GP Monza F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

GP Monza F1 2016: le pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Monza F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio d’Italia 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sullo storico circuito di Monza, mettiamo al primo posto la Mercedes. Come dimostrano le qualifiche, sono le macchine – i motori soprattutto – a valere quasi tutto nell’ultimo tempio della velocità rimasto in Europa. I piloti possono dire la loro in gara, cercando di tenere i nervi saldi e non commettendo errori staccata dopo staccata, andando da oltre trecento all’ora a meno di cento. Ma se la F1 è uno sport di tecnologia, allora è a Monza che si vede ancora la sua vera natura. Ed è a Monza che si deve celebrare il mezzo meccanico prima ancora del fattore umano.

    A questa Mercedes non serve un grande pilota come Nico Rosberg. Non serve un talento puro come quello di Lewis Hamilton. I tedeschi continuano a confermarsi sempre i più forti. Sempre più forti. In qualunque condizione. Giocano a prendere in giro gli avversari potendo vantare una superiorità imbarazzante, tale da ridicolizzare l’intera disciplina.

    Neppure le premesse di cui sopra, leggasi una Mercedes in grado di ridicolizzare tutti gli avversari, Ferrari in primis, hanno scoraggiato i tifosi di Monza. Dico tifosi di Monza non a caso. Chi va all’Autodromo porta la Ferrari nel cuore. Ma è lì soprattutto perché Monza è Monza. E Monza non si tocca. Ora gli organizzatori hanno 3 anni per rimettere le cose a posto e dare una stabilità ben più lunga. Basti dire che per ottenere il rinnovo fino al 2019 ci sono voluti due anni e ci si è arrivati in extremis. Al 2019, appunto, ne mancano appena 3. Per cui si devono mettere al lavoro già da domani!

    Meglio Vettel di Raikkonen, perché lo supera in qualifica e lo tiene dietro in gara. Perché sale sul podio e si fa una doccia di champagne mentre l’altro fischia subito a lavarsi con acqua e sapone. Ma è evidente che il discorso tra i due non si è nemmeno aperto. Mi spiego: in Ferrari ci sono due professionisti che lavorano con lealtà per una causa comune ben più grande che farsi qualche scaramuccia per sottolineare chi è arrivato davanti. Auguriamo loro di potersi scornare come Dio comanda il prossimo anno. Vorrebbe dire che la Ferrari c’è. E va. Davvero.

    Ci prova in tutti i modi ad arruffianarsi il pubblico italiano ricordando che l’Italia è la sua seconda, cioè terza… beh almeno quarta o quinta patria. Ad ogni modo, Rosberg parla la nostra lingua meglio di tanti connazionali. Per cui tanto di cappello. Avrà ragionato molto su cosa inventarsi una volta sul podio dato che la sua gara si decide alla prima curva dopo il regalo di Hamilton. Vedi sotto.

    Non perde lo smalto. Non perde il sorriso. Evidentemente lo xilitolo ha altri effetti benefici non studiati dalla comunità scientifica come, ad esempio, consentire sorpassi impossibili facendo staccate da urlo come quella che compie su Bottas alla fine del rettilineo principale. C’era solo una possibilità di riuscire. Ricciardo ci riesce. A dirla tutta stupisce anche solo il fatto che c’abbia creduto. In un mondo in cui gli esami non finiscono mai, supera anche la prova di Monza e si conferma uno da tenere seriamente di conto a qualunque livello.

    Felipe Massa si becca 5. Come tutta la sua carriera è stata. Annuncia il ritiro. Ci guardiamo indietro e cosa troviamo? Pochi alti e pochi bassi. Qualche picco altissimo e qualche buca sfondata. La paura dell’incidente nel 2009 e chissà quale fiducia riposta in lui dalla Ferrari. Ha fatto scorrere il tempo, macinato chilometri, dando l’impressione costante di poter fare di più. O di non saperlo fare. Dando l’impressione di non mantenere mai la promessa. Perlomeno, non al 100%. Ora in molti decantano le lodi dell’uomo prima che del pilota. E’ un bel segnalo ma solo a metà. Appunto!

    Lo fischiano pure. Un pochino. Non se la sarà presa. Vuole dire che è un cattivo. Cioè che lo temono. Quindi che lo rispettano. Hamilton butta via una vittoria già scritta partendo male. Non sarà poi magari tutta colpa sua. Ma a fine stagione rifacciamo i conti e vediamo se questi 7 punti sono stati decisivi.

    in ordine sparso. Si beccano una risata in mondovisione da Alonso che, da quando gli è spuntata in testa l’idea di ritirarsi tra un anno, non ha più freni. Poi, non sappiamo se su richiesta dello spagnolo o meno, decidono di montare gomme fresche a due giri dalla fine solo per prendersi il giro più veloce. infine, annunciano Jenson Button come terzo pilota per il prossimo anno… come se fosse un novellino qualsiasi o uno di quelli che paga per correre e, allora, va tenuto lì. Intanto a Monza sono di nuovo nettamente fuori dalla top ten. Doppiati.

    Alla fine si decide pure ad ammettere che la Ferrari quest’anno ha qualche problemino. Ma continua a farsi vedere negli autodromi con il solito seguito di giornalisti adulanti mentre racconta storie che a malapena stanno in piedi. Dice del GP di Monza:”Partenza geniale”, ma cosa significa? Rosberg è e resta davanti. Hamilton viene sfilato da mezzo mondo perché sbaglia lo start. O non ci ha ancora capito niente. Ed è gravissimo. O vorrebbe prenderci in giro. Mah.

    Temendo qualche pericolo gigante viste le velocità di Monza e l’imbuto della prima e della seconda staccata. Temendo chissà quale colpo di testa, volevano somministrargli del Valium. Il buon Max Verstappen si è opposto ma ha dimostrato che ha bisogno ancora di studiare prima di spaccare il mondo ad ogni occasione. A Monza abbiamo intravisto un pilota normale. Praticamente non lo si è mai visto. Sempre fuori dai guai e dalle posizioni che contano. Non ci è piaciuto proprio.

    Massì uno zero diamoglielo ogni tanto. Monza ha firmato l’accordo avendo dovuto ragionare con quest’uomo che, sul fronte delle trattative, ha mostrato una lucidità disarmante per i suoi 85 anni. Come se dovesse render conto a chissà chi. Come se con i soldacci potesse comprarci il Paradiso una volta “di là”. Su qualunque altro fronte, quello del vecchietto che si aggira nel paddock come se la guerra fosse finita ieri, come se i suoi amici fossero ancora tutti lì, come se ci stesse capendo qualcosa davvero, fa un po’ ridere e un po’ pena. La F1 è stata venduta in questi giorni dalla “sua” CVC all’americano Stephen M. Ross. Pare che Ecclestone abbia già preteso di continuare a sminestrare lui gli affari.

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