GP Monaco F1 2016, il Processo alla gara di Montecarlo

GP Monaco F1 2016, il Processo alla gara di Montecarlo

Errori clamorosi e imprese da ricordare, una gara che ha regalato diversi spunti di discussione

da in Circuito Montecarlo F1, Formula 1 2017, GP Montecarlo - Monaco
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    Le premesse per una gara pazza sembravano esserci tutte. Ma il Gran Premio di Monaco ha solo in parte regalato l’attesa variabilità figlia di condizioni meteo radicalmente diverse da quelle sperimentate giovedì e sabato. Di chi è la colpa? Parliamone nel consueto Processo alla gara, stavolta tra i temi di discussione non troviamo solo piloti e scuderie, nell’analisi di comportamenti per tanti versi poco chiari, ma anche chi gestisce la corsa.

    ACCUSA – Arriva la pioggia, attesa per offrire un gran premio che non sia la consueta processione lunga 78 giri e la direzione gara cosa fa? Dà la partenza dietro safety car. Assurdo, tanto più se si pensa che per ben 7 giri si è assistito a un lungo trenino dietro la macchina di sicurezza. Se proprio non si voleva far partire la cosa dalla griglia, sarebbero bastati pochi giri per aprire le danze, non certo un decimo della distanza di gara! Ennesima occasione persa per misurare ulteriormente le abilità dei migliori piloti al mondo. Non è un caso che sia Magnussen che Hamilton si siano lamentati via radio, chiedendo il via della corsa

    Le pagelle del Gran Premio di Monaco

    DIFESA – Far partire la gara dalla griglia avrebbe innalzato a dismisura i rischi alla prima curva, e non solo. La visibilità per i piloti dalla seconda fila in poi sarebbe stata nulla, con la nube d’acqua in sospensione nell’aria. Sainte Devote, la salita verso il Casino, punti critici senza una buona visibilità. Ci saremmo ritrovati con un ingorgo clamoroso e il rischio di vedere fuori tante vetture già al primo giro. Non va dimenticato che in tutto il week end non si era mai girato sul bagnato, con un asfalto nuovo e i riferimenti andavano trovati in gara, pertanto i giri dietro safety car sono stati una decisione saggia.

    ACCUSA – Imbarazzanti. Dopo aver sbagliato la strategia di Ricciardo in Spagna, gli distruggono la gara, dominata, nel Principato. Lo lasciano senza gomme supersoft, in una decisione all’ultimo momento di passare a una mescola differente, lasciata nel garage nelle termocoperte. Impreparati. Ricciardo non ha colpe e l’ha voluto sottolineare giustamente dal podio.

    Dovrebbero tutelare quello che ha dimostrato essere un campione, assicurando una pole inaspettata e guidando senza errori per tutta la corsa.

    DIFESA - Difficile poter fare una difesa d’ufficio nel caso specifico. Va detto che per le difficoltà logistiche di Montecarlo, si è costretti a soluzioni diverse dal solito, anche per ospitare gomme, muretto box e tutta l’organizzazione del paddock. La mancanza di spazio ha obbligato a tenere le gomme distanti dalla piazzola di pit-stop e il cambio all’ultimo secondo di quali mescole usare, unitamente a un giro di rientro molto veloce di Ricciardo, ha messo in difficoltà il team. Certo non va letta alcuna cospirazione contro l’australiano nei due fatti verificatisi in Spagna e Monaco.

    F1, Gp Monaco, La Gara

    ACCUSA - Una volta non funzionano le gomme in qualifica, l’altra scivola la macchina, un’altra ancora ci si mette di mezzo la sfortuna (?) di rientrare dietro Massa. La verità è che il mondiale, anche quest’anno, per la Rossa resterà un miraggio. Le prestazioni, a sprazzi, ci sono, ma se su una pista come Monaco non parti in prima fila, come pensi di poter vincere? Quanto alla “sfortuna” di tornare in pista dopo il primo pit-stop dietro Massa, va detto che i tecnici sanno esattamente quanto tempo serve e dove, in proiezione, rientrerà la macchina. Hanno fatto eccessivo affidamento sul rientro di Felipe e degli altri per sostituire le gomme a breve distanza, ma così non è stato e la corsa è stata compromessa.

    DIFESA - La macchina è veloce, lo ha dimostrato la rapidità con cui Vettel riusciva a riportarsi sotto Perez, sfruttando pista un po’ più libera ogni volta che cedeva un po’ di terreno alla Force India. Purtroppo a Monaco lo spazio per passare manca e la gara è stata condizionata dal tempo perso dietro la Williams. La gara problematica di Rosberg dimostra come ci sia ancora tutto il tempo e le occasioni per recuperare terreno, già da Montreal, pista che dovrebbe restituirci una Ferrari in lotta per la vittoria.

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