GP Monza F1 2017, storia e albo d’oro [FOTO e VIDEO]

La storia della gara che si corre nel Parco di Monza è ricca di sfide e incidenti spettacolari. L'albo d'oro del Gran Premio d'Italia ha visto tanti vincitori differenti.

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    GP Monza F1 2017, storia e albo d’oro [FOTO e VIDEO]

    Ecco a voi la storia del GP di Monza. L’autodromo nazionale affonda le sue radici nel passato e guarda avanti verso il Centenario. Una storia fatta di momenti incancellabili, nel bene e nel male. Ricordi emozionanti come quelli targati 1979, con la vittoria di Jody Scheckter che valse il titolo mondiale, oppure, il 1996 della prima affermazione di Schumacher con la Ferrari, o ancora il 1988 quando, in maniera del tutto inattesa, una doppietta Berger-Alboreto rese il giusto tributo al Drake, scomparso poche settimane prima del Gran Premio d’Italia.

    Ma anche tanti drammi a Monza. Prima ancora che valesse per il mondiale di Formula 1, sul velocissimo tracciato brianzolo, si ebbero gare tragiche. Nel 1928 morirono trenta spettatori, travolti da una vettura finita fuori pista. Riviviamo la storia del Gran Premio d’Italia che si correrà a Monza il prossimo fine settimana. CLICCA QUI per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Monza F1 2017 con risultati e classifica.

    1978: Incidente mortale di Peterson

    In epoche più recenti, impossibile dimenticare l’incidente che costò la vita a Ronnie Peterson, nel 1978, e sollevò importanti questioni sulla sicurezza di Monza, al punto da spostare la sede del gran premio a Imola nel 1980. Nel 2000 l’ultimo evento tragico: la morte di Paolo Gislimberti, commissario di pista colpito da una ruota staccatasi nel groviglio della seconda variante. Pericolo scampato nel 1995, quando a pochi giri dal termine si staccò la telecamera sulla Ferrari di Alesi, andando a colpire la sospensione anteriore di Berger, costringendolo al ritiro.

    1996: Le gomme…fanno la differenza

    E’ un’edizione caratterizzata dalle protezioni poste per evitare il taglio delle prime due varianti. A vincere sarà Schumacher, nel primo anno in Ferrari. Eppure il tedesco rischiò grosso in gara, andando a toccare la pila di gomme alla prima variante, senza riportare conseguenze. Quelle conseguenze che, invece, misero fuori gioco Coulthard, Hakkinen e Hill.

    1998; Hakkinen tradito dai freni

    Era in decisa rimonta Mika Hakkinen nel Gran Premio d’Italia 1998. Il pilota della McLaren era alle spalle di Schumacher quando dovette alzare bandiera bianca a causa di un problema all’impianto frenante. Per il tedesco arriverà la seconda vittoria a Monza con la tuta del Cavallino rampante, mentre Hakkinen chiuderà comunque al quarto posto.

    1999: ritiro e lacrime

    Non sarà più fortunata l’edizione del 1999 per Mika Hakkinen. Autorevolmente al comando, finirà nella ghiaia della prima variante per aver sbagliato la scalata. Vincerà Frentzen, mentre a podio andrà Mika Salo, sostituto dell’infortunato Schumacher. Eddie Irvine non riuscirà a far meglio del sesto posto.

    2000: Schumi eguaglia Senna, muore un commissario

    E’ un gran premio pirotecnico quello del 2000. Esordisce una Monza profondamente rivista nella prima variante, che abbandona il disegno delle due chicane ravvicinate per un imbuto molto più lento. I timori dei piloti per la partenza sono tanti, ma l’incidente drammatico avviene alla Roggia. Una carambola innescata da Frentzen mette fuori gioco Barrichello, Coulthard, De la Rosa ed Herbert. Nell’impatto vola via la ruota di una monoposto, che colpisce e uccide il commissario Paolo Gislimberti. La gara ripartirà dopo un periodo dietro la safety car e si concluderà con la vittoria di Schumacher davanti ad Hakkinen e Ralf Schumacher. Sarà la 41^ma vittoria di Michael, che eguaglierà il record di Ayrton Senna.

