GP Silverstone F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Pagelle del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone: chi merita il 10? Promossi e bocciati del week end inglese

da , il

    F1, GP Silverstone 2013   La gara

    Era lì a portata di mano, pronto per essere assegnato. A 11 giri dal termine se ne va il Gran Premio di Gran Bretagna di Sebastian Vettel e anche il 10 in pagella, perché il tedesco è quel che avrebbe meritato se avesse concluso la gara sotto la bandiera a scacchi.

    Ma il cambio della Red Bull lo appieda salvando il campionato, frenando quella fuga che aveva iniziato a prendere un vantaggio pericoloso. E gli altri? Nessun in grado di poter strappare il massimo dei voti? Rosberg ha mancato la pole con un distacco troppo marcato da Hamilton, considerando le recenti prestazioni che aveva messo in mostra, poi al via non è partito alla perfezione, causa lato sporco della pista.

    Ci sarebbe la rimonta tutta sorpassi di Mark Webber, ma anche lui non riesce a scrivere la gara esente da errori: ancora una volta quando si spegne il semaforo parte come un vacanziero della domenica pronto per la gita al mare.

    La Ferrari e Alonso? Macché 10, il divertimento regalato nelle prime battute di gara, con i sorpassi sulle macchine che lo precedevano in griglia non sono quello che deve fare chi lotta per il titolo, irrimediabilmente costretto a stare davanti e mordere le caviglie agli avversari diretti.

    Poi ci sono i bocciati di giornata, nemmeno a dirlo sul banco degli imputati ancora le gomme e la Pirelli. Quando doveva calare il sipario su test-gate, nuove procedure di incollaggio, numero dei pit-stop, ecco lo scempio in mondovisione. Si indaga per capire cosa sia successo, intanto, un bel 2 ci sta tutto.

    Rosberg, 9

    Non è brillante in partenza come chi scatta dal lato pulito della pista ed è costretto ad accodarsi ai due battistrada. Hamilton e Vettel li tiene nel mirino, ma non ha mai il passo per andarli a impensierire. Fuori Hamilton al giro 8, fuori Vettel al 41, spunta lui sotto la bandiera a scacchi.

    Chissà quale sarebbe stato il risultato se Webber non avesse regalato posizioni e secondi al via, visto che gli arriva negli scarichi con una rimonta che merita il podio.

    Nico si fa un bel regalo di compleanno con qualche giorno di ritardo e nel mondiale è in scia a Hamilton e Webber, avanti di 5 punti.

    Webber, 9

    D’accordo, partiva dal lato sporco e come ha dimostrato Rosberg era preventivabile perdere la posizione, ma non ritrovarsi intorno alla quindicesima e con un’ala danneggiata. Sonoramente bocciato per lo start, l’australiano mette sul piatto 51 giri all’attacco, sostenuto da una monoposto una spanna sopra gli altri.

    Le safety car compattano il gruppo e la rimonta è più “semplice”, così nel finale si trova a battagliare con Rosberg per la vittoria. L’impressione è che avesse del margine per provare l’attacco se ci fossero stati ancora 5 giri.

    Salva alla grande una gara iniziata male e assicura punti pesanti per il mondiale costruttori dopo il ritiro di Vettel.

    Alonso, 7

    Doveva rimontare posizioni dopo una qualifica difficile, è quel che ha fatto. Fortuna sua e della Ferrari, Vettel parcheggia davanti ai box in anticipo e si può tirare un sospiro di sollievo, recuperando tanti punti in ottica iridata. Adesso sono 21 a separarli, ma il divario prestazionale espresso ieri per 41 giri a Silverstone è molto più ampio e preoccupante.

    Solo 7? Sì, perché se una rondine non fa primavera, i sorpassi su monoposto inferiori devono essere “scontati”. Raikkonen in crisi con le gomme nel finale, causa errore del box, porge il fianco per il podio: insperato, improvviso, fortunoso. Dal Nurburgring servirà altro per essere competitivi.

