GP Monza F1 2015, anteprima: Ferrari, occhio agli outsider

Il Gran Premio d'Italia a Monza si annuncia sotto una luce diversa per la Ferrari rispetto al 2014, restano le minacce dei motorizzati Mercedes a rovinare i piani della Rossa.

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    L’anno scorso finì con un motore in fumo, il Gran Premio d’Italia a Monza della Ferrari, arrosto di power unit indigesto a tutti e con le celebri parole di Sergio Marchionne che, di fatto, sancirono la fine dell’era Montezemolo, almeno pubblicamente. La SF15-T non è la F14-T, per fortuna, tuttavia dall’appuntamento brianzolo è bene non attendersi miracoli. Sarà gara da costruire puntando, in condizioni normali, a un gradino sul podio, facendo attenzione alle incursioni di minacce pericolosissime come Force India, Lotus, Williams, giusto per dire chi ha un V6 tedesco dietro alle spalle.

    Monza è unica, impossibile fare confronti con qualunque altra pista del mondiale. Certo, le staccate violente, le ripartenze quasi da fermo, i cordoli da assaltare, sono elementi che vagamente la avvicinano a Montreal e, almeno sul passo gara, lì Vettel non si comportò male. Per seguire con noi il LIVE della gara in diretta web del GP Monza F1 2015, BASTA CLICCARE QUI!

    L’anteprima

    Il risultato fu quel che fu, figlio di qualifiche problematiche e di un Raikkonen in testacoda alla domenica, regalo generoso alla Williams. Però l’Autodromo ha sfide profondamente diverse, devi scaricare ancora di più le ali e affrontare curve che Montreal non ha: Lesmo, Ascari, Parabolica.

    L’incertezza sulle potenzialità della Rossa nel week end dietro l’angolo è totale. Una certezza, invece, arriverà dalla Pirelli, che svelerà le ragioni dell’esplosione della posteriore destra sulla macchina di Vettel, augurandosi che siano spiegazioni convincenti per team e pilota.

    Medesima scelta di compound, morbide e medie, la differenza con Spa, tuttavia, la faranno le diverse forze in gioco e lo stress per le gomme. L’attenzione massima è sui carichi verticali, visto l’impegno delle coperture in frenata e in accelerazione: in condizioni di gara regolari (sebbene sia prevista la possibilità di pioggia tra venerdì e sabato) la singola sosta dovrebbe restare la strategia predefinita.

    Il giro di pista

    E’ il giro più veloce di tutto il campionato e inizia passando sulla linea del traguardo già ben oltre i 300 orari. Quest’anno si dovrebbero migliorare le velocità massime in fondo al dritto e, visti i 345 marcati a Spa dalla Force India, non è irrealistico immaginare valori intorno ai 360. Il “problema” inizia quando ci si deve attaccare ai freni per quasi fermarsi, in 150 metri o giù di lì. Macchina scarica, scarso carico aerodinamico e conseguente instabilità della monoposto: bloccare o andare lunghi è un attimo.

    Si inserisce il muso nella destra a 90° della prima variante, programmando già l’uscita dalla sinistra. Il miglior modo è nell’attendere il taglio sul cordolo di richiamo, ritrovandosi così la macchina più dritta possibile per scaricare i cavalli in trazione ed evitare pattinamenti. Si va in pieno snocciolando le marce, anche sulla curva Biassono, passando all’ottava e riattaccandosi ai freni alla Roggia. Chicane diversa dalla prima, qui il taglio e la danza sono più rapidi, con il medesimo tema chiave: occhio all’uscita, perché lo spazio prima della Lesmo è sufficiente per chi accelera rapidamente e vuole provare ad affiancare e attaccare all’interno.

    Lesmo 1 è la prima vera curva del circuito, critica per il poco grip aerodinamico, così come per la necessità di lasciar correre la macchina sul cordolo. Si va verso Lesmo 2, più aperta e, se possibile, ancor più difficile perché lo scivolamento all’esterno va controllato ad andature più elevate.

    Giù verso il Serraglio, ancora con l’ala mobile aperta (il primo settore è sul rettilineo di partenza) e la Ascari davanti. Tradizionalmente la difficoltà arriva dall’avere le uniche due curve a sinistra di tutto il giro (l’ingresso e l’uscita) e si arriva a gomma “fredda”. Taglio deciso sul cordolo in ingresso, percorrenza da effettuare chirurgicamente e richiamo a sinistra per proiettarsi sul rettilineo di ritorno.

    La Parabolica attende in fondo e senza la ghiaia nella via di fuga perdona tutti gli errori, non quello di una percorrenza imperfetta, poiché se non porti dentro tanta velocità, uscendo sul traguardo si presta il fianco a chi ha una percorrenza più rapida ed è avvantaggiato dalla scia.