GP Monza F1 2013: focus su tattiche e previsioni meteo

Anche nel Gran Premio d’Italia 2013 di Formula 1 a Monza non c’è eccezione

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    GP Monza F1 2013: focus su tattiche e previsioni meteo

    Anche nel Gran Premio d’Italia 2013 di Formula 1 a Monza non c’è eccezione. Le tattiche la faranno da protagonista. Pur non essendoci più da qualche anno i rifornimenti in pista, la corretta scelta e gestione degli pneumatici può fare la differenza. Come spiegare, altrimenti, il secondo posto ottenuto un anno fa da Sergio Perez con una Sauber che partiva dalla dodicesima posizione? Il messicano fu autore di una grande rimonta montando le più prestazionali gomme medie nella fase finale della gara mentre i big avevano scelto la tattica contraria. Anche quest’anno lo scenario sarà simile. La Pirelli ha confermato gli pneumatici Hard e Medium. Visto che i primi dieci partiranno con le stesse mescole usate in qualifica e che si prevede un solo pit stop, la seconda parte della corsa li vedrà difendersi con gomma dura da eventuali rimonte dei colleghi equipaggiati con mescole medie. A meno che qualcuno tra i primi dieci non provi a fare il giro secco con le Hard… Pensateci. Escludete, però, l’idea di vincere facendo due pit stop soprattutto adesso che la velocità massima in pit lane è scesa, per questioni di sicurezza, da 100 a 80 km/h. Ricordate, inoltre, che i sorpassi saranno merce a buon mercato visto che la FIA ha riconfermato le due zone DRS. Chi è più veloce passa avanti. Senza troppe storie.

    L’autodromo di Monza in numeri

    La lunghezza del circuito di Monza è di 5,793 km. I Giri sono 53 per una distanza totale in gara di 306,72 km. Le curve sono 11 (4 a destra e 7 a sinistra). Le frenate sono 6. La velocità media è di circa 247 km/h. La massima supera i 340 km/h. Il 74% del giro è con l’acceleratore premuto fino in fondo. Per il 15% del tempo di percorrenza il gas è parzializzato mentre per l’11% il pilota mette il piede sul freno. Il tempo stimato, complessivamente, per il pit stop è di 23” (compresa entrata e uscita dalla pit lane limitata ad 80 km/h). Curiosamente, nonostante il gas sia aperto a tutta per la stragrande maggioranza del giro, Monza è la pista in assoluto dove si consuma meno carburante. Per fare un giro di pista ne “bastano” 2,5 kg che danno, una volta consumati, un alleggerimento tale da far stimare un miglioramento nel tempo sul giro di circa 8-9 centesimi. In totale, per la gara, quindi, si imbarcano solo 135 kg. Questa particolarità è dovuta al fatto che il motore sta per molto tempo ad un regime stabile di giri. Per dirla in modo un po’ brutale, come abbiamo modo di verificare nella vita di tutti i giorni, i consumi sono più alti girando lenti in città rispetto a quando andiamo in autostrada a velocità costante.

    Previsioni meteo per il GP di Monza

    Le tattiche potrebbero essere condizionate da meteo instabile. Non guardate il caldo di oggi. Si protrarrà, con massime che sfioreranno i 30°C, fino a sabato. Domenica, però, la storia si fa diversa. Al momento gli esperti si dividono. C’è chi disegna un’intera giornata sotto la pioggia (più o meno pesante) e chi la concentra solo nel tardo pomeriggio. In ogni caso, per essere sempre aggiornati sulle previsioni meteo dell’autodromo di Monza, vi invitiamo a seguire i nostri live durante il fine settimana e tutti gli altri articoli dove non esiteremo a riparlare dell’argomento.

    GP d’Italia: tattiche e pit stop

    La Pirelli, per non sbagliarsi, ha portato le mescole più dure della sua gamma di pneumatici, vale a dire le Hard e le Medium. Questa scelta è giustificata da alcuni fattori quali le tante curve ad alta velocità ed il basso carico delle monoposto che porta a maggior scivolamento della gomma sull’asfalto soprattutto in uscita dalle curve lente. Il pericolo da evitare è il surriscaldamento ed il blistering. Se i team faranno bene il loro lavoro con gli assetti scongiurando situazioni critiche, la strategia migliore è solo una: 1 pit stop! Farne 2 dà più velocità in pista ma non tale da consentire di riassorbire i 23” in più persi per la sosta. Le simulazioni dicono che se ne possono recuperare non più di 13”/14” circa. La sfida della qualifica potrà, però, mettere alcuni piloti di fronte al dilemma se sacrificare il giro secco per partire con le Hard o puntare alla pole position, come è normale che sia, girando con le Medium e sapendo di avere qualche grana in più nella seconda parte di gara (Perez 2012 docet). Come anticipato, a scombinare le carte in tavola nell’edizione 2013 del Gran Premio d’Italia potrà essere la pioggia. Ma non solo: nel 43% dei casi è entrata almeno una safety car in pista. Quasi una volta su due. La macchina di sicurezza annulla i distacchi e rende, a quel punto, l’idea della 2a sosta decisamente vantaggiosa.