GP Monza F1 2014, Alonso: zero chance di vittoria; critiche da Marchionne

GP Monza F1 2014, Alonso: zero chance di vittoria; critiche da Marchionne

Ferrari che capitola a Monza: Alonso ritirato e Raikkonen solo nono nel Gran premio d'Italia

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    GP Italia F1 2014, sabato pre gara

    Si è confermata gara tra le più difficili dell’anno, il Gran premio d’Italia a Monza per la Ferrari. Raikkonen solo nono, Alonso addirittura ritirato, tradito dall’Ers della power unit. Anche senza l’abbandono, la rossa navigava nelle zone poco nobili della top ten, beffata dopo il pit-stop dalla Force India di Perez. Guardare avanti, sperare in Singapore, senza montarsi la testa con utopistiche chance di vittoria quest’anno. Lo dice chiaramente Fernando quando gli chiedono se si può pensare a una Ferrari sul gradino più alto del podio da qui al termine del campionato; sorride e dice: «No, non c’è speranza che si possa vincere una gara quest’anno». L’affidabilità, unico fiore all’occhiello della F14 T, sfuma proprio in casa: «Abbiamo fatto una bella sequenza di gare sempre senza problemi, l’affidabilità è stato il nostro punto di forza, purtroppo è capitato qui davanti al nostro pubblico. E’ una sensazione amara non vedere la bandiera a scacchi, soprattutto con questo tifo», aggiunge Fernando.

    Le cause che hanno portato al ritiro sono da ricercare nella componente elettrica della power unit: «E’ stato più l’Ers, il motore elettrico [a cedere], alla fine abbiamo dovuto spegnere il termico per non rompere entrambi». Accantonata Monza, guardiamo avanti.

    «Il ritiro di oggi non cambia niente, la gara oggi forse poteva portarci sesti; dopo il pitstop abbiamo alzato il piede per salvare le gomme e attaccare nel finale: fare sesto, nono o ritirarsi non cambia il futuro e il desiderio di vincere».

    | LA CRONACA DEL GRAN PREMIO D’ITALIA A MONZA |

    Ecco, cosa riserverà il futuro per la Ferrari. Ieri il presidente Montezemolo ha ribadito il suo impegno al timone della Rossa, ma le parole di Sergio Marchionne, proprio mentre si svolgeva il gran premio a Monza, rilanciano ombre sulla gestione sportiva. Al meeting Ambrosetti, a Cernobbio, il manager italo-canadese dice: «Il cambio al vertice di Ferrari? Non è in agenda. Ma certo è che tutti sono necessari e nessuno è indispensabile. I risultati economici sono molti buoni, ma un manager deve essere valutato anche per i risultati sportivi: sono sei anni che non vinciamo, abbiamo i migliori piloti del mondo e non possiamo partire tra il settimo e il tredicesimo posto».

    Il capitolo sulla presidenza Ferrari è tutt’altro che chiuso, le prossime settimane chiariranno meglio le prospettive per Montezemolo e conseguentemente l’assetto da attendersi al vertice del team di Maranello.

    Fabiano Polimeni

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