GP Silverstone F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

GP Silverstone F1 2016: le pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Silverstone F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio di Gran Bretagna 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sullo storico circuito di Silverstone, troviamo al primo posto Lewis Hamilton che non abdica neanche stavolta al trono di Re d’Inghilterra. Ancora applausi toccano a Max Verstappen che, in condizioni difficilissime, guida già in versione “campione del mondo”. Se avesse avuto la Red Bull sin dall’inizio della stagione, a quest’ora sarebbe l’unico vero antagonista delle frecce d’argento anche in ottica titolo mondiale. Ennesima giornata da incubo, invece, per le Ferrari: quando tutto può andare storto, ci va! Urge ricovero a Lourdes.

    It’s Hammer time! Lewis Hamilton trascina la folla di Silverstone esaltata per una gara dominata nonostante le condizioni meteo lasciassero spiragli ad ogni sorta di avventuriero in cerca della sua giornata di gloria. Non c’è storia. Il re è soltanto uno da quelle parti. 1 come il misero punto di vantaggio che è rimasto a Rosberg in classifica generale. Ora il mondiale non è semplicemente riaperto. E’ già chiuso.

    Tanto per non farsi mancare niente, svernicia Rosberg all’esterno e poi, a parti invertite, fa di nuovo venire un attacco di panico al tedesco che riesce ad avere la meglio solo dopo svariati tentativi. Il secondo gradino del podio è il minimo che a Verstappen potesse capitare.

    La buona notizia è che aver ottenuto il rinnovo di contratto con la Ferrari toglie un sacco di rumours e distrazioni all’ambiente Rosso. A guardarsi bene in giro, non c’è molto di meglio. Raikkonen quest’anno va. Anche a Silverstone, non fa le magie di un giovane Verstappen ma è piuttosto solido e, incredibile ma vero, meno sfigato di Vettel.

    Nel finale viene tradito dalle gomme e perde qualche posizione di troppo. Proprio lui che è un maestro nel dare lunga vita agli pneumatici. Il punto è che il buon Perez, anche sull’umido, è veloce e intelligente nello scegliere il momento giusto per fare il pit stop, tanto da trovarsi per lunghi tratti ben più avanti di quanto non consentisse la sua Force India. In un fine settimana in cui battere Hamilton sarebbe stato impossibile per chiunque, riesce a stargli molto molto vicino. Alla fine accusa un problema di affidabilità che in Mercedes decidono di gestire infrangendo il regolamento pur di assicurarsi un piazzamento a podio. Ci sarebbe qualcosa da discutere, a questo punto, sull’entità della penalizzazione ma ciò non rientra certo nel giudizio sulla gara di Nico. Non ci si aspettava che arrivasse sul podio, ma che commettesse qualche errore in meno e sfruttasse un pochino meglio le sue grandi doti per emergere dal pacchetto di mischia che ha caratterizzato la prima parte bagnata della gara. Gli si può concedere qualche attenuante come le 5 posizioni di penalità in griglia di partenza per rottura del cambio o, più semplicemente, il fatto che la Ferrari non fosse proprio in un grande stato di forma. Ma fare una qualifica timida arrivando anche dietro a Raikkonen è il segnale di un malessere profondo. La SF16-H nelle sue mani è nervosa. Troppo.

    Non esiste possibilità di risalire la china per questa Williams. Ormai quarta, quinta forza del mondiale dietro a Mercedes, Red Bull, Ferrari, Force India e Toro Rosso. Tra un po’ arriverà pure il sorpasso della McLaren?

    Non siamo molto convinti delle modalità e dei pesi nelle penalizzazioni inflitte dalla direzione gara. E’ stata fiscale ma solo a tratti. Tanto per dire, in occasione del primo pit stop, abbiamo visto almeno 2/3 casi di unsafe release che andavano puniti. I 5 secondi di penalità a Vettel potevano starci ma erano un po’ al limite dato che il pilota della Ferrari ha commesso un piccolo errore e non ha spinto deliberatamente fuori Massa. Infine, i 10 secondi a Rosberg sono davvero una barzelletta: se l’infrazione c’è stata, cioè il pilota ha ricevuto un aiuto da parte del box per risolvere un problema tecnico che gli avrebbe impedito di finire la gara in zona punti, allora doveva arrivare la squalifica. Non è possibile che la penalità sia inferiore al danno evitato… o no? Ogni alibi è ormai caduto, ogni dichiarazione cauta ha perso significato. Siamo arrivati a metà stagione e sia Vettel che Raikkonen hanno un distacco in classifica tale da doverli considerare tagliati fuori dalla lotta al titolo mondiale. Non solo: le prestazioni della Mercedes restano per il terzo anno di fila su un altro pianeta. Vettel dirà che non va messo tutto sottosopra ed ha ragione. Ma dal prossimo Gran Premio vanno riviste alcune dichiarazioni e certe aspettative. Tutto al ribasso. Tutto basso. Come la testa che chiede Arrivabene. Nessuno ha capito perché ammazzare questo sport in modo così plateale inventandosi l’ennesima inutile partenza dietro safety car. Nessuno ci ha dato una spiegazione sul perché è stata tenuta fuori la macchina di sicurezza per 5 interminabili giri. Una spiegazione forse c’è e ci porta a scomodare la memoria di Jules Bianchi. Da quella tragedia in poi, la FIA è andata eccessivamente cauta ogni qualvolta ci sono state condizioni di bagnato. Mi permetto umilmente di dire che forse, proprio per rispetto di Bianchi, la F1 dovrebbe continuare a buttar dentro un po’ di pericolo in più e non fare la figura della mamma premurosa quando è ormai troppo tardi. Se la pista ha ottenuto l’omologazione per accogliere la F1, vuol dire che è sufficientemente sicura per far scatenare i piloti più forti del mondo. Non si parla di autisti della domenica, ma di gente pagata il giusto e perfettamente consapevole e preparata per affrontare ogni circostanza.

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