GP Monaco F1 2017: storia e albo d’oro di Montecarlo

Dal dramma di Bandini alle schermaglie Rosberg-Hamilton del 2014 e la vittoria sfuggita a Ricciardo nel 2016

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    GP Monaco F1 2017: storia e albo d’oro di Montecarlo

    La storia del Gran Premio di Monaco come gara valida per il Mondiale di Formula 1 inizia nel 1950, ma già nel 1929 si corse sulle stradine di Montecarlo. Personaggi d’altri tempi, come il direttore di corsa Antony Noghes, al quale oggi è intitolata l’ultima curva che immette sul rettilineo principale. Storia fatta di aneddoti, tragedie e imprese. Proprio ad Antony Noghes si deve l’”invenzione” della bandiera a scacchi, che divenne il simbolo universale per decretare la fine della corsa: si narra che da una partita a scacchi nacque l’idea di adottare quella bandiera bianca e nera. Clicca qui per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Montecarlo F1 2017!

    Nel 1984 la scoperta di Senna

    Montecarlo che ha anche i contorni del dramma, come nel 1967, quando Lorenzo Bandini morì nel rogo della sua Ferrari. I soccorritori lo credevano finito in acqua, sbalzato fuori dall’auto, come avvenne nel 1955 ad Alberto Ascari, ma il povero Bandini restò intrappolato nella sua Ferrari in fiamme, con il corpo che venne scoperto solo dopo 3 minuti.

    Episodi che contribuiscono ad accrescere la leggenda della gara del Principato, costruita anche da straordinari campioni. A Montecarlo non vince un pilota qualsiasi. Il record di vittorie spetta a Sua Maestà Ayrton Senna, autore di 6 perle che sarebbero potute essere 7; Graham Hill, Michael Schumacher, Alain Prost, Stirling Moss e Jackie Stewart sono gli altri grandissimi ad aver centrato per 5, 4 e 3 volte la vittoria al Gran Premio di Monaco.

    1981. Una sola la vittoria dell’Aviatore. Ma resterà nella storia per sempre. Era il 1981 e Gilles Villeneuve portò al successo sulle stradine tortuose di Montecarlo la Ferrari turbo, quando tutti ritenevano impossibile che una vettura turbo potesse vincere. Gilles riuscì nell’impresa.

    1984. A Montecarlo piove. Alain Prost con la Mclaren è il favorito. Un giovane guida una vettura poco competitiva, la Toleman. Il suo nome è Ayrton Senna. E il brasiliano vola, tanto da recuperare terreno inesorabilmente su Prost, in testa. Dopo 31 giri dal via, il direttore di corsa Jacky Ickx decide di sospendere la gara per le condizioni meteo avverse. Si scatenò una polemica rovente, con Ickx accusato di aver favorito il connazionale Prost a discapito di Senna, che insidiava la vittoria del francese. Sarà il primo episodio della storica saga Senna-Prost.

    Senna-Mansell, che duello!

    1992. La Williams-astronave di Nigel Mansell comanda il gran premio fino al 70mo giro. L’inglese è costretto a fermarsi ai box per problemi a una ruota. Al rientro si trova alle spalle di Senna. Saranno 8 giri nei quali Mansell proverà a sopravanzare il brasiliano in ogni modo, senza trovare il pertugio giusto per guadagnare la vittoria. Senna trionferà ancora a Montecarlo, sarà la penultima affermazione di Ayrton, che si ripeterà per l’ultima volta nel 1993. Il Principe di Montecarlo, dopo la prima vittoria del 1987, sarà lui: dal 1989 al 1993 nessuno riuscì a impensierire il brasiliano.

