GP Montecarlo F1 2014, Maldonado senza sponsor e il ritorno di Magny Cours

A Monaco si parla anche di mercato piloti e calendario 2015

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    Gran Premio di Cina 2014, giovedì pre gara a Shanghai

    AP/LaPresse

    I rubinetti starebbero per chiudersi. Quali? Quelli della PDVSA, società petrolifera venezuelana, strumento del governo per finanziarie le carriere degli sportivi del paese sudamericano, attraverso un programma lanciato dal defunto presidente Hugo Chavez. Non una bella notizia per Pastor Maldonado, che sebbene più volte abbia voluto precisare che il suo sedile in Lotus non è legato ai petrodollari assicurati, potrebbe rischiare l’appiedamento in ottica 2015. Basterebbe guardare le prestazioni messe in mostra quest’anno per convincersi a lasciarlo senza volante, ma quei soldi alla Lotus fanno comodo, e parecchio. A lanciare la notizia è niente di meno che il ministro dello Sport Alvarez, consapevole di proporre una mossa non certo popolare. BASTA CLICCARE QUI!

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    E’ stato piuttosto risoluto nelle sue dichiarazioni a Ultimas Noticias, spiegando che non ci sarà più un dollaro per le attività motoristiche, aggiungendo come siano altre le priorità per lo sport venezuelano e l’automobilismo non sia aderente a quello che è lo sviluppo del Paese. Come dargli torto? Senza un gran premio in casa, utile per recuperare parte degli investimenti, si tratta solo di foraggiare le carriere di piloti senza alcun ritorno, men che meno d’immagine, guardando i risultati di Maldonado e degli altri piloti sostenuti da PDVSA.

    Torna Magny Cours?

    Se ne parla dal 2012, quando sembrava che fosse tutto fatto per riportare già lo scorso anno il Gran premio di Francia in calendario. Il Paul Ricard o Magny Cours, queste le due alternative allora. Adesso, il responsabile del circuito nel nord del paese transalpino – vera e propria cattedrale nel deserto – rilancia e spiega a Infosport+ che le trattative con Ecclestone proseguono e Magny Cours è tra i candidati per far parte del calendario del mondiale di Formula 1 2015. Parola di Serge Saulnier. Come al solito, però, non c’è nessun contratto firmato e allora non resta che disquisire su voci, contatti e possibilità. «Ci stiamo lavorando da più di tre anni, lentamente ma con convinzione, e sento che è arrivato il momento di firmare questo accordo. Spero (e mi piacerebbe) si possa fare prima dell’estate», ha commento Saulnier.

    Tra i nodi da sciogliere, emersi nella prima fase delle trattative, c’erano questioni di tipo economico, con la richiesta di un finanziamento pubblico per l’evento e andare incontro alle richieste di Ecclestone.

    Fabiano Polimeni

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    AP/LaPresse