GP Silverstone F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Ecco la nostra classifica dei migliori e dei peggiori sul circuito di Silverstone

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio d’Inghilterra di F1 2015. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Silverstone troviamo al primo posto l’eroe di casa Lewis Hamilton che vince anche con l’astuzia, arma che doveva in tutti i casi essere usata semmai più dal rivale Rosberg. Fa buona figura anche Sebastian Vettel così come le Williams. Un po’ meno bene, semmai, ne escono i suoi piloti. Lo stesso dicasi per Kimi Raikkonen e l’intera squadra Ferrari

    Voto 10: Hamilton

    E’ a tutti gli effetti il nuovo Leone d’Inghilterra. Si prende la vittoria a Silverstone con talento e prepotenza. Il talento di non avere rivali sull’umido. La prepotenza di farsi la sua chiamata al box per cambiare le gomme al momento giusto.

    Voto 9: Vettel

    Fa valere la legge del più forte. Almeno per ciò che riguarda casa Ferrari. E’ tutta nella scelta giusta di montare le gomme intermedie quando piove davvero che viene fuori la differenza tra un pilota perennemente sul pezzo, sempre concentrato e consapevole, e un altro – Kimi – che va a corrente alternata da ormai troppi Gran Premi. Troppi anni.

    Voto 8: Williams

    La macchina è un missile in partenza tant’è che entrambi i piloti schizzano come molle. Tengono dietro le Mercedes sull’asciutto e solo la pioggia distrugge i sogni degli “altri” inglesi. Il primo pit stop doveva essere fatto diversamente. Magari differenziando le strategie, anticipando uno tra Massa e Bottas, avrebbero potuto tenere ancora testa alle frecce d’argento. Quanto accade dopo lo scroscio viene amplificato negativamente anche da un assetto non eccellente per l’umido. In ogni caso, la colpa è più dei piloti che della squadra che ha portato a Silverstone una supermacchina. A questo proposito, bocciatura netta per Bottas che ormai si stabilizza a livello Massa. Serve davvero un tizio così a Maranello?

    Voto 7: Rosberg

    Domenica non da schifo per uno che si trova, ad un certo punto, quarto, piantato dietro due Williams insuperabili (ricordiamo che Hamilton è riuscito a passarle solo grazie alla strategia) e vede scappare via il proprio rivale per il titolo. Come cadono due gocce d’acqua si sbarazza di Massa e Bottas arrivando quasi in scia del fenomenale Lewis. Perde l’attimo buono per montare le intermedie e poi alza bandiera bianca ma, oggettivamente, non c’era più margine per recuperare.

    Voto 6: Alonso e Kvyat

    Arriva il primo punto con la McLaren grazie ad un tot di gente che si ritira davanti a lui. Detto ciò, Alonso dimostra di crederci. Sbaglia nell’azzardo di cambiare in anticipo le gomme intermedie ma poi con quegli stessi pneumatici ormai sfatti si difende dal ritorno di Ericsson. Bravo anche Kvyat, sesto, al suo secondo miglior risultato in carriera.

    Voto 5: Arrivabene

    Nel dubbio, facciamo 5 in Pagella! Non ho ben chiaro ancora come interpretare un team principal che spara a zero pubblicamente e a caldo contro un proprio pilota prima ancora di aver parlato con lui e, come accaduto in Canada, prima ancora di aver verificato se il problema è un errore umano o della macchina. I panni sporchi, inoltre, si lavano in casa. Di solito. Questo atteggiamento del capo della gestione sportiva della Ferrari è da grande rivoluzionario. Oppure da folle. Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima per capirlo. Nel frattempo, i dubbi aumentano…

    Voto 4: Raikkonen

    Ha tentato l’azzardo. Come lui ha fatto anche Alonso. Tanto per dire che la mossa non era proprio da stupidi. Gli è andata male. La parte interessante della storia è che Raikkonen a Silverstone poteva permettersi un atteggiamento più attendista e, anche per tenere sotto controllo le pressioni sul mercato piloti, puntare semplicemente a fare meglio di quel Sebastian Vettel che gli era dietro dall’inizio del weekend. Come dite? Dopo le prime due gocce di pioggia il tedesco l’ha passato in pista senza problemi? E anche la scelta di montare prematuramente le gomme intermedie è tutta sua (vedi sopra)? Ah già…

    Voto 3: Toro Rosso

    Il potenziale ci sarebbe ma la macchina di Sainz si rompe. Ancora! Quella di Verstappen è aiutata dal pilota che, a forza di errori ingengui, attira critiche con disarmante ovvietà. Nota a margine: ridicolo accostare il nome di Sainz alla Ferrari. Non ora. Non in questo scenario.

    Voto 2: Ferrari

    La Ferrari in versione gambero rosso sta ripetendo le solite scene già viste negli anni precedenti. L’avvio di stagione è così così ma le aspettative di crescita sono enormi. Arrivati verso la tarda primavera / estate, però, gli altri evolvono di più e meglio. Marchionne e Arrivabene ci hanno fatto credere che tutti quelli che sono passati da Maranello prima di loro erano degli incompetenti. Ma qui sembra che la musica non cambi. Ed il tempo che si sono presi per rimettere i cocci a posto è quasi concluso se è vero come è vero che da Monza dovrebbe arrivare la vera svolta.

    Voto 1: Virtual Safety Car

    Non mi sembra che abbia funzionato benissimo la prima Virtual Safety Car della storia. L’idea è ottima e la condivido in quanto non si penalizza chi sta davanti andando ad annullare il vantaggio accumulato con tanta fatica. Inoltre, la VSC consente interventi tempestivi e rapidi. Tuttavia, va trovato un sistema migliore (leggasi un banale limitatore di velocità) affinché le distanze restino effettivamente immutate.

    Voto 0: i VIP inglesi

    Se ho capito bene, gli inglesi fanno i fenomeni ovunque e costantemente come se il mondo l’avessero inventato loro, se la tirano come se ci fossero solo loro sul Pianeta e poi, quando c’è da mettere sul piatto il proprio orgoglio nazionale, fanno sfilare sempre i soliti 3-4 soggetti. Vale a dire James Bond, le Spice Girls e David Beckham. Stavolta quest’ultimo manco s’è fatto vedere. E nessuno si è accorto della sua assenza. Quanto al resto: hey there, gli anni ’90 sono finiti da un pezzo! Fortunatamente ad assistere al GP d’Inghilterra c’erano anche altre 140.000 persone comuni che, fregandosene altamente dei VIP svapati, hanno intonato il nome di Hamilton manco fossero allo stadio. Voto 10 al pubblico che ha mandato un chiaro messaggio a chi vuole far fuori le piste storiche. Silverstone come Monza, tempi unici di velocità e passione. Stop.