    2001: Monza sotto shock

    Il Gran Premio d’Italia a Monza si corre in un clima di terrore. Pochi giorni dall’11 settembre e dall’incidente di Alex Zanardi. I piloti non vogliono correre, ma la legge degli affari imposta da Ecclestone scongiura l’annullamento. In segno di lutto la Ferrari rimuove tutti gli sponsor dalla carrozzeria della F2001 e corre con il musetto nero. Vincerà Juan Pablo Montoya, alla prima affermazione in carriera.

    2002 e 2004: i sigilli di Barrichello

    Sono gli anni di Rubens Barrichello, ma anche – il 2002 – quello del record assoluto della velocità media più elevata sul giro in qualifica: Montoya raggiunge i 259,8 km/h. Il colombiano ripeterà il successo del 2001 un anno più tardi, nel 2005.

    2006: vittoria e ritiro

    Il podio di Monza 2006 vede Schumacher davanti a Raikkonen, ovvero, il presente di allora e il futuro. Infatti, al termine della gara Schumacher annuncerà il ritiro a fine stagione e il sostituto sarà il pilota finlandese della McLaren. Terzo arrivò Robert Kubica. Raikkonen riuscirà ad agguantare il podio l’anno successivo, terzo alle spalle di Alonso e Hamilton

    2008: Vettel chi?

    Le qualifiche del sabato a Monza sono la vetrina per un giovane tedesco, segnalato da Schumacher come un potenziale campione: Sebastian Vettel. Con l’ottima Toro Rosso progettata da Giorgio Ascanelli il tedesco di Heppenheim agguanterà la pole position e la vittoria. Partenza dietro la safety car per la pioggia e mentre Hamilton rimonta posizioni a suon di sorpassi, Vettel vince autorevolmente davanti a Kovalainen su McLaren e Kubica.

    2009: Fisichella al posto di Badoer

    La Ferrari sostituisce Luca Badoer, inizialmente chiamato a subentrare a Felipe Massa dopo l’incidente in Ungheria, con Giancarlo Fisichella. L’italiano è reduce dal secondo posto di Spa, dietro Raikkonen, con una Force India che si esalta sulle piste veloci. A Monza, il salto in Ferrari sarà emozionante ma i risultati saranno deludenti: concluderà nono, mentre Raikkonen salirà sul podio alle spalle di Barrichello e Button.

    2010: si presenta Alonso

    Il biglietto da visita di Alonso all’esordio a Monza sulla Ferrari? Pole, vittoria e giro veloce. Eppure la gara parte male, con Button che lo supera in partenza e fa l’andatura. La rimonta di Alonso non riesce in pista e la gara si gioca ai box. Un giro in più per lo spagnolo, che vale la vittoria. I meccanici lo mandano in pista appaiato a Jenson Button e alla prima variante gira primo Alonso, che non mollerà la testa della gara fino al termine. Terzo posto per Massa.

    2011: catapulta-Nando non basta

    In griglia la prima Ferrari è quella di Alonso, quarto. Macchina poco competitiva per sperare in un successo. Ma al via la partenza dello spagnolo è da scrivere nelle Sacre scritture della Formula 1. Da quarto a primo in poche centinaia di metri, mentre Liuzzi fa strike finendo sull’erba e perdendo il controllo della Hrt che andrà a colpire Rosberg e Petrov. Safety car per pulire la pista e alla ripartenza si scatena Vettel. La Red Bull è la più “lenta” tra le vetture di testa, ma grazie agli scarichi soffiati è velocissima a Lesmo, Ascari e Parabolica. Da raccontare il duello con Alonso: Vettel lo affianca alla Biassono e attacca alla Roggia. Troppa la superiorità del tedesco, che vincerà la gara davanti a Button e Alonso. Si mette in luce anche Schumacher, protagonista di un duello rusticano con Hamilton.

    2012: out Grosjean, Alonso e Vettel ai ferri corti

    E’ l’anno della grande “delusione”. Fernando Alonso manca una pole che sembrava cosa fatta a causa della rottura di una barra di torsione nella Q3. E’ costretto a partire dalla decima posizione e rimontare.

