GP Monza F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Diamo i voti ai protagonisti del Gran Premio d'Italia 2013

da , il

    GP Monza f1 2013 pagelle Italia

    Dodici mesi fa correva via dalla sua Red Bull, parcheggiata con l’alternatore arrosto. Oggi, Sebastian Vettel corre spedito verso il quarto titolo mondiale senza che si intraveda all’orizzonte nessuna concreta minaccia da temere. Il Gran Premio d’Italia 2013 a Monza ha sancito una supremazia tecnica al momento inarrivabile: quella RB9 con il tallone d’achille delle velocità massime si è perfezionata in tempo, prima di cedere la scena all’era turbo.

    Monza regala un 10 e lode meritato a Vettel, tiene in alto Alonso, Hulkenberg, Webber e Massa. Ci sono anche le delusioni inattese, Mercedes su tutti, mentre il caso Lotus diventa roba da analisi attenta e approfondita.

    Vettel, 10 e lode

    F1 Gran Premio di Monza 2013, la gara

    Dal venerdì pomeriggio alla domenica, il tedesco ha passeggiato. L’unico momento caldo l’ha vissuto alla partenza, non perfetta e con una frenata a ruote bloccate per assicurarsi di girare primo dopo la prima variante. Dettagli, che non intaccano un week end perfetto, assistito dalla “nuova” Red Bull facilmente a proprio agio sui rettilinei monzesi.

    Può guardare a Singapore, Suzuka, Abu Dhabi, con la fiducia di chi ha in tasca tre quarti di titolo mondiale. Sogni d’oro.

    Alonso, 8

    F1 Gran Premio di Monza 2013, la gara

    Pesano più le esternazioni via radio contro il muretto o il sorpasso su Mark Webber. In un quadro generale, le due cose quasi si azzerano, perché guidi una Ferrari e nel momento in cui sai del team radio in diretta, la diplomazia verso i tuoi è d’obbligo: poi fai a botte sul motorhome, se serve.

    In gara delizia con l’attacco alla Roggia, poi resiste al ritorno di Webber ma è costretto a guardare la luce lampeggiante di Vettel sempre a distanza di sicurezza. Di più, quest’anno, non si può fare. Altra annata persa. Bene così (o forse no)?

    Webber, 7

    F1 Gran Premio di Monza 2013, il sabato  prima della gara

    Riesce a fare una qualifica ai livelli di Vettel, non è poco. In partenza ha uno spunto migliore ma non affonda il colpo e deve lottare con Alonso. Leale, lascia spazio dentro la variante della Roggia e perde la posizione oltre all’ala anteriore danneggiata. Con l’aiuto del box si riprende la posizione su Felipe Massa e cerca la rimonta sullo spagnolo, senza mai impensierirlo. Podio meritato.

    Massa, 7

    Veloce in qualifica, dove si presta al gioco folle delle scie, prima di andare dritto e stampare il suo tempo. Una rondine non fa primavera, però, e il futuro in rosso sembra ormai volato via.

    In gara cede la posizione ad Alonso e perde il podio per un cambio gomme “lento”. Avrebbe meritato di star accanto ad Alonso, perché la sua ultima Monza in rosso non è affatto dispiaciuta sul piano delle prestazioni. Arrivederci.

    Hulkenberg, 8

    Con il paracarro di Sauber che si è ritrovato per tutta la stagione, prende un 10 per il terzo posto in qualifica. La partenza è da pensionato al semaforo, o un Webber qualsiasi. Comprensibile non si sia voluto prendere rischi compromettendo tutto dopo poche centinaia di metri. L’intera gara è sui ritmi dei migliori, 2 decimi più lento e con l’aerodinamica 2012: non male.

    Può orgogliosamente guardare alle sue spalle e trovare due Mercedes, due Lotus, due McLaren e la Toro Rosso.

    Rosberg e Hamilton, 6

    Quanto ha inciso il terzo turno di libere fermo ai box nelle prestazioni generali? A guardare Hamilton, poco. Mercedes (voto 4 e mezzo) ampiamente sottotono a Monza, perché dalle frecce d’argento ci si aspettava ben altro. Legittimo pensare che abbiano abbandonato il progetto 2013 per focalizzare l’attenzione sul prossimo anno, intanto, la Ferrari è balzata avanti nel mondiale costruttori.

    Nico impalpabile, fa 53 giri senza mai regalare un acuto degno d’esser raccontato. Opaco. Hamilton può recriminare sulla foratura che ne ha anticipato la sosta ai box e, guardando l’evoluzione della gara, avrebbe potuto concludere alle spalle del suo compagno di squadra.

    Ricciardo, 6 e 1/2

    Qualifica consistente, ormai si abbona alla top ten respirando l’aria nobile delle prime file. Porta a casa un onesto settimo posto mentre il compagno di squadra parcheggia con il V8 fuori uso. Il voto è più per la qualifica che per quanto mette in mostra in gara.

    Grosjean, 6 e 1/2

    Discorso diametralmente opposto per Romain Grosjean, autore di una qualifica pessima. Paga, come Raikkonen, la confusione tecnica della Lotus (voto 4), indecisa tra passo lungo e passo corto (per il francese, comunque, non è stata mai un’opzione). Sa rimontare bene entrando a punti, lasciando dietro le McLaren. Ben altra consistenza l’attendiamo dalla E21 a Singapore.

    Raikkonen, 6

    Entra nel vortice confusionario del team dispuntando le qualifiche con una monoposto tutta diversa rispetto alle libere. In partenza scatta alla grande, poi mette l’anteriore sinistra sull’erba, torna a cercare il punto di frenata e va lungo, tamponando Perez. Gara buttata, rientra ai box, cambia l’ala e rimonta fino alla quinta posizione. E’ bella lotta con Hamilton, ma resta fuori dai punti. Se la strategia fosse stata su due soste per tutti, avrebbe rimediato all’incidente iniziale e l’avremmo trovato più in alto in classifica.

    Anche per lui, Singapore dev’essere un nuovo punto di partenza: può puntare al podio.