    Hamilton, 9

    Inaugura il Festival della foratura Pirelli e tutti pronti a rallegrarci della giustizia divina che supplisce a quella terrena. Lewis mette sul piatto 8 giri da padrone del gran premio di casa, dando l’impressione di poter giocarsi la vittoria alla pari con Vettel. Poi il fattaccio lo costringe a farsi tutta Silverstone a velocità da crociera, cambiare gomme, ripartire ultimo, rimontare posizione su posizione. Come per Webber, lo aiuta la safety car, e le difficoltà di Raikkonen con le gomme gli regalano il quarto posto.

    Non è quel che si aspettava l’inglese dopo la pole stratosferica del sabato, ma per come si erano messe le cose, il risultato in casa è oro colato che lo porta a 32 punti da Vettel. Lottare per il titolo? Se la Mercedes è quella di Silverstone, non sarà impossibile.

    Raikkonen, 7 e 1/2

    Grosjean lo tiene dietro nelle prime fasi di gara, poi via radio fanno capire al francese che va bene lottare ma stava facendo perder tempo inutilmente a Kimi. E’ il protagonista nella gara degli “altri”, insieme ad Alonso. Vive momenti di pericolo quando davanti esplode la gomma di Vergne e una pioggia di detriti gli finisce sul casco.

    Alla fine porta a casa un quinto posto che sarebbe potuto essere ben più pregiato con altre strategie. Le sensazioni, tuttavia, non sono delle migliori perché la Lotus ha sofferto in qualifica e anche in gara sembra aver smarrito quella supremazia nella gestione gomme che l’ha caratterizzata finora.

    Massa, 8

    Fa la figura del pollo al venerdì con un errore da principiante. In qualifica va fuori in Q2. Quanto basta per dargli un 3 secco e finirla lì. Invece Felipe azzecca una partenza fulmine, recuperando ben sei posizioni. E’ veloce, sta davanti ad Alonso mentre lo spagnolo deve rimontare e solo la sfortuna lo mette fuori gioco al decimo giro. Sarà bravo a recuperare e concludere a punti, contribuendo al bottino domenicale della scuderia per il mondiale Costruttori.

    A far paura è l’incredibile serie di alti e bassi che caratterizza il brasiliano: dagli exploit di Barcellona e Silverstone, passando per gli errori banali del Canada e delle libere in Inghilterra. Un po’ di regolarità in più non guasterebbe.

    Di Resta, 7 e 1/2

    Parte dal fondo a causa della penalizzazione per la monoposto sottopeso in qualifica. Monta gomme dure e inizia il duro lavoro di giornata. Mentre Sutil (voto 6) progressivamente perde posizioni, fino a stabilizzarsi in settima, Paul risale la china e va a punti, nono. Lo scozzese non va perso di vista perché ha dalla sua velocità, costanza in gara e, soprattutto, ha dimostrato di sbagliare pochissimo. Merita una chance in un top team, nel 2014 dove lo vedreste bene?

    Pirelli, 2

    Se gli episodi di Silverstone fossero un caso isolato, con le gomme al centro dell’attenzione per un solo week-end, allora saremmo stati più generosi, perché i problemi possono verificarsi. Ma il campionato 2013 ha troppi riflettori (e da troppo tempo) accesi sul gommista italiano. I tecnici studieranno le cause dei dechappamenti delle gomme e Paul Hembery si spinge ad assicurare che non sono stati causati dal nuovo procedimento di incollaggio del battistrada sulla carcassa. Accusa il circuito e qualche cordolo che avrebbe fatto fuori Hamilton, Massa, Vergne e Perez, mentre da più parti (Horner in primis) si spinge per un ritorno al prodotto 2012. Mercoledì la commissione sportiva della Fia ascolterà le conclusioni della Pirelli con un retroscena: il Gran Premio di Gran Bretagna è stato sul punto di essere interrotto per ragioni di sicurezza. Inaccettabile, quando dipendono dalle gomme.