GP Monza F1 2012. Alonso: “In Ferrari anche nel 2017 se avrò motivazioni”

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    Fernando Alonso GP Monza

    AP/LaPresse

    La luna di miele tra Fernando Alonso e la Ferrari sembra ai massimi da quando il matrimonio si è celebrato tre anni fa. Certo, andrebbe coronata con un titolo mondiale, per capitalizzare quanto di buono ha fatto lo spagnolo nel guidare l’intero team. Dopo una stagione come quella 2011, non era facile prendere per mano la squadra e ripartire con ambizioni iridate. Lo spagnolo l’ha fatto e i risultati della F2012, dopo l’avvio pessimo – ma fortunato, visti i pochi punti persi per strada nelle prime gare -, sono sotto gli occhi di tutti.

    Ha rinnovato il contratto fino a tutto il 2016 Alonso, chiaramente con un solo obiettivo: il titolo mondiale. Adesso, alla vigilia del Gran Premio d’Italia a Monza, si sbilancia su quel che sarà il suo futuro dopo la scadenza contrattuale. E i tifosi Ferrari hanno di che sorridere.

    «E’ troppo presto per pensare al 2017, non posso sapere quali saranno le mie sensazioni o se sarò ugualmente motivato. Se sarò affamato e vorrò gareggiare, cosa che amo, se lo farò sarà con la Ferrari, questo è sicuro», ha dichiarato Alonso, da quanto riporta l’agenzia EFE.

    Non sarà un problema anagrafico a fermare Alonso, perché in fondo avrà “appena” 36 anni nel 2017. Piuttosto, sta alla Ferrari tenere alte le motivazioni e la fame di Alonso. Ci sono i record da battere, quelli di Schumacher, ma per farlo serve che si inizino a vincere i titoli mondiali, quindi, una monoposto al vertice, sin dall’inizio del mondiale.

    «Se sentirò che sarà tempo di fermarmi e condurre una vita diversa, sarà una decisione che potrò prendere solo allora», ha concluso.

    Ancora nomi per il dopo-Massa (se ci sarà)

    Per un Alonso che giura amore eterno alla Rossa, c’è un Massa che dovrà ripetere almeno i risultati di Spa fino al termine della stagione, per sperare in una riconferma. Altrimenti sarà addio, sempre che non sia stato già deciso. In questo caso c’è praticamente l’intera griglia di partenza attuale – esclusi forse Karthikeyan e De la Rosa – che è stata pronosticata per subentrare al brasiliano, e anche nomi attualmente fuori dal Circus.

    Dopo la brillante prestazione al Gran Premio del Belgio, si aggiunge anche Nico Hulkenberg alla lista di candidati. In ordine sparso abbiamo sentito: Perez, Webber, Kobayashi, Di Resta, Raikkonen e perfino un azzardato Button. Il tedesco della Force India è il candidato della Bild. Il quotidiano tedesco si spinge a scrivere che Hulkenberg avrebbe già firmato un accordo con Maranello, mentre il diretto interessato dichiara al giornale: «Non posso negare né confermare la cosa con la Ferrari». Alquanto enigmatico.

    L’altro nome messo in campo dalla Bild è quello del connazionale che ha ceduto il posto quest’anno a Hulkenberg: Adrian Sutil. Le voci sull’ex Force India erano circolate già in occasione del Gran Premio di Spagna a Barcellona, per poi spegnersi. Per sostenere la sua candidatura, Sutil ha dichiarato: «La Ferrari cerca un secondo pilota affidabile che porti punti con regolarità. Credo di essere un pilota fidato per fare ciò».

    A Monza arrivano i cinesi

    E arrivò la prima volta di un cinese in Formula 1. Nelle prove libere del Gran Premio d’Italia, al venerdì, Qing Hua farà il suo esordio sulla Hrt, sostituendo l’indiano Narain Karthikeyan. Qing Hua si è già seduto dentro l’abitacolo della poco competitiva Hrt, ma mai in un evento ufficiale. Sarà l’occasione per misurarsi con il cronometro e il compagno di squadra, oltre che una bella pubblicità gratuita per il team spagnolo.

    Vien da pensare alle parole di Jean Todt, il presidente della Fia che pochi mesi fa sollevò il problema dei piloti paganti in Formula 1 e del parco partenti che non corrisponde all’eccellenza motoristica, cosa che invece la massima formula rappresenta. Al di là delle dichiarazioni-fotocopia, come «è un passo molto importante nel mio sogno di diventare un pilota di F1», oppure, «il mio obiettivo è di proseguire nel programma di fare esperienza e chilometri», c’è da interrogarsi sulle “alternative” della Hrt: meglio un Karthikeyan che in diverse esperienze non ha mai dimostrato nulla, o un cinese debuttante al quale dare una macchina per fare qualche giro in cambio di una munifica sponsorizzazione?