    1994. E’ il primo week end di gara dopo la tragedia di Imola e arriva l’introduzione del limite di velocità in corsia box: 80 km/h per evitare incidenti come quello di Alboreto al gran premio di San Marino. Il terrore continua ad avvolgere la Formula 1. Nelle qualifiche del sabato, Karl Wendlinger su Sauber va a sbattere nella chicane dopo il tunnel. Un impatto tremendo, che poterà il pilota tedesco in coma. Anche da questo incidente si prese spunto per la creazione delle protezioni ai lati del casco del pilota. Wendlinger uscirà dal coma nelle settimane successive quel gran premio e tornerà a correre. Sia la Williams che la Simtek corsero il gran premio del 1994 con una sola macchina, dopo la scomparsa di Senna e Ratzemberger a Imola. Vincerà Schumacher, prima affermazione del tedesco a Montecarlo.

    1996. Gara a eliminazione. Week end asciutto fin dopo il warm up, quando si abbatte un violento acquazzone su Montecarlo. Nonostante i 15 minuti extra per girare sul bagnato, all’arrivo saranno solo 4 le vetture a tagliare il traguardo. Schumacher uscirà di pista già al primo giro, nella curva tra Lows e Portiere, a causa di un errore (salì sul marciapiede e venne rimbalzato contro il guard-rail; ndr). La vittoria andò a Olivier Panis, in testa al 75mo dei 78 giri previsti. A causa del raggiungimento del limite delle 2 ore, la gara si concluse in anticipo.

    1997. La Ferrari torna a vincere a Montecarlo, 16 anni dopo Villeneuve. E’ Schumacher a riuscire nell’impresa.

    Nel 2001 l’ultimo successo Rosso

    2000. Coulthard su McLaren approfitta del ritiro di Schumacher: uno scarico rotto danneggerà la sospensione posteriore, costringendo il tedesco a fermare la F2000.

    2004. E’ l’anno di Jarno Trulli. Il pilota italiano firma pole position e vittoria con la Renault. Anche nel 2004 fu gara a eliminazione, con appena 10 monoposto al traguardo.

    2006-2007. Fernando Alonso regala il bis, prima con la Renault, poi con la McLaren. Ma il 2006 sarà ricordato come il gran premio delle polemiche. Negli ultimi istanti delle qualifiche, Schumacher – dopo aver fatto segnare il miglior tempo – provoca bandiere gialle alla Rascasse. Verrà penalizzato in griglia perché la manovra verrà giudicata volontaria, per impedire agli altri piloti in pista di migliorare il loro tempo.

    2008. Protagonista nuovamente il maltempo, che costringe alla sospensione della gara prima dei 78 giri previsti. Lewis Hamilton agguanta la vittoria davanti a Kubica e Massa.

    La storia

    2010-2011. Montecarlo è proprietà della Red Bull. Webber e Vettel si aggiudicano l’edizione rispettivamente del 2010 e del 2011. Particolarmente travagliata la gara di due stagioni fa, con ben 4 Safety Car. E proprio una Safety Car causerà la penalizzazione del rientrante Schumacher. All’ultima curva rientra la vettura di sicurezza. Schumacher passa Alonso guadagnando la sesta posizione, ma prima del traguardo: il tedesco verrà penalizzato con 20” che lo retrocederanno fuori dalla zona punti.

    L’ultima istantanea da Montecarlo è quella firmata Sebastian Vettel. Tre strategie diverse per i primi tre piloti all’arrivo. Una sosta per il tedesco, due pit per Alonso (secondo), addirittura tre per Button. Paura al sabato per Sergio Perez: ancora una Sauber che va a sbattere alla chicane dopo il tunnel, 17 anni dopo Wendlinger. Anche Petrov e Rosberg finirono fuori pista nello stesso punto, mentre Felipe Massa andò a sbattere sotto al tunnel in gara.

    2012: la pole di Schumi e la vittoria di Webber. Più che per quanto accaduto in gara, l’edizione del 2012 si ricorderà per le qualifiche, con la zampata di Schumacher, in pole position sul campo ma retrocesso di cinque posizioni per l’incidente con Bruno Senna a Barcellona. Il tedesco sarà poi centrato da Grosjean in partenza, con il francese costretto subito al ritiro, al pari di Maldonado.

