GP Monaco F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Pagelle irriverenti e controcorrente: solo per stomaci forti...

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio di Monaco di F1 2015. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Montecarlo troviamo di gran lunga al primo posto Lewis Hamilton. Il suo fine settimana è stato perfetto. Nessuno poteva immaginare che l’idiozia dei tecnici Mercedes gli stesse servendo una polpetta avvelenata. Poi si dirà che uno intelligente come Alonso avrebbe dato dell’idiota al suo ingegnere di pista ed avrebbe deciso di restare comunque dentro. Ma non si può colpevolizzare un pilota per essersi fidato della sua squadra. Appunto, la squadra, la Mercedes è quella a cui tocca lo 0 di oggi! Senza dubbio la figuraccia in mondovisione l’hanno fatta loro.

    Voto 10: Hamilton

    Senza timore di smentita si può affermare che il Lewis Hamilton del GP di Monaco 2015 aveva una marcia in più sulla sua Mercedes. Domina e controlla i suoi avversari, Rosberg compreso, sin dalle qualifiche. Il modo in cui perde la gara è tanto clamoroso quanto già scritto nelle pagine della pazza storia del circuito di Montecarlo. Solo nel Principato certe cose possono succedere. E noi a chiederci ancora, retoricamente, che senso abbia tornare ogni anno in un posto così. Certo, capita che in certe edizioni non succeda proprio nulla. Ma quando qualcosa succede… sì che succede!

    Voto 9: Vettel

    Pezzo per pezzo, Sebastian Vettel sta smontando ogni pregiudizio sul suo conto. Si prenda la storia della sua grande fortuna. A Montecarlo dimostra come la buona sorte sia un qualcosa che va innanzitutto meritato. Lui è lì, a pochi decimi dalla Mercedes di Rosberg per approfittare dell’errore di casa Mercedes. Raikkonen, tanto per fare il nome di chi guida la sua stessa macchina, è abbondanti secondi dietro.

    Voto 8: Perez

    Il tanto criticato Checo Perez tira fuori una delle sue magie. Sarà un pilota raccomandato da Carlos Slim come qualcuno sostiene. Sarà un arrogante. Sarà uno che va a corrente alternata. Ma quando è la sua domenica, non lo si tiene a bada facilmente.

    Voto 7: Verstappen

    Verstappen Tiene alta l’attenzione su una gara monotona grazie alla sua voglia matta di fare sorpassi. Non aveva mai corso a Montecarlo tranne che alla playstation. E si vede. Si beve gli avversari come in un videogame. Magistrale come sfrutta i doppiaggi di Vettel e le gomme supersoft per infilare come polli allo spiedo gli avversari in una rimonta che si infrange solo contro quell’incolpevole di Grosjean. Con il karma che si ritrova il francese (leggasi quanti danni ha fatto in passato), era normale che prima o poi gli sarebbe piovuto addosso uno più scatenato di lui! Mad Max Poteva essere l’eroe assoluto di giornata. Lo resta solo a metà.

    Voto 6: Red Bull

    Su una pista che non fa regola e sulla quale il deficit di motore si sente meno, i bibitari si prendono la palma di terza forza in campo. Visto tutto, non potevano fare di più. Essersi tenuti dietro una Ferrari sembra già un’impresa. Kvyat e Ricciardo dimostrano di essere belli pimpanti dal primo all’ultimo giro il che rende ancora più drammatica la crisi tecnica della monoposto.

    Voto 5: Rosberg

    Alzi la mano chi avrebbe dato la sufficienza a Rosberg prima dell’arrivo della safety car. Sabato si brucia con un errore la possibilità di prendersi la pole position e domenica si accoda subito ad Hamilton per perdersi nel traffico della gara fino ad accusare oltre venti secondi di distacco. Dal cielo cade un regalo inaspettato che riaccendende i riflettori su di lui e rende ancor più evidentemente scarsa la sua prestazione.

    Voto 4: Williams

    Non pervenuta. Sin dalle prove libere sia Massa che Bottas battezzano la pista di Montecarlo non adatta al loro pacchetto. E tutto va nella direzione giusta per confermare questa tesi.

    Voto 3: Raikkonen

    Lo dico a malincuore. Questo Raikkonen non merita di restare in Ferrari. Un pilota che lascia sul campo spesso e volentieri delle buone occasioni per sfruttare a pieno il potenziale della propria macchina, non serve neppure come seconda guida. In qualifica commette un errore da pivello che non avremmo perdonato neppure al debuttante Verstappen. In gara può fare poco di meglio ma lui riesce persino a perdere la posizione su Ricciardo. Il tutto mentre Vettel, invece, tiene a bada un rabbioso Hamilton con una fiammantissima Mercedes. E non per mettere il dito nella piaga…

    Voto 2: Vecchi regolamenti tornano

    Pare che dal 2017 torneranno i rifornimenti. Altri ritorni al vecchio, sono in discussione. Per una Formula 1 in crisi, guardare al passato recente non serve a nulla. O si guarda al futuro con decisione e convinzione. O si mette nel mirino il vero passato. Tra “vecchio” e “passato”, infatti, c’è una bella differenza. E solo quest’ultimo che ha contribuito a creare il mito della F1. I rifornimenti sono stati tolti per evitare gare scontate e banali. Ora si reintroducono per evitare gare scontate e banali? Aiuto! Si salvi chi può…

    Voto 1: Mazzoni

    A quei 4-5 milioni di sfortunati che, a differenza di 1 milioncino di privilegiati, non possono permettersi la visione della Formula 1 con la televisione a pagamento, va il più sentito affetto dello scrivente. Senza voler essere offensivo, mi limito a sottolineare quanto sia imbarazzante il clima della cabina di commento firmata RAI. Al povero Ivan Capelli va il premio della Santa pazienza per come riesce, dopo anni e anni, ancora a sopportare le banalità e correggere elegantemente le inesattezze che escono a cadenza regolare dalla bocca del sig. Mazzoni. Il brutto è che, se non fosse così irritante, sarebbe persino comico… Il drammatico, invece, è che nessuno ha mai fatto nulla per sostituirlo. Perché? Perché? Perché?

    Voto 0: Mercedes

    Tanto per capirci, questi qua stanno facendo da mesi e mesi il lavaggio del cervello ai propri piloti dicendo loro che non possono permettersi la minima sbavatura che interferisca con l’obiettivo storico di raggiungere il record di doppiette in un solo anno. E poi, a Monaco peggio che in Malesia, sono gli errori tattici a mandare tutto in malora. E sarebbe questa la proverbiale organizzazione tedesca?