GP Monza F1 2013: Ferrari, alzare bandiera bianca o proseguire lo sviluppo? [FOTO]

Dopo il Gran Premio d'Italia 2013 a Monza, la Ferrari deve continuare l'inseguimento a Vettel o meglio guardare al 2014?

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    F1 Gran Premio di Monza 2013, la gara

    In Ungheria le speranze erano tutte rivolte verso i circuiti veloci, quelli sui quali la Ferrari - si sperava – avrebbe potuto lottare alla pari con la Mercedes. Quasi scontata era, invece, l’inferiorità della Rb9 del mago Newey, lui che volentieri aveva sacrificato sull’altare del carico aerodinamico la vittoria in un gran premio, quella Montecarlo al contrario che è Monza. Eccoci qua, dopo Spa e Monza, a raccontare un film tutto diverso, fatto di un vantaggio in classifica piloti ormai impensabile da recuperare senza eventi esterni (incidenti, rotture) che frenino la corsa di Vettel.

    Non c’entrano le gomme modificate dopo Silverstone. Monza era appuntamento soft sulle coperture e su questo versante la F138 ha solo confermato la maggiore difficoltà prestazionale appena fuori dai box con le gomme dure. Ma c’era la velocità massima a lasciar sperare in un recupero sulla Red Bull.

    Invece, gli aggiornamenti aerodinamici introdotti in Belgio, dove già colpiva il basso carico alare della Rb9, hanno perfezionato l’unica area nella quale stentavano le lattine. I 334 orari e passa di Vettel e Webber sono stati più che sufficienti, riducendo a una manciata di chilometri orari il gap con i missili più veloci in pista: altra storia rispetto ai 12 km/h del 2012.

    Adesso? Adesso tra due settimane si vola a Singapore, poi c’è la Corea, Suzuka, India, Abu Dhabi, Austin, il Brasile: niente che possa intimorire il team di Milton Keynes. Quindi? Ecco, forse è il caso di concentrare sforzi tecnici e mentali sul 2014, facendo lavorare Allison al meglio e senza rincorrere un 2013 oggi irraggiungibile nei sogni di gloria iridati.

    Alonso l’aveva anticipato giovedì scorso: a Monza e Singapore dobbiamo precedere Vettel e recuperare punti, altrimenti concentrazione sul prossimo anno. E’, in fondo, quel che farà la Red Bull, forte del vantaggio incamerato finora non ha senso proseguire nell’evoluzione di un progetto perfetto, esente quest’anno anche delle gravi pecche d’affidabilità palesate la scorsa stagione.

    E’ singolare dover parlare di bandiere da ammainare adesso, specialmente quando le premesse dei test invernali e della primissima parte di stagione erano ampiamente favorevoli alla rossa, migliorata rispetto alla F2012 ma poi incapace di cambiar marcia e recuperare terreno alla voce trazione e carico aerodinamico.

    Attenzione alta, pronti ad approfittare delle difficoltà del nemico, ma razionalmente non ha senso dissanguarsi alla rincorsa di un titolo che sembra aver preso una direzione ben chiara con ampio anticipo. Le opportunità offerte dal cambio regolamentare sono tante e tali da lasciar spazio a un completo stravolgimento delle forze in campo: anteriore più basso, ala anteriore più piccola, aerodinamica del retrotreno da reinventare, cambi fino a 8 marce… Il vantaggio competitivo di uno sviluppo anticipato tornerà più utile di tanto lavoro in galleria su dettagli incapaci di cucire il gap con la Red Bull.

    Un’altra annata – l’ennesima – da cestinare? Purtroppo sembra di sì.

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    Foto: derapate.it