06 e SF15-T, tuttavia, le occasioni per passare in pista non si sono mai verificate, nemmeno alla sosta.

    Qual è stata la visione del muretto all’uscita della safety car e le scelte Mercedes? «Stavamo molto molto attenti, quando abbiamo capito che facevano sul serio facendo rientrare la macchina, abbiamo detto: questi son belli arroganti. Pensavano di poter superare, noi abbiamo avuto fortuna, non lo nego, ma a volte te la vai a cercare, quindi umiltà e piedi per terra», dice Maurizio Arrivabene.

    Le parole dei protagonisti

    Non giustifica nemmeno la beffa subita da Raikkonen: «La gara di Raikkonen è figlia della sua qualifica; ha allargato troppo su Ricciardo, qualcosa è successo. E’ andata, pensiamo alla prossima gara, inutile che dica lavoriamo, perché è ovvio, per cui andiamo avanti». Kimi era riuscito a balzare davanti con la strategia, alla prima e unica sosta, ma nel finale semplicemente si è trovato dietro un Ricciardo indiavolato e sicuramente sbrigativo e dalle maniere forti. Giusto così, salvo non lamentarsi sempre dei trenini orrendi che sono il solo spettacolo offerto a Montecarlo. «Sono riuscito a superare un Red Bull al pit stop, per il resto sono andato dietro alle altre vetture». Il sorpasso subito? «Non può essere un normale di gara, ero sulla mia traiettoria e mi ha spinto fuori, i commissari hanno visto qualcos’altro, io ho visto che mi ha colpito e ho perso la posizione, le regole continuano a cambiare a seconda di quel che succede e chi lo fa». Concorda invece con il team principal sul fatto che «dobbiamo migliorare le qualifiche, certo, soprattutto qui perché è impossibile superare».

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    La gara di Vettel è stata un francobollarsi su Rosberg, sperando che accadesse qualcosa. Al pit ha ridotto il gap che lo separava da Nico, ma non a sufficienza per sfruttare l’under-cut, visto che è tornato 5 decimi dietro al tedesco. «E’ chiaro che alla fine è stata una sorpresa, eravamo lì quando era importante esserci», spiega sul podio. C’è stato per un istante il dubbio che la posizione fosse stata guadagnata scorrettamente su Hamilton, quando in salita verso Massenet i due erano appaiati, poi le immagini tv hanno certificato come fosse ampiamente secondo già sulla linea del traguardo. «Molto vicini ma sicuri si essergli davanti. Per tutta la corsa ho provato a mettere pressione su Nico, ma con la strategia alla fine non ce l’abbiamo fatta. Siamo stati più vicini rispetto alle qualifiche, un grazie al team».

    Critico il commento sull’andatura tenuta dalla safety car: «Queste gomme non sono fatte per raffreddarsi e ripartire. Era ridicolo quanto dovessimo andar piano dietro la safety car e le gomme si sono raffreddate molto. E’ stato difficile per me e Nico rimandarle in temperatura, ero con una pressione enorme dopo la ripartenza, ci sono voluti 2-3 giri. Quando Lewis era dietro, con le supersoft, è chiaro che fosse messo meglio. Nico è ripartito benissimo, non c’era nessuna possibilità di stargli dietro». Strategicamente aggiunge dell’altro: «Abbiamo provato l’under-cut, ma hanno reagito subito (Rosberg; ndr). Il mio approccio al pit non è stato perfetto».

    Fabiano Polimeni