GP Russia F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP Russia F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Russia F1 2016: le Pagelle

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio della Russia 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul circuito di Sochi , troviamo al primo posto Lewis Hamilton. Da decimo a secondo non è una cosa da fenomeno se si guida una Mercedes. Ma in una gara con tanti bocciati e pochi promossi, ci piace dare il massimo dei voti a chi prova di essere più forte anche della sfiga e rischia persino di andarsela a vincere. Chiedetelo a lui e sentite cosa vi risponde. Il vero asino di giornata è Daniil Kvyat. Su di lui sono già state spese – in negativo – tutte le parole possibili.

    Still I Rise. Un claim, una realtà. Affronta la prima curva già con l’idea di tagliare verso l’esterno e tenersi fuori dai guai. Da lì si capisce tutto. Si ha la certezza che sarà più forte della sfiga e di qualche pseudo-complotto ai suoi danni organizzato dalla Mercedes per far vincere un po’ anche l’altrà meta del box e chiarire agli storici che i meriti di tanto dominio sono nel mezzo meccanico e non in chi lo guida. Da come agguanta il secondo posto e poi si mette a caccia disperatamente della vittoria, si ha la convinzione che sarà negli incubi di Rosberg fino all’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio.

    Chi ha puntato su di lui già da alcuni anni, stentava ad ammettere di aver perso la scommessa. Kevin Magnussen è un pilota che merita questa seconda chance. Oggi fa tutto bene e approfitta dell’epidemia che là davanti ha tolto di scena un po’ di macchine più veloci della sua Renault.

    Protagonista mancato, finisce ferito nel crash della prima curva. Ma non molla e si riprende la zona punti.

    Gara non giudicabile a parte per un bello spunto al via che lo avrebbe proiettato facilmente in top 5. Il podio sarebbe stato alla portata. Hamilton avrebbe avuto vita più dura nel rimontare. E ne avrebbe beneficiato indirettamente anche Raikkonen. Il 7 è per l’atteggiamento. Si mette pure a raccattare i detriti dell’ala distrutta nella speranza che tornino nel box quanti più rottami.

    E’ davvero in modalità “campione del mondo”. Ricorda a tutti che Hamilton arriverà, prima o poi, e sarà tosto da tenere a bada. Sa che ci saranno momenti in cui la sorte girerà al contrario ed, infatti, massimizza ora che tutto va in discesa. Detto ciò, oggi il GP di Russia l’avrebbe vinto qualunque pilota in griglia che avesse guidato una Mercedes in pole position.

    Diceva Enzo Ferrari che “la sfortuna non esiste, c’è soltanto quello che non abbiamo saputo o potuto prevedere”. Siamo sicuri che Arrivabene la pensi allo stesso modo nel prendere atto che, ad oggi, manca sia l’affidabilità che la prestazione. La rincorsa alle frecce d’argento è ancora lunga. E, paradossalmente, essere già tagliati fuori dalla lotta al titolo può essere un vantaggio, poiché permetterà di lavorare più comodi in vista del 2017.

    Mentre Alonso scala la classifica e porta a casa un bottino di punti non indifferente, dopodiché gasato dichiara guerra alle Red Bull, Button non approfitta di nulla e solo in extremis mette nel borsellino un piccolo punticino. Vandoorne, da oggi, scalpita ancora di più.

    Eh no. Non ci siamo. In qualifica sbaglia un rigore a porta vuota non centrando il tempo che lo avrebbe messo in prima fila. In gara si fa “uccellare” da Bottas alla ripartenza e, da lì, perde l’occasione di giocarsi il secondo posto. Magari Hamilton alla fine lo avrebbe comunque passato. Ma un conto è lottare. Un conto è fare lo spettatore.

    Ma cosa ha frullato in testa agli strateghi del box quando hanno deciso di montare le gomme Medium? Lo si capiva anche dalla poltrona di casa che sarebbero spariti per sempre dalla zona punti e non ci sarebbero mai più rientrati.

    Premessa: chi scrive ha abbastanza anni per potersi definire un nostalgico dei bei tempi andati. Mi ricordo come erano le corse di una volta. Vorrei, però, spezzare una lancia a favore dei nuovi regolamenti. Abbarbicati al bancone del bar, sento tanti sedicenti espertoni di Formula 1 che sentenziano:”Per far vedere delle belle gare, si deve fare come in MotoGP, si parte e si arriva tutti insieme e senza pit stop”. A costoro, servo il GP di Russia a mo’ di esempio. Un solo pit stop. E spettacolo ridotto al lumicino con posizioni pressoché consolidate da subito. Le tre mescole Pirelli, le tattiche e qualche esagerazione… sono necessarie. I mali, semmai, sono altri. Come, ad esempio, penalizzare un pilota per sostituzione anticipata del cambio anche se lo danneggia in un incidente di gara.

    Sono d’accordo con chi sostiene che Kvyat abbia sentito la pressione di vedersi sottratto il sedile da Verstappen e, nella sua gara di casa, abbia perso la brocca in partenza. Era già nervoso dal venerdì quando ha minacciato Hamilton. Poi se l’è presa con Vettel. Direi che su di lui, si può stendere un velo pietoso. E depennarlo dalla lista dei futuri campioni senza rimpianti.

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