    Pole per Webber, quindi, che guiderà la gara concludendo davanti a Rosberg e Alonso. Il ferrarista riesce a guadagnare la posizione su Hamilton; buon recupero per Vettel, che grazie a una strategia con gomme morbide in partenza, ritarda la sosta ai box e dal 10mo posto in griglia risale fino al quarto.

    Sarà la corsa delle polemiche, per i fori praticati dalla Red Bull sul fondo della monoposto, davanti alle ruote posteriori: il team anglo-austriaco sarà costretto a modificare l’aerodinamica.

    2013: E’ Nico Rosberg il padrone oggi del circuito di Montecarlo! Il pilota della Mercedes vince il Gran Premio di Monaco 2013 di F1. La doppietta auspicata alla vigilia manca visto che Hamilton, danneggiato dall’arrivo della safety car, perde due posizioni a favore delle Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber. Va male alla Ferrari con Felipe Massa ancora una volta protagonista di un incidente e Fernando Alonso solo settimo, superato in pista anche da Button e Sutil!

    2014. E’ l’anno del fattaccio in qualifica tra Rosberg e Hamilton. Nico ha il miglior tempo dopo il primo tentativo in Q3 e i due escono nell’ordine per il secondo run. Al Mirabeau Rosberg va lungo, costringendo i commissari a esporre le bandiere gialle e di conseguenza Hamilton ad alzare il piede dal gas. Non verrà preso alcun provvedimento per la manovra del pilota tedesco, riconoscendo come un normale errore di guida. Hamilton non la pensa allo stesso modo.

    In gara sarà doppietta Mercedes, ma più interessante è l’ottavo posto di Jules Bianchi, che assicura i primi punti alla Marussia. Verrà retrocesso in nona posizione per aver scontato una penalizzazione durante un periodo di safety car, resta comunque l’impresa. A podio va anche Ricciardo, mentre Vettel è costretto a ritirarsi per un calo di potenza al motore nelle fasi iniziali di gara. Saranno ben 8 i piloti ritirati per incidenti o guai tecnici. La Ferrari chiude quarta con Alonso e Raikkonen vede la sua gara rovinata da un tamponamento sotto SC, finirà 12mo.

    2015 – Mercedes, che errore! Una gara che si avviava al termine senza grandi scossoni, se non quello dato da Verstappen a Sainte Devote, andando a sbattere mentre si trovava in lotta con Grosjean. E’ l’incidente che porta all’ingresso della safety car e distruggere la gara di Hamilton, fino ad allora tranquillamente al comando, dopo esser partito dalla pole. Sbaglia tutto Lewis e il box lo asseconda. Decide di rientrare ai box per fare la seconda sosta, inutile, e rientra in pista terzo, dietro Rosberg e Vettel. Gara alle ortiche, incomprensibile chiamata quando tutto era sotto controllo e alla fine sul podio deve accontentarsi del terzo posto, visibilmente arrabbiato. Sorridono Rosberg e Vettel, mentre alle loro spalle Ricciardo prova di tutto per conquistare la terza piazza, restituendo all’ultimo giro la posizione a Kvyat.

    2016: i sogni infranti di Ricciardo

    2016. E’ la gara di Daniel Ricciardo, magistrale interprete della qualifica, in cui ottiene la pole. Il via domenica è su bagnato, dietro safety car, e non mancano i botti a Sainte Devote, tra cui quello di Palmer. La Red Bull tiene autorevolmente la testa della gara, ma durante il secondo pit stop per passare alle gomme da asciutto, un errore di comunicazione fa sbagliare gomme ai meccanici Red Bull, costretti a rientrare nel garage e prendere il set corretto. Ricciardo resta in attesa, secondi che gli costano la leadership, a vantaggio di Lewis Hamilton. I tentativi di attacco successivi saranno vani, la delusione cocente di una vittoria nel Principato sfuggita per un errore ai box, nel week end più nero di Max Verstappen dell’intero 2016 (tre volte contro le barriere tra sabato e domenica), è difficile da dimenticare. Sul podio chiude un eccellente Sergio Perez davanti a Vettel, Alonso, Hulkenberg. Solo settimo Nico Rosberg.