GP Silverstone F1 2013: il processo al Gran Premio d’Inghilterra [FOTO]

Benvenuti al Processo al Gran Premio di Inghilterra 2013 di Formula 1

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    Benvenuti al Processo al Gran Premio di Inghilterra 2013 di Formula 1 . Sul circuito di Silverstone ne sono accaduti di fatti. Anche stavolta ne abbiamo isolati tre che riteniamo più significativi. A dirla tutta, vista l’eccezionalità di quanto accaduto in pista sul fronte esplosione delle gomme, sarebbe bastato parlare solo della Pirelli. Ma abbiamo voluto affrontare anche altri due argomenti molto caldi. Uno riguarda l’involuzione della Ferrari: dovevano spaccare il mondo e, invece, sono sprofondati. L’altro chiama in causa l’intero Circus: troppi interessi contrastanti impediscono di prendere decisioni che remano verso il bene della disciplina.

    CASO 1. Pirelli: vittima o carnefice?

    ACCUSA. Esplodono gomme in pista! La Pirelli cambia la modalità costruttiva del battistrada. Lo fa senza aver accumulato chilometri di test. Il risultato? Tanti pasticci, per usare un eufemismo. Eccoli in ordine sparso: una figura di melma in mondovisione che rovinerà l’immagine del marchio italiano per un po’; un pericolo reale per i piloti e chi staziona attorno al circuito (leggasi i coraggiosi marshal); una gara dal risultato falsato; un altro spunto polemico dopo i già gravi fatti dei test privati effettuati con la Mercedes. Così proprio non va. Non ci siamo.

    DIFESA. La Pirelli si proclama innocente. Per tanti motivi: innanzitutto pare che i danneggiamenti degli pneumatici vadano attribuiti ad un particolare non ancora ben chiaro del circuito di Silverstone. In secondo luogo, l’idea di usare un collante al posto del kevlar è diretta conseguenza del fatto che i team non hanno accettato la prima proposta fatta dal gommista italiano. La colpa, quindi, non è del fornitore unico di pneumatici che, in verità, ha fatto di tutto per mettersi a disposizione dello spettacolo e della sicurezza. Vedrete che dal prossimo anno, a scanso di altri equivoci, si vedranno in azione gomme di legno! La vecchia Bridgestone l’aveva capito il rischio che correva e, infatti, l’avete più vista? Lo stesso dicasi per la Michelin corteggiata invano da Mr. Todt.

    CASO 2. Ferrari: smarrita la strada?

    ACCUSA. Ci risiamo. Come nel 2011 e nel 2012, la Ferrari dà qualche segnale incoraggiante per poi smarrire la strada giusta dello sviluppo e allontanarsi dalla lotta per il titolo mondiale. Nel 2011 il progetto era pessimo e la fine fu disastrosa. Nel 2012 riuscirono a dilapidare un vantaggio in classifica ampissimo. Cosa non funziona a Maranello? Siamo ancora a parlare dei problemi della galleria del vento? Comunque la si metta: non ci sono più scuse.

    DIFESA. Non è un po’ presto per trarre conclusioni? E’ vero che a Silverstone ci sono stati problemi di assetto ma la Ferrari ha accumulato, causa pioggia e incidente di Massa, pochissimi chilometri rispetto agli avversari. In altre piste se l’è cavata egregiamente salvo soffrire il solito mal di qualifica. In Germania Alonso potrebbe vincere e ribaltare completamente certi giudizi, come detto, alquanto prematuri. Keep calm and… work hard!

    CASO 3. Boss della F1: tutti colpevoli!

    ACCUSA. A cosa fanno capo tutti i mali della Formula 1? Dal problema dei test, alle gomme che esplodono, alle polemiche sulle mescole portate in gara dalla Pirelli… c’è sempre un unico denominatore. Gli stessi che si lamentano, vale a dire i capi delle scuderie, sono quelli che fanno valere il loro diritto di veto per far sì che le cose non cambino mai. Un caso su tutti: Ferrari, Lotus e qualche altro team minore hanno detto “no” all’utilizzo delle nuove gomme in kevlar che la Pirelli aveva progettato per evitare le delaminazioni. Impossibile adesso scandalizzarsi dell’orrendo spettacolo visto a Silverstone! E’ sempre così. A forza di veti incrociati, il Circus accumula figuracce a ripetizione.

    DIFESA. Non si può incolpare una scuderia di Formula 1 per aver tutelato i propri interessi. In uno sport tirato al limite nel quale si vive costantemente schiacciati da una grande pressione, nessuno è giustamente intenzionato a fare regali alla concorrenza. Ne va preso atto. Essere intelligente e pensare in primis al proprio tornaconto non può essere una colpa! Se cercate un colpevole, guardate altrove. Magari a Parigi, dalle parti di Place de la Concorde…