GP Monza F1 2014: il Processo al Gran Premio d’Italia [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio d'Italia 2014

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio d’Italia 2014. All’autodromo di Monza ci sono almeno due grandi fatti che meritano un puntuale dibattito. Il primo riguarda il doppio errore fatto da Nico Rosberg alla curva numero 1. Leggendo anche alcuni commenti lasciati su questo sito, sembra crescere la convinzione che il pilota tedesco l’abbia fatto apposta per sdebitarsi con Hamilton. Possibile credere davvero ad una farsa del genere? L’altro argomento caldo riguarda la Ferrari. Con tempismo perfetto, la Rossa di Alonso si ritira e Raikkonen naviga ai margini della zona punti decretando uno dei suoi peggiori weekend proprio quando Marchionne bacchetta apertamente Montezemolo. Da quale parte è giusto stare?

    CASO 1: Rosberg l’ha fatto apposta?

    ACCUSA. Iniziamo con il dire che se Rosberg l’avesse fatto apposta, saremmo veramente di fronte ad una Formula Farsa. Gli indizi, purtroppo, ci sono. Un primo errore “di prova”. Un secondo errore per finalizzare. Il rientro in pista al rallentatore dopo essersi accertato che Hamilton fosse davanti. L’immediata rinuncia a battagliare con lui prendendo in pochi giri un gap che consentisse ad entrambi di raggiungere il traguardo senza rischi. La faccia di Toto Wolff che ride, soddisfatto della genialata con la quale Rosberg ha eseguito l’ordine di far passare Hamilton senza che sembrasse troppo plateale restituendo all’inglese ed alla Mercedes la doppietta negata due settimane fa in quel di Spa. C’è dell’altro? Ah sì, la rilassatezza del buon Nico a fine gara. Chiunque sarebbe quantomeno attapirato per avere regalato in modo così stupido la vittoria al proprio unico rivale. Lui se la ride. Ma è scemo? No! Sa di aver eseguito in modo alternativo l’ordine impartito dal team. Comunque la vediate, tutte gli indizi portano a queste conclusioni.

    DIFESA. Sì, come no? Gli indizi ci sono. E’ vero. E come ogni miglior teoria del complotto sembrano coincidere tutti per confermare l’ipotesi più inverosimile. Ma che vantaggio aveva Nico Rosberg a passare per un pilota così imbranato da sbagliare due volte nella stessa curva? Perché mai Rosberg doveva eseguire un ordine di scuderia in modo così alternativo tale da attirare su di sé tutte le colpe dell’errore. Se doveva sdebitarsi, anche per evitare qualche ingiusto fischio di troppo ai suoi danni da parte del pubblico, sarebbe stato meglio per lui farlo in modo leggermente più palese. A Monza Rosberg ha sbagliato. Punto e basta. Per non spiattellare la gomma e saltare sul cordolo mettendo a rischio l’integrità della macchina, ha preferito tirare dritto. Evidentemente, ora che il bersaglio grosso si avvicina, la tensione gioca brutti scherzi. A volte la verità è più ovvia. Meno affascinante, per carità, ma più ovvia. E la faccia di Toto Wolff, beccato sul fatto dalle telecamere, voleva solo sorridere… all’ironia della sorte.

    CASO 2: Marchionne vs. Montezemolo

    ACCUSA. Chi segue da vicino le vicende della FIAT, ora FCA, sa benissimo che tra Marchionne e Montezemolo c’è un clima da guerra fredda. Il presidente del Cavallino pare non servire più alla causa. E forse è vero. Dall’uomo che non ti aspetti, arrivano dichiarazioni di fuoco che colpiscono nel segno i cuori ferraristi:”Il cuore della Ferrari è quello di vincere in Formula 1. Mi intristisce essere a secco dal 2008, avendo i migliori piloti al mondo, degli uomini al box eccezionali e degli ingegneri che sono veramente bravi”. Dall’altra parte, sono 6 anni che Montezemolo ripete esattamente le stesse frasi inutili sul fatto che la F1 va cambiata, che devono essere reintrodotti i test, che la Ferrari è la Ferrari e bla bla bla. Tante parole, sempre uguali, ma zero fatti. E’ saltata qualche testa ma, evidentemente, sempre quella sbagliata.

    DIFESA. Mettere sulla graticola Montezemolo è un nonsense. E vi spiego perché. Se c’è una persona che ha a cuore la Ferrari a 360° (lato vendite e lato sportivo) è lui. Potrà aver fatto degli errori dalla fine dell’era Schumacher in poi. E se n’è reso conto. Ma è stato lui a raccattarla e rilanciarla ad inizio anni ’90. Il popolo Rosso dovrà essergli eternamente grato. Non si vive di soli ricordi, però! E l’idea che un uomo con tale passione e amore viscerale per la Scuderia debba essere sostituito da un manager che vede il successo solo come un freddo strumento di marketing da ottenere al solo scopo di migliorare l’immagine del marchio… fa ancor più rabbrividire. Occhio, ragazzi, a non passare dalla padella alla brace credendo ad un altro soggetto capace solo di sparare parole fine a loro stesse e strumentali solo a vincere una lotta interna di potere anziché qualche titolo mondiale in più.

    Twitter: @pierimanuel