GP Silverstone F1 2014: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1: GP Silverstone 2014, le Pagelle da 10 a 0! Scopri chi è stato il migliore in pista

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    Ecco le pagelle dal Gran Premio di Silverstone 2014 di Formula 1! In Inghilterra risorge Lewis Hamilton il quale rifila un parziale di 25 a 0 al rivale Nico Rosberg che vale come una boccata d’ossigeno dopo un mese d’apnea. La Mercedes si mostra ancora velocissima ma fragile e libera una piazzola in più sul podio che vede come abbonati più affezionati Bottas e Ricciardo. Nelle retrovie, però, non mancano scintille, colpi ad effetto e colpi bassi come quelli tra Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Qui trovate i nostri voti, da dieci a zero, tutti da commentare!

    Voto 10: Bottas e Williams

    Se non fosse stato un pilota di Formula 1, Bottas avrebbe fatto il medico chirurgo. Oggi si capisce il perché. Sin dalla partenza le indovina tutte andando ad infilarsi in ogni pertugio utile pur di ottimizzare il risultato. Azzecca ogni mossa e, particolare non irrilevante, si mostra non del tutto soddisfatto: vuole battere le Mercedes in pista e non grazie ai ritiri. Vuole mettersele quanto prima tutte e due negli specchietti. Mai stato così in palla come in questo GP di Silverstone 2014. Una nota di merito spetta anche alla Williams: pochi proclami e molti fatti. Dopo l’exploit dell’Austria hanno lavorato a testa bassa e cresta abbassata. Non ci eravamo più abituati…

    Voto 9: Alonso

    Come se non bastasse la pessima qualifica, Alonso decide di partire sbagliando posizione nella piazzola e si becca un’ulteriore handicap. Detto ciò, a suon di sorpassi al limite tiene alto l’interesse sulla gara per milioni e milioni di ferraristi che, ad un certo punto, si illudono persino di vederlo in zona podio. Nel finale, invece, se le suona con Vettel e perde: no, non siamo proprio ai livelli di Arnoux e Villeneuve a Digione ma c’è del materiale interessante per i posteri. Perde con onore lamentando problemi all’ala posteriore, al motore elettrico e al consumo di carburante. Diversamente, sarebbe ancora lì a guidare al limite tenendo contemporaneamente sotto controllo Vettel dallo specchietto, pronto a segnalare alla direzione gara di ogni sbavatura del tedesco. E’ un mostro, si sa.

    Voto 8: Rosberg e Hamilton

    Due facce della stessa medaglia. Oggi più che mai. In qualifica Rosberg tira fuori dal cilindro un coniglio che gli vale la pole position. Sembra un colpo da KO per il morale di Hamilton che, invece, in gara sfodera la sua miglior tempra. Dal muretto box i suoi, stavolta, non sono pavidi e gli provano a cucire addosso una tattica alternativa che sembra dare ottimi frutti quando si rende conto che, nonostante le gomme hard, riesce a tenere il passo del compagno di squadra. A quel punto ha ipotecato la vittoria. Ipotecata prima, riscossa poi, senza neanche attendere la bandiera a scacchi, quando Nico si deve ritirare. In un solo attimo tutti gli equilibri si ribaltano: lo sfigato diventa il tedesco mentre il morale di Lewis schizza alle stelle. E in classifica è di nuovo sostanziale pareggio.

    Voto 7: Ricciardo

    Oggi è lui il re delle gomme. Decide di fare un pit stop in meno e gli va bene. Gli va benone:”Un giro in più e Button mi avrebbe superato salendo lui sul podio al mio posto”, è stata l’ammissione di Ricciardo a fine gara. La fortuna aiuta gli audaci. Lui, chissà come, continua sempre a far tornare i conti del box Red Bull e consolida con merito il terzo posto in campionato.

