GP Monza 2012, Lotus in Italia senza super-Drs: cos’è e come funziona

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    Kimi Raikkonen

    AP/LaPresse

    Doveva essere l’arma in più, l’elemento chiave per far compiere alla Lotus il salto decisivo verso la vittoria. E invece il super-Drs (o doppio Drs, anche se non del tutto corretta come denominazione visto il funzionamento diverso rispetto al sistema Mercedes) rischia di essere un flop.

    A Spa non è stato provato nelle libere a causa della pioggia che ha rallentato il lavoro al venerdì. Niente impiego in gara e stessa sorte a Monza. Per un motivo diverso, però. Il circuito brianzolo è tracciato ultraveloce, dove le ali impiegate offrono una resistenza (quindi un carico) minima e i benefici del super-Drs non sono così effettivi come su altre piste. Questa scelta conferma alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sul funzionamento del dispositivo.

    Facciamo un breve excursus sul Drs e le sue evoluzioni. A inizio anno la Mercedes stupì tutti con un sistema, il doppio-Drs, che all’attivazione dell’ala mobile svelava dei condotti sulle paratie dell’ala posteriore in grado di incanalare l’aria in dei condotti che la “scaricavano” dietro l’ala anteriore. La logica del sistema sta nell’estremizzare i benefici del Drs, facendo stallare anche l’ala anteriore, con l’effetto di bilanciare aerodinamicamente sia il retrotreno che l’avantreno. Le polemiche non si fecero attendere, perché molti team ritennero che si trattasse di un dispositivo aerodinamico attivato dal pilota – e in quanto tale vietato dal regolamento -, visto che entrava in funziona all’attivazione del Drs. In realtà, si trattava di una conseguenza indiretta, ragione per cui la Federazione ha ritenuto legale il sistema.

    La Lotus, durante le prove libere del Gran Premio di Germania, si è presentata con due curiose “orecchie” ai lati della presa dinamica del motore. In aggiunta anche un condotto di sfogo in corrispondenza del piano inferiore dell’ala posteriore e un collegamento a “L” tra profilo principale dell’ala posteriore e il condotto stesso, che viene nascosto dal cofano motore.

    A differenza del sistema Mercedes, il super-Drs Lotus non funzionerebbe solo all’attivazione dell’ala mobile. Infatti, grazie alla presenza di valvole sensibili alla pressione dell’aria incanalata dalle “orecchie”, il condotto principale dirige l’aria verso il piano inferiore dell’ala in maniera continua. Solo alle alte velocità, invece, entrerebbe in funzione il secondo condotto, quello che scarica l’aria sul profilo principale dell’ala. Il principio ripreso dal team inglese sarebbe più vicino a quello del F-Duct della McLaren nel 2010 – poi vietato dal regolamento – che non a quello della Mercedes. La complessità dei condotti che scaricano l’aria sulla zona inferiore dell’alettone o sul piano principale è l’elemento più affascinante del sistema, come anche la ripartizione automatica, in funzione della pressione dell’aria.

    F1 Germania 2012   Il venerdi  pre gara

    AP/LaPresse

    Inoltre, non va tralasciato un particolare, che porterebbe a escludere in maniera netta il funzionamento collegato all’attivazione del Drs. La Fia ha bandito dal prossimo anno ogni sistema che venga attivato conseguentemente all’impiego dell’ala mobile. Lo sviluppo del super-Drs da parte della Lotus è arrivato in un momento della stagione in cui non avrebbe avuto senso investire tempo e risorse per un dispositivo acerbo, da affinare, se non con l’intento di riproporlo il prossimo anno. Tutti indizi che portano a ritenere valido il funzionamento indipendentemente dall’azionamento del Drs, ma in grado di esaltarne gli effetti.

    Non arriverà a Monza, ma l’impressione è che gli altri team dovranno studiare a fondo l’idea della Lotus anche per il mondiale 2013.