GP Monza F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

GP Monza F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

    GP Monza F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio d’Italia 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Monza non troviamo al primo posto un pilota o un team ma un centinaio di migliaia di persone che hanno mostrato al mondo intero qualche grande ragione affinché un posto del genere debba restare nel calendario del Circus. Senza se e senza forse. Ciò precisato, altre lodi spettano a quell’Hamilton che vive e vince da un altro pianeta mentre qualcosa da rivedere c’è in casa Mercedes e non solo.

    Monza vince al di là della parata di Personaggi che non ha cavato ancora un ragno dal buco nella trattativa con Bernie Ecclestone per il rinnovo. Vince all’inizio con l’inno di Mameli suonato con le frecce tricolori che dipingono il cielo. Vince durante, per il suo spettacolo e per le velocità uniche. Vince alla fine con l’oceanica e colorata invasione di pista. La solita. Quella di sempre. E per sempre.

    Le qualifiche hanno illuso ma il valore della Ferrari in gara è stato comunque strepitoso se si pensa a come Vettel, sempre perfetto impeccabile, ha controllato la situazione e Raikkonen ha rimontato sverniciando con facilità persino le velocissime Force India motorizzate Mercedes. Monza doveva essere la pista più ostica dell’anno per la SF15-T. Qualcuno se n’è accorto? Se queste sono le premesse per il 2016, c’è da ben sperare. E Marchionne, sempre presente e disponibile con tutti, riesce persino a mantenere la mezza promessa fatta in tempi non sospetti. Arrivabene vorrebbe fare il duro ma fatica a trattenere la soddisfazione. Chiedere una vittoria sarebbe stato troppo. Va bene così.

    Felipe Massa, passo dopo passo, sta ritrovando il vecchio sé. Ad uno come lui la fiducia e la serenità servono come serve la benzina al motore. Sempre nella mischia, stavolta batte l’agguerrito compagno di squadra come se fossero due ragazzini. Non male per un vecchietto…

    Metti un alieno su un’astronave e vedi cosa succede. Non ce n’è per nessuno. Parentesi a parte meritano i fischi. Nessuno avrebbe voluto sentirli ma spero che sia stato chiaro un concetto: era un attestato soggezione, non di critica. A modo loro, quei fischi significano rispetto. E rendono merito al lupo che vince nella tana del rivale. Lo hanno imparato tutti, a loro spese, ultimo della lista Vettel: solo chi ha la tuta Rossa può veramente fare festa a Monza. Così è se vi pare.

    Con una macchina senza super power unit, Rosberg lotta contro tutto e tutti, temperature dei freni comprese. Sgomita e spinge come un matto per limitare i danni in classifica da Hamilton. Spreme troppo la macchina fino ad arrivare alle fiamme del suo motore. Fumo bianco. Bandiera bianca. A modo suo c’ha provato. C’ha creduto. Ma la sfiga dei numeri 2 colpisce ancora.

    Nonostante il diretto interessato neghi. Nonostante il team abbia tentato goffamente di nascondere la verità, l’impressione è che qualche colpa Raikkonen ce l’abbia per la mancata partenza. Da lì a dire che con lui alle costole di Hamilton la Ferrari avrebbe vinto, ce ne passa. Ma la superiorità apprezzata nella rimonta dimostra che la doppietta sul podio era più che ovvia. E sarebbe bastata quella per consolidare la festa. Se poi, invece che partire alla moviola, Raikkonen avesse messo le ruote davanti ad Hamilton. Chissà.

    Stavolta Bottas arriva dietro a Massa per una manciata di metri ma negli annali resterà che è finito dietro. Punto e basta. Su un’altra pista da stomaci forti e piede pesante prende paga da quel Felipe che ha già dimostrato tutto il suo valore e tutti i suoi limiti. La Ferrari tira un sospiro di sollievo nell’essersi presa un altro anno di tempo prima di fare un investimento a lungo termine su questo finlandese qua.

    No, non era Monza il circuito giusto per alzare la testa. Tuttavia né Button, né Alonso riescono minimamente a tenere alto l’orgoglio. Tra gettoni spesi e speranze sprecate, si comincia a sospettare che anche il prossimo anno la solfa non sarà tanto diversa in casa McLaren-Honda. E viene da chiedersi cosa potrà succedere a quel punto. Sarà l’apocalisse?

    I rapporti tra Renault e Red Bull, tanto per dire, non possono peggiorare ulteriormente poiché hanno già toccato il fondo da mesi. A Monza manca un po’ di tutto per fare bene. La speranza è che il divorzio arrivi in fretta per il bene di tutti. Fortunatamente non ci sono figli da spartire. Purtroppo per i lattinari, però, la Mercedes è sempre meno convinta di aiutare una così pericolosa concorrente.

    Dopo il podio del Belgio, a Monza ci si aspettava una Lotus competitiva quel tanto che basta per raccogliere punti pesanti in classifica. Sarebbero serviti soprattutto per aiutare a risolvere (in minima parte) le grane economiche. Questi sono appesi ad un filo. E lo si vede da ogni faccia di chi sta dentro al team. Sia Maldonado che Grosjean, però, si rovinano la gara al via con dei contatti che li costringono al ritiro. Perché sempre a loro?

    No, non si possono attendere 2 ore per avere l’ufficialità dell’ordine di arrivo. Non si può aspettare tanto soprattutto nel caso di un’irregolarità rilevata prima della partenza. A differenza di altri, però, non vogliamo prendere la bacchetta e dare lezioni alla FIA su come comportarsi. E’ evidente che non c’è stato un errore dei commissari nelle azioni svolte. Il problema, semmai, è che non c’era – a monte – un protocollo ben preciso che specificasse, ad esempio, che una macchina che ha la pressione delle gomme fuori norma non può partire. Siccome questo non esiste, le Mercedes sono andate per la loro strada. E siccome non era chiaro se dovessero essere punite o meno, è stato deciso di investigare la vicenda dopo la gara anziché, ad esempio, dare un drive through di penalità durante i 53 giri del GP. Da qui in poi si capisce come sia facile arrivare a 2 ore di attesa… Come al solito il governo del Circus si mostra non all’altezza dello spettacolo.

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