GP Russia F1 2014: il Processo al Gran Premio di Sochi [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio di Russia 2014

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Russia 2014. Tre i temi sul piatto della bilancia dopo la gara di Sochi. Innanzitutto ci chiediamo se, dopo l’ennesima vittoria di Hamilton, a tre gare dalla fine del campionato, Rosberg sia da considerare ormai battuto. Almeno moralmente, s’intende. In secondo luogo, vogliamo capire cosa ne pensate sul tema del decongelamento dello sviluppo sulle power unit: Ferrari, Renault e Honda chiedono una deroga, la Mercedes si oppone. Chi ha ragione? Infine, vogliamo il vostro bilancio sul circuito di Sochi! Dite la vostra, senza peli sulla lingua… tanto Putin non vi sente!

    CASO 1: Rosberg sconfitto da Hamilton?

    ACCUSA. Sì, certamente! Con questa ennesima vittoria, giunta oltretutto su un piatto d’argento dopo un banale errore di valutazione in staccata alla prima curva del primo giro, Hamilton sale su un altro livello rispetto a Rosberg. Il tedesco è ormai, moralmente, secondo. Moralmente sconfitto! Solo un ritiro clamoroso dell’inglese ad Abu Dhabi (dove si prendono punti doppi) può tenere accesa la speranza. Il tabellino parla chiaro. Vittorie: 9 a 4!

    DIFESA. Mai dare per spacciato Nico. Quest’anno ha già dimostrato di sapersi riprendere proprio quando il mondiale prendeva una piega storta come, ad esempio, dopo le prime 4 vittorie di fila di Hamilton. La gara finale che assegna punti doppi sarà decisiva e lì Rosberg potrà far valere la sua freschezza e il suo non aver più nulla da perdere. Hamilton, invece, si veda il 2007 e il 2008, soffre terribilmente quando vede il titolo ad un passo. E poi, prima di Abu Dhabi, ci sono altri due GP per rimediare ad errori banali come quello di Monza e Sochi senza i quali staremmo già raccontando un’altra storia.

    CASO 2: Mercedes contro il decongelamento

    ACCUSA. La Mercedes sta stravincendo. Ha un vantaggio competitivo mostruoso rispetto ai rivali ma si comporta come se tutti le fossero alle calcagna. Tant’è che si oppone alla proposta di Ferrari, Renault e Honda sul mettere una deroga al congelamento in atto sullo sviluppo dei propulsori. Ricordiamo che in Formula 1 regna un gentlemen’s agreement che va al di là di ogni rigido paletto regolamentare. Ad esempio, a metà del decennio scorso fu consentito alla Renault di lavorare fuori tempo massimo sulla propria power unit per ricucire il gap dagli avversari. Si fa. Si è sempre fatto per il bene della competizione, dello sport e dello spettacolo. Insomma, per il bene della F1. E non c’è nulla di strano. In alcune categorie dello sport a motore, ad esempio, i più forti corrono con delle zavorre di handicap per ridimensionare il loro strapotere.

    DIFESA. Toto Wolff è chiaro: se ci sono delle regole, vanno rispettate. La Red Bull ha lavorato meglio di tutti per 4 anni ed ha dominato senza che nessuno a Milton Keynes avesse il dovere di fare regali agli avversari. La Ferrari ha fatto lo stesso un decennio prima. Ora tocca alle stelle d’argento che vogliono aprire un ciclo storico tale da ripagare degli sforzi fatti anche e soprattutto sul lato economico. Non fidandosi degli avversari, non vogliono dar loro alcun vantaggio. Tutto ciò che è stato ottenuto, è arrivato giocando ad armi pari. Perché ora fare sconti agli sconfitti?

    CASO 3: circuito di Sochi, promosso o bocciato

    PROMOSSO. Stavolta Tilke ha centrato il bersaglio! Ci sono i punti per effettuare i sorpassi, una curva da 5 secondi ad oltre 3G di forza laterale, un nastro d’asfalto molto ampio che consente a due macchine di viaggiare affiancate a lungo con grande godimento del pubblico. C’è uno scenario “olimpico” di tutto rispetto e pure un discreto numero di tifosi appassionati sugli spalti. La Russia c’ha messo un bel po’ ad entrare nel Circus ma l’ha fatto alla grande.

    BOCCIATO. Sarò un tipo all’antica ma quello di Sochi mi sembra il classico Tilkodromo che nulla aggiunge alla storia della Formula 1. Da domani il GP di Russia potrebbe sparire e tornarsene da dove è venuto senza che un appassionato di motori abbia qualcosa da ridire. Tranne qualche punto, è il solito scenario da cattedrale nel deserto senza alcuna caratteristica veramente impegnativa per i piloti e capace di fare la differenza. Anche in Russia appare tutto un po’ finto, da videogame, così come in Corea, India, Singapore, Cina, etc.