GP Monaco F1 2015, Rosberg: “Sono stato fortunato”. Hamilton: 100% fiducia nel team

Dopo un Gran Premio di Monaco 2015 dall'esito assurdo, in Mercedes parlano Hamilton e Rosberg. Incredulità e sorpresa, il campione del mondo mantiene la diplomazia.

da , il

    Trofeo e punti vanno a Rosberg, vincitore a sorpresa (anche la sua) del Gran premio di Monaco 2015. Moralmente è Lewis Hamilton l’assoluto dominatore di 66 dei 78 giri di gara a Montecarlo. Un errore sciagurato, di quelli che quando sei un team campione del mondo in carica non ti puoi permettere, costa il successo all’inglese. Fa buon viso davanti alle telecamere, con dichiarazioni pacate, ma una delusione che si percepisce semplicemente guardandolo. Parlare di ingiustizia lascia il tempo che trova nel motorsport, sono scelte a definire i risultati e ancora una volta, nelle fasi più concitate di gara, al muretto Mercedes dimostrano di perdere la trebisonda. Era accaduto in Malesia, si ripete a Montecarlo, con l’aggravante che sul Principato non c’era nemmeno un briciolo di senno per fare la scelta effettuata.

    Le parole dei protagonisti

    Scuse su Twitter del team, incredulità di Niki Lauda, niente può cancellare un errore pesante. «E’ stato un errore incredibile, non so perché. Niente da dire, un errore incredibile», ripete Niki. «Lewis è arrabbiato, gli chiederemo scusa scusa scusa, è inaccettabile. Rosberg ha vinto, ha fatto una buona corsa, Lewis però era più veloce». E anche Nico riconosce l’evidenza, quella di una gara dominata, senza lasciare il comando nemmeno in occasione della sosta al box. «So che sono stato fortunato oggi, apprezzo il momento ma dovrò lavorare duramente perché Lewis era più veloce di me oggi. Ho preso quel che è arrivato, devo ammettere che Lewis meritava la vittoria: è stato più forte questo week end». La possibilità di una sosta non è mai passata tra le opzioni per il tedesco: «Non abbiamo discusso la possibilità di andare ai box».

    | LEGGI ANCHE: CRONACA GP MONACO 2015 |

    Racconta anche la scena dall’abitacolo, quando si è trovato davanti: «Arrivavo dietro la safety car e ho visto una lotta mostruosa dietro tra una Mercedes e una Ferrari, pensavo avrebbe vinto lui (Hamilton; ndr) perché pensavo ci avrebbe dato 5″ al giro, invece sono riuscito a mandare in fretta le gomme in temperatura».

    Le parole del campione del mondo sono pesate, misurate, quanto più possibile pacate, riuscendo al contempo a lasciar trasparire tutta la delusione per la sciagurata decisione strategica. «Non è stata una delle corse più facili, il team è andato benissimo per tutta la stagione, si vince e si perde insieme, congratulazioni a Nico e Sebastian. Sono certo che ne parleremo insieme e cercheremo di migliorare per il futuro. Tornerò a vincere la prossima», dice sul podio. Un campione anche nel frangente più difficile del 2015 finora.

    In conferenza stampa gli chiedono se abbia partecipato alla decisione: «Onestamente è accaduto tutto così velocemente che non ricordo, fino a quel momento è stata una bella corsa. Come ho detto, andremo ad analizzare per capire cosa abbiamo sbagliato, come team, come squadra. Non saprei esprimere cosa provo, io mi fido del team e, durante la corsa, quando si viene richiamati, semplicemente si entra. Ero convinto fosse la scelta giusta, questa è la situazione. Purtroppo non è stata la scelta giusta». Alla domanda se abbia ancora il 100% di fiducia nelle scelte strategiche del team, risponde: «Sì. Io stavo semplicemente guidando».

    Ecco, ha guidato a un livello di assoluta eccellenza, quella che manca ancora al muretto Mercedes.

    Fabiano Polimeni