GP Monza F1 2014, anteprima: Ferrari di contorno nella lotta tra Hamilton e Rosberg?

Il tempio della velocità ospita la Formula 1 dell'era turbo

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    F1 Gran Premio di Monza 2013, il venerdì prima della gara

    Parabolica asfaltata o meno, il fascino del GP Monza F1 2014 e del Gran premio d’Italia resta intatto. Un tempo si divideva la palma di appuntamento più veloce del mondiale di Formula 1 con Hockenheim, prima che i tedeschi intervenissero per amputare il ‘Ring e snaturarlo. Impossibile pensare a qualcosa di simile sull’autodromo nazionale, la storia lo ha creato con l’anello di alta velocità, i rettilinei sui quali scaricare tutti i cavalli di quello che un tempo era il motore e oggi, senza poesia, senza anima, si chiama power unit.

    Sapranno emozionare ugualmente? Probabilmente sì, perché sound a parte si potrebbe riscrivere il record di velocità massima, atteso ben oltre i 360 orari. Per seguire il LIVE della terza sessione di prove libere, basta cliccare qui.

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    Oltre ai freddi numeri, alla tecnica ad hoc e configurazioni aerodinamiche buone per una gara soltanto, il Gran premio di Monza sarà teatro di un duello infuocato. A parole hanno messo tutto a posto, in Mercedes. Hamilton e Rosberg, chiariti (a parole) dopo l’episodio di Spa, difficile da spiegare dal punto di vista dell’inglese. Cosa accadrà alla prima curva domenica? Immaginare un altro contatto alla variante o alla Roggia, porterebbe la tensione a livelli insostenibili. Una cosa è certa: la voglia di Hamilton di stare assolutamente davanti al compagno di team: «Il mio obiettivo questo week end è di richiudere il gap nel campionato Piloti. Non mollerò fino a che non sarà scesa la bandiera a scacchi ad Abu Dahabi».

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    Il tifo Ferrari sarà costretto a seguire una rossa buona per il contorno, nel pranzo ricco della domenica. La prima portata, ma anche la seconda e il dessert, sono piatti difficili da cucinare per la F14 T. Non solo manca la velocità massima sul dritto, resta da pesare anche il deficit di trazione su un circuito che mette alla frusta l’asse posteriore nelle ripartenze da fermo dopo le varianti. Il punto di forza potrebbero essere i freni, ai quali aggrapparsi per primeggiare almeno in uno dei temi chiave del circuito brianzolo. Basteranno per salire sul podio? Da venerdì capiremo qualcosa in più.

    Il giro di pista

    Il minimo carico aerodinamico possibile deve bilanciarsi con l’esigenza di non far scivolare troppo le gomme posteriori in trazione, il che innescherebbe surriscaldamenti deleteri sul battistrada. Passa anche da qui la sfida di Monza per fare la pole e riuscire a stare in testa nella gara tradizionalmente da una singola sosta.

    Il giro lanciato parte sul rettilineo principale, primo tratto da Drs, dall’effetto limitato in ragione delle superfici alari già ridotte all’essenziale. Staccata della prima variante alla quale si arriverà a più di 360 orari, con una frenata da 4.5G in poco più di 100 metri. Si inserisce la monoposto nella lenta destra, pensando già ad avere ruote dritte nel richiamo a sinistra per scaricare subito a terra i cavalli della power unit.

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    Tutto il cambio da snocciolare in sequenza, fino all’ottava marcia, senza timori del curvone Biassono, in pieno. Prima della Roggia, al ponte, seconda frenata violentissima ed ennesima danza tra i cordoli: si va verso Lesmo. Sono diventate due curve “normali”, niente a che vedere con la storia passata degli anni Novanta, specialmente la seconda.

    In questo tratto si soffre maggiormente del poco grip aerodinamico assicurato dalla macchina, leggera e difficile da inserire. Giù verso il Serraglio, per la seconda zona Drs, viaggiando in pieno prima della variante Ascari. Particolare perché è l’unica curva impegnativa in ingresso che si affronta con le gomme di destra in appoggio, “fredde” durante il giro.

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    La parte centrale è tutta da percorrenza e l’uscita obbliga ad andare oltre il cordolo per non penalizzare la velocità di punta sul dritto prima della Parabolica. E’ stata asfaltata, perdonerà sicuramente più che in passato, ma il suo fascino nonché difficoltà restano intatti. Ingresso puntando il cordolo, poi sta alla bravura del pilota lasciar correre verso l’esterno e ripresentarsi sulla linea d’arrivo a già 330 orari.

    C’era il tempo in cui si diceva che affrontare la Parabolica davanti avrebbe portato alla sconfitta sul traguardo, per il gioco delle scie. Monza è sempre la stessa, le monoposto sono fortemente cambiate. Nonostante tutto, lo spettacolo del Gran premio d’Italia 2014 si annuncia come al solito unico e tutto da vivere.

    Fabiano Polimeni