GP Monza F1 2013: il Processo al Gran Premio!

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    GP Monza F1 2013: il Processo al Gran Premio!

    Amici di derapate.it benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premio d’Italia 2013 di Formula 1. Stavolta è stato l’autodromo di Monza il teatro dell’evento motoristico più atteso del fine settimana. Nonostante le aspettative altissime, la Ferrari non è riuscita a centrare il bersaglio grosso dando alla Red Bull ulteriore vantaggio in classifica generale. Grazie alle debacle di Mercedes e Lotus, però, Alonso resta di fatto l’unico vero contendente – ammesso che ce ne sia ancora uno – di Sebastian Vettel. I tre fatti di cui parleremo oggi sono: è stata giusta la tattica della Ferrari con Alonso? Hamilton è veramente un idiota? E’ colpa di Raikkonen o della Lotus se nelle ultime due gare sono arrivati zero punti?

    CASO 1. Tattica Ferrari: geniale o scema?

    ACCUSA. Parlano i numeri del GP di Monza 2013: Alonso e Vettel effettuano il pit stop con lo spagnolo a 5” dal tedesco. Al termine delle operazioni, concluse con alcuni giri di ritardo da parte della Ferrari, il distacco è sopra i 10”. Cos’altro serve per dire che al box italiano hanno sbagliato tattica? Ah sì, l’asturiano si trova per buona parte della gara tallonato da Webber che prima, invece, lo seguiva a distanza di sicurezza. Nonostante ciò, riesce a rimontare ben 5” nel finale a Vettel (più lento poiché preoccupato per la tenuta del cambio) dimezzando il distacco che aveva accumulato dopo il pit stop. Se avessero deciso di marcare a uomo Vettel pittando nello stesso momento, non avrebbero messo al sicuro il secondo posto e dato qualche speranza in più al popolo ferrarista?

    DIFESA. No! La tesi esposta qui sopra fa acqua da tutte le parti. Innanzitutto va detto che il distacco finale tra Vettel e Alonso è frutto solo del fatto che il pilota della Red Bull ha alzato il ritmo nel finale per precauzione. Si noti bene: dire “precauzione” non significa dire “necessità”. Quindi, se Alonso avesse pittato con Vettel, la gara sarebbe sicuramente finita con lo spagnolo al secondo posto. In Ferrari, non avendo nulla da perdere, c’hanno provato a fare qualcosa di diverso! Poteva succedere che le gomme sulla Rossa, con meno giri sulle spalle, dessero un aiuto decisivo nel finale di gara. Ricordate cosa è successo nel 2012 con Perez? Alla fine stavolta non è accaduto nulla di eclatante ma, così facendo, sono stati azzerati eventuali rimpianti.

    CASO 2. Hamilton: vittima o carnefice?

    ACCUSA. C’è poco da dire. Anche Lewis Hamilton sparisce dalla lotta al titolo e lo fa, per sua stessa ammissione, “da idiota”. Sbagliando clamorosamente le qualifiche compromette irrimediabilmente la gara. Per lui arriva pure una foratura e la radio rotta ad impedirgli una eventuale rimonta. Da un pilota chiamato a portare in cielo un marchio glorioso come Mercedes dobbiamo pretendere ben altra attitudine. A certi livelli non si possono fare regali di “distrazione” agli avversari. Altrimenti può sorgere persino il dubbio legittimo che Lewis non sia della stessa pasta di Nando e Seb…

    DIFESA. Se c’è qualcuno da bocciare non è il pilota ma la squadra. Basti vedere cosa è accaduto anche con Rosberg. In qualifica Hamilton fatica per un guasto al fondo della vettura che ne condiziona le prestazioni. Dalla Mercedes dicono “ci spiace di essercene accorti troppo tardi”. Servono altri commenti? In gara Lewis deve vedersela con una foratura e poi spiega:”Guidare senza la radio dal box è come essere ciechi. Non sai chi hai davanti, quando devi spingere e quando no…”. In uno scenario del genere, ci vuole fegato per criticare il pilota.

    CASO 3. Lotus o Raikkonen: chi è il problema?

    ACCUSA. Raikkonen perde 50 punti da Vettel in due gare, vale a dire il massimo possibile. Ora si trova a poco meno di 100 lunghezze di distanza. Il discorso titolo mondiale è un capitolo chiuso anche per lui. Nell’attesa che decida il suo futuro, prendiamo atto che, nonostante secondo molti sia un top driver di livello assoluto, anche lui ama ogni tanto prendersi delle pause! Proprio per questa ragione nel 2009 fu ritenuto un pilota non da Ferrari. Non dimenticalo mai. A Monza tampona in partenza una McLaren e solo per un miracolo non innesca un patatrac ben più importante e pericoloso. Se una manovra del genere l’avesse fatta Grosjean?

    DIFESA. Non si può sostenere in nessun modo che l’uscita di Raikkonen dalla lotta per il titolo sia un suo demerito. Due settimane fa a Spa è arrivato un ritiro per problemi tecnici. L’incidente in partenza a Monza fa parte dei rischi del mestiere. Dal replay si vede bene che c’è un taglio da parte di Button verso sinistra che obbliga Kimi ad uno scarto proprio nel momento in cui dovrebbe iniziare la frenata. In quella circostanza, arrivare lungo alla prima variante è inevitabile. Inoltre, i risultati di Grosjean confermano che, più del biondo di Espoo, è la Lotus - divisa tra passo lungo e passo corto così come da sviluppo del 2013 e del 2014 nonché distratta da note questioni finanziarie – ad aver perso la rotta.