GP Monza F1 2014, Alonso paciere tra Rosberg e Hamilton

Rosberg e Hamilton separati da Alonso, la prima fila del Gran premio d'Italia a Monza, al giovedì, è questa

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    Obbligati a esserci, ma nessuno dei due veramente contento di trovarsi sotto i riflettori. Il Gran premio d’Italia a Monza inizia con il primo round del match tra pesi massimi, Hamilton e Rosberg in conferenza stampa, divisi da un giudice come Fernando Alonso.

    Non ci aspettavamo scintille, figurarsi, c’è stato piuttosto il palese disagio di entrambi a tornare su un episodio che resterà come “macchia” sul mondiale Mercedes, chiunque lo vinca. Oltre alla retrospettiva su Spa, le colpe, le reazioni e il futuro, il giovedì a Monza ha rilanciato le speranze Ferrari in vista di domenica, a dire il vero non troppo elevate: «E’ una delle gare più importanti dell’anno per noi, vorremmo regalare dei buoni risultati domenica. Salire sul podio negli ultimi quattro anni è stato grandioso, spero di poter ripetermi anche se sarà una delle gare più difficili per noi. Siamo arrivati quasi sul podio con Kimi a Spa, speriamo di avere un’opportunità», si augura Alonso. Per seguire il live in diretta web delle qualifiche, basta cliccare qui!

    Gli chiedono di fare da paciere tra i Mercedes, lui che nel 2007 si scontrò duramente con Lewis, come e forse più della rivalità tra l’inglese e Rosberg. «No, non sono un ambasciatore di pace tra loro. Nel 2007 le cose non andarono come volevamo, non fu un problema con Lewis, avevamo un rapporto professionale ed eravamo entrambi competitivi. Io non ero contento della gestione del team, potei andare altrove l’anno dopo e lo feci, ma non c’erano problemi con Lewis. Anche loro volteranno pagina, hanno un obiettivo chiaro e sono in posizione privilegiata per combattere, dall’esterno proveremo a goderci la battaglia: hanno un bel problema, combattere per il campionato».

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    Si giocheranno senz’altro il titolo, intanto, prima, hanno un “problema” da tenere d’occhio sui rettilinei monzesi e si chiama Williams. Bottas può vincere? In condizioni normali è difficile che la FW36 stia davanti alla W05, ma se interverranno variabili imprevedibili – leggi nuovo incidente tra Nico e Lewis – allora il team di Grove ha le caratteristiche tecniche per essere la migliore degli altri. «Il podio dovrebbe essere il nostro obiettivo e non vediamo motivi perché non sia possibile. E’ un circuito favorevole, abbiamo un pacchetto speciale e la velocità giusta sul rettilineo. Dal punto di vista del ritmo puro sarà difficile, le Mercedes sono le più veloci ovunque. La Red Bull ci ha sorpreso a Spa e noi dobbiamo continuare a lavorare in tutte le aree», spiega Bottas.

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    Le domande si incrociano, perché ha chiesto scusa alla vigilia di questo gran premio Rosberg e perché Hamilton abbia disubbidito in Ungheria. Si cerca di creare la scintilla, ma non c’è materiale. «Voglio voltare pagina, sono contento di essere qui e spero di fare un bel week end. Abbiamo già detto tutto nel comunicato stampa, la fiducia è qualcosa di molto grande e non la spenderei per le gare; io e Nico corriamo insieme da molto tempo», dice un Hamilton che si diletta a fare selfie sulle domande dei giornalisti.

    “Accusa” la domanda, poi, quando si torna all’Ungheria: «In Ungheria non ho detto no all’ordine, ho detto che se si fosse avvicinato avrei dato strada, poi ho parlato con Toto e Paddy e mi hanno detto che era la cosa giusta. Nico non si è avvicinato abbastanza». L’ultimo assalto è sul rapporto con i compagni di team in carriera: Rosberg leale? Gli altri più corretti? Non ci sta nemmeno qui Lewis a creare la polemica e dice: «Quando combatti col tuo compagno è importante mantenere il rispetto fuori dalla pista, tutti sono stati avversari difficili ma la maggior parte delle volte non abbiamo avuto problemi, è quel che spero accada da qui in avanti anche con Nico».

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    A Rosberg, invece, viene legittimo chiedere il perché dell’assunzione di responsabilità dopo due settimane e le giustificazioni del dopogara. «[E' stato il passare] del tempo, una settimana per pensarci, discutere col team e alla fine ho deciso che dovevo prendermi la responsabilità di quel che è successo. Senza dubbio credo che la nostra rivalità entrerà nella storia, a Spa non sono stato fiero di come sono andate le cose e voglio contribuire a dare il meglio per il mio sport, perché diventi il più avvincente al mondo. Nessuno può costringermi a chiedere scusa, è stata una mia decisione e ho pensato che fosse giusto: il tempo e ascoltare l’opinione degli altri ha aiutato».

    Una pace forzata, imposta, tra due che nel giovedì di Monza non hanno incrociato lo sguardo nemmeno per sbaglio, separati da una Ferrari, da un Alonso, che domenica alla prima curva probabilmente non ci sarà. Allora, vedremo quanto valgono le parole odierne.

    Fabiano Polimeni