GP Monza F1 2015, Hamilton: Qualunque cosa accada non farà differenza

GP Monza F1 2015, Hamilton: Qualunque cosa accada non farà differenza

    Formula 1 Grand Premio d'Italia   Sabato pre gara

    La questione della pressione delle gomme distoglie quasi l’attenzione dalla gara magistrale di Lewis Hamilton. Un Gran Premio d’Italia corso da padrone a Monza, senza più i timori legati alla power unit del sabato. L’inglese vola in classifica iridata e con la battuta d’arresto anche di Rosberg, alla fine non gli cambierà quasi nulla: la classifica può variare, non quello che ha assaporato in 53 giri e sul podio. Lo dice senza mezzi termini. «Guardate la folla incredibile, non ce l’avrei mai potuta fare senza il mio team, abbiamo fatto qualcosa di speciale insieme e sono molto grato alla squadra per aver lavorato così tanto», dirà sul podio, a caldo, prima che gli spieghino qualcosa in più sulle comunicazioni radio inusuali.

    «Penso alla mia famiglia, che ha fatto tanti sacrifici per permettermi d’essere qui, al team e a me. Mi sento molto bene e qualunque sarà lo scenario non farà differenza. Ora tutto ha un senso per quel che sta succedendo, ma prima mi chiedevo perché mi stessero chiedendo di spingere, non immaginavo cosa stesse accadendo: non ho fatto domande e spingevo. Ho i piedi ben saldi per terra e sto assaporando questa bella esperienza», aggiunge. Ci tiene anche a dare la sua spiegazione del caso che tiene banco: cosa cambia con 0,3 PSI in meno sulla pressione suggerita dopo l’incremento da 20 a 21 PSI dettato dalla Pirelli per le gomme anteriori e da 18,5 a 19,5 PSI al posteriore? «Un po’ di italiani staranno guardando, vorrei spiegare loro la questione delle gomme: tutte le macchine hanno dei limiti e c’è un beneficio quando ci si avvicina al margine indicato, lo 0,3 non fa nulla e se fa qualcosa ti permette di guadagnare un minimo su una curva, spero tutto vada a posto». | LEGGI ANCHE: LA CRONACA DELLA GARA | FERRARI: VETTEL RAGGIANTE, DELUSIONE RAIKKONEN | MERCEDES SOTTO INCHIESTA: I FATTI | C’è altro in Mercedes, c’è il ritiro di Rosberg per la rottura della power unit, qualcosa quasi di “fisiologico” considerando tutti i fattori: «Era a fine vita il motore, con sei gare, stavamo spingendo per provare a passare Sebastian e purtroppo si è spento a due giri dalla fine. Noi proviamo sempre a spingere, non aveva senso accontentarsi», dirà Wolff. Morale basso per Nico Rosberg: prima al via deve schivare Raikkonen piantato davanti a lui, poi spinge per passare le Williams in occasione del pit e nel finale era vicino a Vettel: «E’ brutto dopo tutto il lavoro del week end, giusto quando avrei potuto attaccare un po’ Sebastian», dirà dell’episodio. Sul guasto della power unit gettonata al sabato, conferma che «è un pezzo del telaio ad aver creato problemi al motore, l’avevamo già usato tantissime volte e poi siamo dovuti passare sul motore molto vecchio». Nel dettaglio sembra sia un elemento del raffreddamento. In ottica iridata, senza una squalifica di Hamilton, il divario si fa più che mai ampio: «Ho perso tantissimi punti, ora tutto è molto difficile ma continuo a lottare».

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