GP Montecarlo F1 2014, Domenicali: Vettel mi ha chiamato dopo le dimissioni

Stefano Domenicali svela i retroscena delle sue dimissioni, i colloqui con Vettel e i 'rimpianti' del passato in Ferrari

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    F1, Ferrari guarda al 2014: nuova galleria del vento arma in più

    AP/LaPresse

    E’ stato il primo a lanciare la bomba delle dimissioni di Stefano Domenicali. Adesso, Leo Turrini, fa due chiacchiere a tu per tu con l’ex direttore della GeS Ferrari. Emergono dettagli interessanti, alcuni in chiave futura e altri che guardano al passato, al come forse sarebbero potute andare le cose nella sua permanenza al muretto della rossa.

    Rivela che in tre lo hanno chiamato quando sono state ufficializzate le dimissioni: Alonso, Raikkonen e Vettel. I primi due, quasi scontato, perché il rapporto evidentemente imponeva il gesto. E Vettel? «Perché mi ha chiamato Sebastian? Qui la risposta te la devi cercare da solo», il commento “misterioso”. BASTA CLICCARE QUI!

    Le voci di un approdo in Ferrari del quattro volte iridato circolano già da tempo, fu Giorgio Terruzzi a lanciare nel 2012 la notizia di un accordo in ottica 2014. Guardando come stanno andando le cose oggi a Maranello, la scelta di Vettel probabilmente non sarebbe la migliore nemmeno per il futuro immediato, almeno non senza le garanzie tecniche che deve assicurarsi di avere un campione del mondo. Il pacchetto Newey-Vettel? Fantascienza.

    Fin qui la parte interessante e rivolta al domani, dell’intervista di Turrini. Un breve salto alla cronaca, quella del gran premio di Spagna, per scoprire che Domenicali non ha seguito la gara e probabilmente farà lo stesso per Montecarlo: «Ci sono andato per più di vent’anni di seguito e la prima cosa che mi viene in mente è l’ultima vittoria della Ferrari, era il 2001, fu il quinto trionfo monegasco di Schumi». Tra presente e passato, quello vincente con il tedesco a dare una direzione, Todt e Brawn a gestire e i tecnici a Maranello guidati da Byrne. Era l’arma da guerra perfetta quella Ferrari.

    Sul tedesco, un passaggio nostalgico: «Della salute di Schumi so quello che sapete tutti. Aspetto buone notizie che non arrivano, purtroppo. A volte penso che tra il 2008 e il 2013, avessi avuto lui sulla Rossa, almeno un titolo lo avrei vinto». Probabilmente sarebbe andata così, ma non è un lamentarsi dei piloti, ci tiene a precisarlo Domenicali, che aggiunge: «Alonso meritava di laurearsi campione sia nel 2010 che nel 2012, l’ho sempre detto anche a Sebastian (Vettel; ndr) e pazienza se lui non si è mai detto d’accordo».

    Contatti frequenti tra Vettel e la Ferrari in questi anni, è quel che diventa evidente oggi. A cosa porteranno è prematuro dirlo e tutto dipenderà da come sapranno progredire Red Bull e Ferrari in questo mondiale: pensare a un salto nel buio è irrealistico, se Vettel cambierà aria lo farà per continuare a vincere e in questo momento la Ferrari non è in grado di assicurargli una macchina di livello per farlo.

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    Fabiano Polimeni