GP Monaco F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP Monaco F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Monaco F1 2016: le Pagelle

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio di Monaco 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul circuito di Montecarlo, troviamo al primo posto Daniel Ricciardo. E lui il mattatore a sorpresa delle qualifiche. E’ lui che riesce, nonostante la pioggia e le safety car, a dominare la gara. Più forte di lui è solo l’incredibile errore dei suoi meccanici che serve su un vassoio d’argento il successo a Lewis Hamilton. Mercedes tutte da decifrare con un Rosberg mai entrato in gara. Anche le Ferrari hanno di che recriminare. Strepitoso Sergio Perez. Ad un certo punto è sembrato il vero favorito.

    Attenzione attenzione. Tutti a dire che questo Ricciardo qui è un manico. Ma, al tempo stesso, tutti ancora ad attenderlo alla prova dei fatti. Come se aver bastonato ripetutamente un certo Vettel nel 2014 non fosse stato abbastanza. Come se aver sfiorato la vittoria in Spagna ed a Monaco non valesse nulla. Se questa Red Bull tiene botta anche da domani, va a finire che sarà lui il primo sfidante di Lewis e Nico in ottica titolo mondiale. Il fatto che ora faccia sul serio lo dimostra il primo muso lungo della sua storia sportiva. Sul podio, sul secondo gradino, non c’è niente di divertente a starci. Soprattutto se sei stato assolutamente perfetto dal giovedì ma il team di rifila la seconda polpletta avvelenata di fila dopo quella di Barcellona.

    Troppo stronzo per piacere ai piani alti. Troppo individualista per avere amici nel paddock. Troppo testa dura per lavorare in un team che lotta per il titolo. Ma guai a dire che Perez non sa leggere la corsa! Quando il gioco si fa duro, lui c’è (quasi) sempre. Sale sul podio facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Il punto è che, contro ogni pronostico. le ultrasoft e le supersoft hanno retto per un numero sterminato di giri. Se Hamilton e Ricciardo avessero dovuto fermarsi, non l’avrebbe più preso nessuno.

    Chi vince ha sempre ragione. Sempre. Sempre. Hamilton è un vincente nato, oltretutto. Certo è che senza l’aiuto di Rosberg che lo lascia passare sarebbe stata un’altra storia. Idem senza il pasticcio dei meccanici Red Bull. Fa anche una manovra più che al limite per salvarsi dal tentativo di sorpasso da parte di Ricciardo che arriva dopo un suo errore in frenata. Ha avuto tempi migliori.

    Dispiace leggere il quinto posto di Alonso solo come un giro di roulette andato bene. Stavolta. Ma dopo tante sfighe, poteva starci. Sin dalla partenza, imposta la modalità ingegnere di gara. Non sbaglia le mosse e si trova lì in 5a posizione a fare da tappo alla nutrita schiera di inseguitori. Ma a Monaco non si passa. Per cui, va bene così.

    Se lo dice Vettel che la colpa è sua, siamo messi male. Chissà che non abbia capito la delicatezza del momento in Ferrari e voglia coprire un po’ la squadra… il ragazzo ha le spalle larghe. E sa come si comporta un leader. In una gara dove sorpassare era impossibile, lui fa la sua onesta gara vittima del traffico, delle safety car e di una Ferrari che in qualifica non va proprio. Si, certo, doveva passare Massa. Ma rischiare il tutto per tutto, per arrivare terzo anziché quarto non so se ne valesse la pena.

    Con una Red Bull così forte, Max Verstappen meritava di provare ad ottenere la prima pole position della sua carriera e vincere il suo secondo GP di fila. Così, giusto per entrare direttamente nella leggenda. Invece, preferisce rovinarsi il sabato e la domenica con due uscite di pista. Tuttavia, non tutto è da buttare. Ha fatto più sorpassi lui di tutti gli altri messi assieme. Qualcosa vorrà dire. Comunque. Si fa notare.

    Che gusto si prova ad andare più lenti di una Force India? Quella di Hulkenberg beffa Raikkonen in qualifica. Quella di Perez fa altrettanto con Vettel in gara. Probabilmente andare più piano della Force India dà la stessa libidine che farsi superare dalla Red Bull che ormai appare già di un altro pianeta. Male. Decisamente male per quelli che erano partiti come unici antagonisti della Mercedes e puntavano a vincere il mondiale. Dopodiché, si dirà delle attenuanti. Ok. Ma chi, se non il presidente Marchionne, ha illuso i tifosi. E non fate allusioni al fatto che non vada preso sul serio. E’ il presidente, perdinci!

    Duole dirlo ma questa F1 da femminucce non piace. Non piace al pubblico che, senza l’adrenalina del pericolo, preferisce guardarsi il Giro d’Italia o la quarta serie di House of Cards, ad esempio. Non piace neppure ai piloti che imprecano via radio verso la direzione corsa chiedendo di dare il via libera alle ostilità. Ma niente: giri su giri in attesa che qualcosa accada. Poi accade. Un po’ troppo tardi probabilmente. Difficile mettere d’accordo tutti, capisco. Ma un po’ di perspicacia non guasterebbe.

    L’errore ci può stare. Ma anche no. Se non sfrutti il GP di Montecarlo bagnato per tirar fuori una domenica da leone durante una stagione in cui la macchina fatica a tenere il passo dei migliori. Allora che ci sei venuto a fare?

    Ecco un classico esempio di geni del nulla. Completamente in bambola, Ericsson centra in pieno il suo compagno di squadra Nasr dopo che il team aveva ordinato a quest’ultimo di lasciarlo passare alla curva successiva. Le immagini in Tv staccano dal box Sauber proprio mentre stava per partire un cazziatone in mondovisione con i piloti rientrati increduli. Peccato. Non sapremo mai più.

    Non capiterà tanto spesso quest’anno di andare così più forte delle Mercedes. Pasticciare come un team da ultima fila nel non trovare le gomme è alquanto imbarazzate. Almeno tanto quanto Ricciardo che nelle interviste sul podio sa che dovrebbe dire “si vince e si perde tutti assieme” come etichetta impone ma, invece, deve mordersi la lingua per non inviarli tutti a Quel paese. Quello dove si fanno ripetizioni su tattiche, strategie e prontezza di riflessi.

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