GP Silverstone F1 2016, il Processo alla gara

GP Silverstone F1 2016, il Processo alla gara

Tanti episodi fanno discutere, a cominciare dalla gestione della FIA

da in Circuito Silverstone F1, Formula 1 2017, GP Inghilterra F1
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    E’ una Formula 1, intesa come gestione della corsa, che non si prende più rischi. Il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone ha visto l’ennesima partenza dietro safety car, con pista bagnata. I piloti non hanno criticato la scelta, semmai la durata del periodo di neutralizzazione. E’ uno degli aspetti che merita un approfondimento nel Processo alla gara, non l’unico. Il tema regolamentare è predominante, perché detta la direzione impartita alla categoria.
    Non resta che schierarsi, tra accusatori e difensori, nei tre punti chiave dopo la gara a Silverstone.

    ACCUSA - E’ imbarazzante vedere i migliori 22 piloti al mondo andare dietro una granturismo per 5 giri. Anche se era corretto dare il via alla gara dietro safety car per apprezzare le condizioni della pista, Charlie Whiting ha tenuto troppo a lungo Maylander in pista. Sarebbero bastati un paio di giri per poter dare via libera.

    DIFESA – C’era davvero tanta acqua sul circuito, i piloti non avevano mai provato nel week end con pista bagnata, pertanto – anche alla luce degli errori successivi visti in curva 1 – è stato saggio tenere fuori la safety car un po’ più a lungo, per evitare di ritrovarsi con un gruppo dimezzato causa uscite di pista. Oltre all’acqua, poi, il grosso problema era legato alla visibilità: tranne i primissimi, dalla settima posizione in giù la visibilità era critica, come spiegato da Sainz.

    ACCUSA - Siamo alla farsa. Si definisce una norma, si ricorre a una direttiva tecnica, ma non esiste un elenco di sanzioni predefinite.

    E’ il caos che fa male alla Formula 1, perché nel momento stesso in cui a Melbourne si è data una stretta alle comunicazioni via radio, andava specificato in modo dettagliato quale sarebbe stata la sanzione in caso di violazione. Il caso Rosberg ha creato il precedente, fatto giurisprudenza, così in caso di difficoltà nelle prossime gare, il muretto saprà che andrà a rischiare 10″ e, a fronte di un’assistenza cruciale, potrà ricreare un gap per neutralizzare gli effetti

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    DIFESA - Analizzando in maniera precisa la decisione dei commissari, si scopre che parte della comunicazione data a Rosberg era ammessa, quella in cui suggerivano l’adozione di una modalità di default. Errato è stato il suggerimento successivo, l’assistenza alla guida sotto forma di indicazione di saltare la settima marcia. La norma è stata comunque fatta rispettare dai commissari, che hanno inflitto una punizione vera e non una semplice reprimenda, quella sì avrebbe creato polemiche per l’inefficacia assoluta.

    ACCUSA – Baku ha i rettilinei troppo rettilinei. Silverstone ha le curve troppo veloci. In Spagna le gomme vanno fuori dalla finestra d’utilizzo. Insomma, Fiorano a parte viene da chiedersi dove può dare il meglio la SF16-H. Per nutrire ambizioni importanti, non parliamo nemmeno di titolo, ma semplicemente di qualche vittoria, non si può fare affidamento su qualche pista amica. Servono progressi tecnici e anche in fretta.

    DIFESA – E’ fisiologico avere dei circuiti “amici” e altri ostici. A parte le Mercedes che dominano ovunque, anche le Red Bull hanno vissuto momenti difficili, per poi tornare protagoniste a Silverstone. In Ferrari non sarà l’anno del mondiale, ma ci si potrà togliere ancora delle soddisfazioni e accumulare esperienza valida per l’impostazione del lavoro sulla macchina 2017.

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