    La vittoria va a Hamilton, davanti a un esuberante Sergio Perez su Sauber, decisamente con un altro passo grazie alla diversa strategia con le gomme. Alonso rimonta fino al podio, non senza scintille con Sebastian Vettel. I due sono protagonisti di un duello che vedrà il campione della Red Bull penalizzato con un drive through per aver spinto sulla ghiaia la Ferrari alla curva Biassono. Poi, per Vettel, il ritiro a causa del solito alternatore.

    E’ anche l’edizione della punizione esemplare a Romain Grosjean, dopo i fatti di Spa Francorchamps: al posto del francese, sulla Lotus va il belga D’Ambrosio.

    2013: “Siete dei geni”

    Ha poco da raccontare la corsa del 2013, vinta senza problemi da Sebastian Vettel su Alonso e Webber. Per il tedesco anche la pole al sabato, ed è proprio la sessione di qualifiche a regalare il pepe che la gara non ha saputo aggiungere.

    Nel tentativo di assaltare il miglior tempo, in Ferrari per due volte mandano Alonso dietro Massa, nella speranza di sfruttare la scia del brasiliano e guadagnare centesimi preziosi. L’asturiano si sfoga via radio in quel che sembra un «Ma siete degli scemi», nella diretta tv. Successivamente si giustificherà spiegando d’aver detto geni e non scemi. Il risultato sarà solo quinta posizione in griglia. Al via, domenica, Massa fa una bella partenza e Alonso nel volgere di pochi giri rimonta fino alla seconda piazza. Nulla potrà scalfire il dominio Red Bull.

    2014: Hamilton e Rosberg, doppietta Mercedes

    Nel 2014 ci fu la doppietta della Mercedes con Lewis Hamilton seguito da Nico Rosberg. A completare il podio di Monza ci ha pensato l’ex ferrarista Felipe Massa, ora alla Williams. La gara è stata movimentata sopratutto nelle fasi iniziali con il poleman Lewis Hamilton che sbaglia la partenza e si ritrova in quarta posizione alle spalle di Rosberg, Magnussen e Massa. Da quel momento l’inglese inizia a spingere forte e nel giro di una decina di giri scavalca sia Magnussen che Massa portandosi alle spalle di Rosberg. Il tedesco, sotto pressione, sbaglia al 29°giro e va lungo alla prima variante (punto dove aveva già sbagliato in precedenza) e viene infilato da Hamilton che va a vincere. Gara da dimenticare per la Ferrari, mai in grado di competere per i piani alti della classifica. Alonso fuori al 7° giro e Raikkonen solo nono al traguardo.

    2015: Vince ancora Hamilton

    Lewis Hamilton, dopo il successo nel 2014, ha bissato la vittoria conquistando anche l’edizione 2015 a bordo della sua Mercedes. Sul secondo gradino del podio Sebastian Vettel con la Ferrari e Felipe Massa a bordo della Williams. La gara è stata caratterizzata in partenza dal problema alla Ferrari di Kimi Raikkonen che è stato sfilato da tutto il gruppo in partenza. Nico Rosberg, penalizzato a sua volta dalla falsa-partenza del finnico, ha rimontato dalla sesta posizione ma nei giri finali ha avuto un problema alla power unit della sua Mercedes e ha dovuto dire addio ad una possibile doppietta Mercedes.

    2016: vince sempre la Mercedes

    La gara del 2016 ha visto un’altra doppietta Mercedes al traguardo. Questa volta è Nico Rosberg a battere Hamilton. Sul terzo gradino del podio la Ferrari di Sebastian Vettel. La gara è movimentata dalla brutta partenza di Hamilton che dalla pole, si fa infilare da Rosberg, le due Ferrari, Bottas e Ricciardo. L’inglese, dal secondo giro, inizia una furiosa rimonta culminata col secondo posto alle spalle del compagno. Le due Ferrari, partite in seconda fila, chiuderanno al terzo e quarto posto davanti a Ricciardo e Bottas.