GP Russia F1 2014, Alonso: “Proviamo un abitacolo chiuso, non va escluso”

Formula 1 che a Sochi, con il Gran premio di Russia alle porte, pensa alla tragedia di Bianchi

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    Presenti a Sochi, per il Gran premio di Russia, ma con la mente a Suzuka. Si presentano così in conferenza stampa Alonso, Vettel, Button, Massa, Sutil e Kvyat, ad appena quattro giorni dal drammatico incidente di Bianchi. «E’ stata una gara molto dura, ovviamente tutti i nostri pensieri sono per Jules. Quando ci sono incidenti così grandi non ci sono parole che possono descrivere quel che senti. Ora siamo qui, in un week end emozionalmente molto difficile, pronti a correre, correre per lui ed essere il più professionali possibili, ma la mia mente e rivolta a lui con le preghiere», esordisce Alonso, in un clima dimesso.

    Stessi sentimenti per tutti, anche per Adrian Sutil, suo malgrado testimone oculare di quanto accaduto. Sul punto più importante, cioè come mai sia uscito di pista Bianchi, però, il tedesco non riesce a dir nulla: «C’è molto che potrei dire essendo lì, ma chiaramente le foto e i video su internet sono stati chiari in quel che è accaduto, non c’è altro che posso aggiungere».

    «Dobbiamo aspettare per l’indagine e al momento non posso dire altro. Non mi aspettavo che nessuno andasse fuori, poi ho visto gli ultimi secondi e non so cosa sia accaduto prima».

    Decisamente provato anche Felipe Massa, che vive un momento a suo dire peggiore di quando l’incidente lo ebbe lui in Ungheria: «E’ stata la peggior gara della mia vita. E’ stata una gara cattiva, peggiore di quando ebbi l’incidente, del quale non ricordo nulla. Non passa giorno senza pensare a lui, è molto difficile per tutti, forse domani andrà meglio perché avrai qualcosa da mettere in testa e per cui lavorare». Inutile chiedere a un pilota se dopo certi eventi riconsideri la sua professione, non trovereste nessuno a dire: “dopo questa, smetto”. Mettono in conto il rischio, la novità è che nessuno di loro ha mai dovuto affrontare la tragedia in pista, nessuno di loro era nel paddock nel 1994: sta qui il fatto “nuovo”, che scuote un modo che pensava di aver risolto i conti con la morte.

    Cosa fare per evitare in futuro il ripetersi dei fatti di Suzuka? Uno dei più decisi, chiari e razionali nell’analisi è Vettel: «E’ stata una gara estremamente difficile per tutti, con pochi margini di errore, poi ci sono state tante circostanze sfortunate che hanno portato a una catastrofe. Dovremo imparare da quel che è accaduto ed evitare gli errori in futuro, ma trarre le conclusioni a pochi giorni di distanza non è facile».

    I piloti, sarebbero favorevoli a un abitacolo chiuso? Di certo sono interessati affinché si facciano dei test e verificare pro e contro, tuttavia, non mancano le voci che sottolineano come la Formula 1 cambierebbe volto in maniera radicale. Alonso è tra i sostenitori più decisi: «Si dovrà provare la tecnologia, siamo nel 2014 e gli aerei usano strutture simile, probabilmente dovremmo pensarci. Tutti i grandi incidenti negli ultimi anni nel motorsport hanno avuto come conseguenze traumi cranici, nel 2012 a Spa sarei potuto morire per 10 centimetri di differenza. La tecnologia è disponibile, non lo escluderei». Vettel invece, dice: «Ho sentimenti contrastanti. Se guardi alle F1, dall’inizio delle gare a ruote scoperte, è una delle cose che rende la F1 speciale; d’altro canto Fernando ha spiegato perché ci sono ragioni valide per valutarli. In questo momento non ho un’idea». Anche Button sposa il pensiero del tedesco, mentre Massa non ha dubbi: «Sono totalmente d’accordo con Fernando, dovremmo provare questa possibilità e nel mio incidente sarebbe stato perfetto, per Jules forse no».

    Cercando di parlare del Gran premio di Russia, l’impressione dei piloti è positiva, rimasti colpiti dalle infrastrutture realizzate a Sochi (potevano dire diversamente?). Tecnicamente si scoprirà con le prove libere del venerdì se sarà circuito interessante o scialbo, intanto, Vettel – unico ad aver girato, seppur con una vettura stradale – traccia il tema del week end: «Ci sono tante curve e lunghi rettilinei sui quali ti serve velocità; la curva 3 che si presenta molto interessante». Non piace, invece, l’entrata dei box molto stretta.

    Fabiano Polimeni