    Voto 6: Vettel

    Tanto di cappello per il duello con Alonso. Vettel ne esce vincitore con grinta e onore ma la sua Red Bull andava quasi 1” al giro più forte della Ferrari. Non vale, quindi, lamentarsi della tattica sbagliata con il team per giustificare l’ennesima gara nella quale il compagno di squadra fa spietatamente meglio. Ricordiamoci che il 4 volte campione del mondo scattava dalla prima fila ed ha chiuso al quinto posto nonostante il poleman si sia ritirato…

    Voto 5: Ferrari

    Ha fatto rumore la doppia eliminazione di Alonso e Raikkonen nella prima manche delle qualifiche. Non era quello che intendeva Mattiacci quando chiedeva più coraggio e più voglia di rischiare. Lui parlava di sviluppo e tecnica. Sul fronte delle tattiche, la Rossa è da alcuni anni al top. Oggi, ad esempio, indovina la mossa di partire con le gomme hard ma alcuni problemini di tenuta della F14 T rovinano quella che per Alonso poteva essere una rimonta ancor più gustosa.

    Voto 4: Mercedes

    Avere una macchina super ma poi ridicolizzarsi con dei problemi di affidabilità è un qualcosa che si fatica a capire. Hanno molto margine rispetto ai rivali, possibile che non possano gestirlo con più tranquillità? L’aspetto più imbarazzante è che la Mercedes, con il prosieguo della stagione, anziché migliorarsi sta addirittura peggiorando: si è passati da 1 ritiro nelle prime 6 gare a 2 nelle ultime 3.

    Voto 3: Gutierrez

    Gutierrez si becca una penalizzazione per l’incidente che mette fuori causa Maldonado. Ben gli sta. Il muretto box si mette le mani nei capelli mentre ammira i replay del contatto tra la sua Sauber e la Lotus. Sembrano dire “Oh no, ci risiamo!”. La pazienza di aspettare che questo giovane talento sbocci è finita?

    Voto 2: club degli anti-Pirelli

    Nel 2013 abbiamo assistito ad una folta schiera di sedicenti esperti di Formula 1 prendersela con le gomme Pirelli per il loro eccessivo degrado. Proprio a Silverstone, 12 mesi fa, il gommista italiano ha toccato il fondo. Ricordate le gomme che esplodevano? Quest’anno la musica è stata completamente diversa: addirittura alcuni hanno coperto l’intera distanza di gara con un solo pit stop. Cosa sta a significare questo? Vuole dire che la Pirelli sa benissimo come fare gomme che reggono. Quello che è accaduto in passato è solo frutto della volontà del Circus di avere pneumatici molto delicati, tali da rendere le gare più incerte e più spettacolari. Costi quel che costi.

    Voto 1: direzione gara

    Nessuna polemica per la lunghissima attesa dopo la prima partenza: per regolamento non si poteva correre con un guard-rail danneggiato. Non è proprio comprensibile, però, perché sia stato dato il via dietro la safety car. Altrettanto strano è stato l’accorgersi tardivamente che Fernando Alonso andava penalizzato per la prima partenza, avvenuta fuori dalla piazzola. Se proprio un intervento nei suoi confronti andava fatto, non sarebbe stato molto più semplice arretrarlo di qualche posizione in griglia e poi lasciarlo libero di fare la sua gara?

    Voto 0: Raikkonen

    L’uscita di pista, il salto sul dosso, la perdita di controllo della sua Ferrari e l’impatto sulle barriere possono sembrare solo una catena sfortunata di eventi. Non è esattamente vero. Un pilota di Formula 1 come Raikkonen deve conoscere ogni centimetro della pista. Deve sapere cosa può e cosa non può fare. Dove può passare senza problemi e dove è meglio alzare il piede. A maggior ragione se parte dal fondo e con gomme dure, impostando la gara con l’idea di venir fuori alla distanza, non esiste che metta in pericolo la propria e altrui incolumità con certi gesti avventati.

    Twitter: @pierimanuel

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