GP Montecarlo F1 2017, il Processo alla gara di Monaco

Ferrari, Mercedes e Vandoorne sono i temi caldi del Processo al Gran premio di Montecarlo F1 2017

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    Torna a vincere la Ferrari nel Principato, doppietta, come non accadeva dal 2001. Eppure, il Gran Premio di Montecarlo F1 2017 vede proprio la Rossa tra i protagonisti del Processo alla gara di Monaco. Raikkonen non ha digerito le scelte strategiche operate, non è stato tutelato dal team nella sua posizione. Altro caso da passare in esame, Mercedes. Va ben oltre il passo lungo la difficoltà dei campioni del mondo a Montecarlo, e si lega ancora al funzionamento delle gomme.

    Terzo protagonista dell’analisi del lunedì, Stoffel Vandoorne, andato a sbattere nel finale, un errore grave che non ci voleva, tanto più quando si trovava nella top ten. Sono i punti caldi del Processo alla gara, esaminabili da prospettive differenti. Vediamo se esistono delle attenuanti a giustificare gli scenari più interessanti della domenica a Montecarlo.

    Ferrari, Raikkonen penalizzato

    ACCUSA - A Montecarlo, se vuoi salvaguardare la posizione del tuo pilota in testa alla gara, è un attimo. La Ferrari non ha badato minimamente a Kimi Raikkonen, prima fermandolo in anticipo e mandandolo in pista nel traffico, cosa che gli ha fatto perdere molti secondi, poi consentendo a Vettel la possibilità di allungare lo stint e operare l’overcut. Doppietta finale, risultato massimo centrato, però non si è voluto premiare il week end esemplare di Kimi, relegandolo di fatto a secondo pilota. Comprensibile tutta l’amarezza e delusione del finlandese, in un week end nel quale è stato perfetto, sin dalla qualifica.

    DIFESA - L’importante è vincere, fare doppietta, e il risultato è stato ottenuto. Se Raikkonen avesse voluto mettersi al riparo da ogni possibile minaccia di overcut, avrebbe dovuto spingere di più in precedenza, creare un maggior divario tra sé e Vettel, essere più incisivo nelle fasi di doppiaggio. Kimi ha confidato nel team, immaginando una chiamata ai box in sequenza, con un solo giro di distacco, che avrebbe tutelato la propria posizione, ma così non è stato. E Vettel ci ha messo del suo, realizzando giri record che hanno indotto il muretto a tenerlo fuori e offrirgli la possibilità di giocarsi la vittoria, liberamente e senza posizioni già definite.

    Mercedes, oltre al passo c’è di più

    ACCUSA – A Barcellona sono stati fortissimi, lo sviluppo della monoposto ha pagato e le gomme sono tornate a funzionare alla perfezione. Su una pista completamente diversa, dove le gomme andavano attivate e mantenute nella finestra di funzionamento operando essenzialmente sul grip meccanico e le regolazioni d’assetto, senza poter contare sul fattore aerodinamico, la Mercedes è tornata in gran sofferenza. Il passo lungo ha inciso in qualche modo nella diversa distribuzione dei carichi e nella capacità di scaldare in fretta gomme anteriori e posteriori. Viste le criticità del progetto, Singapore si annuncia difficilissima. Motivo per cui, con questa Ferrari, se vorranno vincere il mondiale in Mercedes dovranno monopolizzare le gare su piste classiche. La carenza di grip meccanico è evidente.

    DIFESA – Monaco è una pista particolare, unica. Andar male, a patto di essere velocissimi altrove, può anche starci. Il passo lungo ha penalizzato chiaramente Hamilton e Bottas, tuttavia, proprio Valtteri ha dimostrato come in qualifica fosse possibile, azzeccando tutto alla perfezione, essere in scia alle Ferrari. Una battuta d’arresto non deve far dimenticare la prestazione della Spagna, con un Hamilton fortissimo e in grado di sfidare Vettel.

    Vandoorne, che errore!

    ACCUSA - Il belga sta deludendo. Il confronto con Button in qualifica non l’ha visto fare la differenza che ci si aspettava, da un pilota che la McLaren 2017 l’ha guidata molto più a lungo del rientrante Jenson. In gara risale fino alla zona punti, ma alla ripartenza dopo la safety car sbaglia traiettoria verso Sainte Devote, lascia la porta aperta a Perez, che si tuffa all’interno, rapace, e, cosa ancor più grave va a sbattere a causa dell’assenza di grip con gomme fredde. Bocciato su tutta la linea. Montecarlo doveva servire a mettersi in luce, senza l’ingombrante presenza di Alonso a fare la differenza: occasione mancata

    DIFESA - In qualifica non dimentichiamo come abbia portato la monoposto in Q3, sebbene macchiando il sabato con l’errore in Q2. La gara di Stoffel è regolare, senza errori, risale fino alla zona punti e un’ingenuità gli costa la gara. Non è stato l’unico a soffrire con le gomme alla ripartenza dopo la safety car, anche Ericsson e Ricciardo sono andati a toccare le barriere. Ovviamente Vandoorne soffre più di Alonso una monoposto difficile e poco prestazionale, il talento però c’è e non si può mettere in discussione dopo 6 gare.