GP Monza F1 2016, anteprima: Ferrari a caccia del riscatto

L'anteprima del GP Monza F1 2016. Le aspettative, le curiosità e tutto quello che c'è da sapere sullo storico tracciato brianzolo di Monza.

da , il

    La Ferrari arriva a Monza dopo il deludente GP di Spa-Francorchamps che ha visto le Rosse di Maranello in sesta e nona posizione. Sul tracciato brianzolo servirà trovare la gara perfetta per conquistare il primo successo di questo travagliato 2016. La Mercedes, vincente a Monza nel 2014 e 2015, parte come grande favorita e cerca il tris per chiudere la corsa al mondiale costruttori. La Ferrari, oltre alla scuderia tedesca, dovrà temere anche le Red Bull e le Force India, capace di esaltarsi su tracciati veloci. Nel complesso non sarà affatto semplice per gli uomini in rosso ma l’affetto dei tifosi potrebbe dare quel qualcosa in più ai due piloti del Cavallino Rampante per disputare una gara al di sopra delle aspettative. Per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Monza F1 2016, BASTA CLICCARE QUI!

    L’anteprima

    Il GP di Monza si avvicina come stile di guida a quello di Montreal (vittoria di Hamilton e secondo posto di Vettel ndr) anche se l’autodromo brianzolo ha curve impegnative e dove servono ali scariche (Lesmo, Ascari e Parabolica) che in Canada non ci sono. Nell’ultimo Gran Premio di Spa-Francorchamps, escludendo la partenza harakiri, la Ferrari è sembrata in palla sia in qualifica che in gara. Sicuramente un buon segnale in vista di questo attesissimo GP d’Italia. I principali rivali saranno, come su ogni tracciato, le Mercedes di Hamilton e Rosberg. I due piloti sono in lotta per il titolo piloti e sicuramente non vorranno fare regali alla concorrenza. Le Red Bull, nelle ultime due stagioni non hanno colto risultati memorabili a Monza, ma attenzione alle Force India e Williams capaci di essere competitivi sui tracciati veloci.

    Il giro di pista

    E’ il giro più veloce di tutto il campionato e inizia passando sulla linea del traguardo già ben oltre i 300 orari. Quest’anno si dovrebbero migliorare le velocità massime in fondo al dritto. Il “problema” inizia quando ci si deve attaccare ai freni per quasi fermarsi, in 150 metri o giù di lì. Macchina scarica, scarso carico aerodinamico e conseguente instabilità della monoposto: bloccare o andare lunghi è un attimo.

    Si inserisce il muso nella destra a 90° della prima variante, programmando già l’uscita dalla sinistra. Il miglior modo è nell’attendere il taglio sul cordolo di richiamo, ritrovandosi così la macchina più dritta possibile per scaricare i cavalli in trazione ed evitare pattinamenti. Si va in pieno snocciolando le marce, anche sulla curva Biassono, passando all’ottava e riattaccandosi ai freni alla Roggia. Chicane diversa dalla prima, qui il taglio e la danza sono più rapidi, con il medesimo tema chiave: occhio all’uscita, perché lo spazio prima della Lesmo è sufficiente per chi accelera rapidamente e vuole provare ad affiancare e attaccare all’interno.

    Lesmo 1 è la prima vera curva del circuito, critica per il poco grip aerodinamico, così come per la necessità di lasciar correre la macchina sul cordolo. Si va verso Lesmo 2, più aperta e, se possibile, ancor più difficile perché lo scivolamento all’esterno va controllato ad andature più elevate.

    Giù verso il Serraglio, ancora con l’ala mobile aperta (il primo settore è sul rettilineo di partenza) e la Ascari davanti. Tradizionalmente la difficoltà arriva dall’avere le uniche due curve a sinistra di tutto il giro (l’ingresso e l’uscita) e si arriva a gomma “fredda”. Taglio deciso sul cordolo in ingresso, percorrenza da effettuare chirurgicamente e richiamo a sinistra per proiettarsi sul rettilineo di ritorno.

    La Parabolica attende in fondo e senza la ghiaia nella via di fuga perdona tutti gli errori, non quello di una percorrenza imperfetta, poiché se non porti dentro tanta velocità, uscendo sul traguardo si presta il fianco a chi ha una percorrenza più rapida ed è avvantaggiato dalla scia.